mercoledì 27 giugno 2007

I Pendolari spiegano le loro ragioni contro Trenitalia

ABOLITI DEFINITIVAMENTE INTERREGIONALI, REGIONALI VELOCI E DIRETTI !!!

Mentre il ministro Padoa Schioppa ieri 19 giugno in audizione al Senato pontificava ancora una volta accondiscendente alla taumaturgica ricetta del mitico duo Cipolletta-Moretti, e dichiarava che in Italia sono necessari aumenti perché le tariffe sono le più basse d'Europa (se viaggiasse e verificasse il servizio da terzo mondo offerto - lo ha dichiarato il suo capo, Prodi - sarebbe meglio, o se prendesse il treno da Roma per Fiumicino si accorgerebbe che costa più del doppio, a frequenza dimezzata, del confratello che copre la stessa distanza da Bruxelles all'aereoporto di Zavantem, Europa !) tra le pieghe del nuovo e ferale orario ferroviario in vigore dal 10 giugno si consumava il rito dello schiaffo finale in faccia ai pendolari (dopo le decine di soppressioni estive di convogli).
Ovvero da Trenitalia, con decisione unilaterale e senza alcuna informazione a chicchessia, (o qualcuno sapeva ed ha fatto finta di niente ?) in spregio al Contratto di Servizio da 70 milioni di euro che la Regione Emilia Romagna paga senza controllarne l'adempimento ( caro Errani, è inutile che lei sia volato a Piacenza solo per la campagna elettorale per sostenere Reggi e raccontarci frottole, dopo che per mesi ha rifiutato di incontrarci !), mentre il suo sottoposto assessore ai trasporti probabilmente si lecca le ferite dopo la trombatura elettorale in quel di Parma, venivano definitivamente cancellati i treni Interregionali e Regionali Veloci, nonché i Diretti (non presenti in regione): tutti declassati a regionali.
Decisione gravissima,
una vera badilata di letame nei nostri confronti.
Una gola profonda informa che il manico sia stato impugnato dalle FS di Milano; gli altri, come sempre, hanno subito passivamente.
Alle frottole fritte nell'aria del 17 maggio, Palazzo Gotico di Piacenza, propinateci dal ministro Bianchi e dall'incaricato di Trenitalia, nell'indifferenza cronica della Provincia di Piacenza, (ne abbiamo mai avuta una o era assai tardivo risveglio per le prossime elezioni ? io do una mano a te, tu ne darai una a me ) ha fatto seguito, come al solito, il vero volto del monopolista della rotaia.
Con questo provvedimento, che va nella direzione opposta alle richieste dei pendolari, la metamorfosi degli IR, iniziata con il loro sterminio nell'orario del dicembre 2005, è completa.
Anche il periodico di propaganda, pagato con i nostri soldi e distribuito dalla Regione ai pendolari, non accenna a questa modifica.
Cosa ci stanno a fare i succitati rappresentanti delle istituzioni, Sindaco di Piacenza Reggi in testa (si perde una battaglia, ma la guerra va vinta, ammissioni di sconfitta incluse, 10.000 cittadini pendolari lo chiedono come segno di rispetto) ????
Si sono allineati alla volontà delle ferrovie ??? Erano al mare ???
Con questo ennesimo colpo di mano ecco quello che succederà.
Al momento i treni regionali (sono diventati tali il Milano-Bologna delle 18,20 ed il confratello delle 7,08 da Bologna per Milano) hanno mantenuto le stesse caratteristiche
degli IR che vanno a sostituire. " Nulla di cambiato " , diranno le FS, " che motivo avete per lamentarvi ? "
I ferrovieri da noi interpellati ci hanno però dimostrato, carte alla mano, che cambieranno le seguenti cose :

  1. Per un treno regionale il numero di controllori richiesto, a parità di numero di carrozze, è mediamente inferiore a quello per un treno IR.
  2. Sarà quindi più difficile trovare quel controllore che, in caso di bisogno, da solo, potrà far fronte in maniera meno efficace ai problemi che si presentano.
  3. Stessa sorte tocca ai macchinisti che potranno passare dai due degli IR al singolo previsto per i regionali, con buona pace per la sicurezza dei viaggiatori.
  4. I tempi di percorrenza possono essere appesantiti con nuove fermate che si addicono ad un treno di classe regionale e con precedenze ai treni di classe superiore.
  5. Le carrozze possono essere rimpiazzate con quelle "a piano ribassato", tipiche dei treni regionali, che sono meno confortevoli, più sporche e con velocità di crociera inferiori a quelle degli IR.
  6. Con anche una sola di queste carrozze nella composizione del treno tutto il convoglio è costretto a marciare più lentamente, senza garantire i tempi di percorrenza nei tratti veloci e senza poter recuperare i ritardi accumulati.

La conversione dei treni IR in regionali serve quindi esclusivamente a ridurre il costo del servizio a discapito della qualità.

Che fine faranno le penali previste dal vecchio contratto di servizio per i treni Interregionali, saranno anch'esse depennate come i treni IR?
Difficile dirlo visto che a maggio il contratto di servizio 2007 tra regione e ferrovie non era ancora stato definito.
E' possibile che un servizio del valore di oltre 70 milioni di euro venga erogato in assenza di un contratto?
Come sempre però una soluzione per mettere a posto le cose, in forma amichevole, regione e ferrovie la troveranno sicuramente.
Intanto treni come l'ex IR2036, che partono da Livorno e arrivano a Milano dopo aver attraversato ben tre regioni, vengono ora classificati come "regionali" !!!!
Forse tra un po' questi signori, che vivono in un mondo tutto virtuale, cercheranno anche di farci credere di essere arrivati a destinazione prima ancora di essere partiti, visto che già ora riducono o cancellano i ritardi dai tabelloni.
Ma al peggio non c'è fine.
Ci anticipano gli stessi ferrovieri che ben presto anche la tariffa nazionale, quella che si paga quando si viaggia tra più regioni (quindi gli abbonamenti da Pontenure per Milano e da S. Stefano Lodigiano per Parma), nei piani FS è destinata a cedere il posto alle più costose tariffe regionali, in nome della solita promessa di miglioramento del servizio, che ben conosciamo.
A questo gioco al massacro noi non ci siamo e non ci stiamo.
Se l'Italia non è ancora diventata a parole quello che nei fatti purtroppo simili comportamenti sembrano confermare, ovvero la repubblica delle banane, se i signori parlamentari delle Commissioni Trasporti non si sentono anche loro un po' presi per il naso da chi fa tutto il contrario di quello che dichiara, ci appelliamo a chi può e deve vigilare sul rispetto dei Contratti e nelle normative (Magistratura compresa) affinché tale decisione venga immediatamente cancellata.
Siamo prontissimi a riconsiderare tutte le opzioni di lotta ripagando con la stessa moneta chi ci infanga giornalmente.

Ettore Fittavolini
Presidente Associazione Pendolari Piacenza

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