sabato 21 luglio 2007

Primi arresti per il Phishing su Poste Italiane

ACU è stata tra i primi a mettere in guardia i consumatori e gli utenti di Poste Italiane (vedi articolo) contro i rischi dell'ondata di attacchi informatici tramite email chiamati phishing.
Dopo l'aggiornamento del 21 giugno, la GdF ha dato notizia dei primi arresti.

La Guardia di Finanza informa tramite un breve comunicato che

La Guardia di Finanza di Milano ha arrestato 26 persone per associazione a delinquere per lo sfruttamento di dati personali degli utenti dei servizi bancari informatici. I componenti dell'organizzazione appartenevano a due associazioni collegate (composte da 18 italiani e 8 cittadini dell'Est europeo).

L'hacker, di soli 22 anni, inviava i messaggi di posta elettronica come se fossero provenienti dalle Poste italiane. I dati acquisiti dai destinatari delle e-mail truffa confluivano su un server operante all'estero. Entrato nei conti correnti degli utenti truffati, li svuotava trasferendo le somme su carte postepay attivate da membri dell'organizzazione. Le somme di denaro venivano "monetizzate" acquistando fiches in diversi casinò in Italia e all'estero.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Milano Francesco Cajani e costituiscono "il primo tentativo di affrontare in modo organico sul piano investigativo e anche contestando reati associativi, il fenomeno delle organizzazioni criminali dedite sistematicamente all'attività di phishing" come evidenziato nell'ordinanza emessa dal Gip Guida Salvini.


Facciamo i nostri più sentiti complimenti alla task force della GdF per il lavoro svolto, rinnovando la stima nei confronti del corpo.
Segnaliamo anche un articolo di Paolo Attivissimo che ha trattato l'argomento del phishing su Poste Italiane nel suo blog.

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