venerdì 21 settembre 2007

Come risparmiare elettricità nelle nostre case?

Come risparmiare elettricità nelle nostre case



Frigoriferi e congelatori
consumano il 18%* dell’energia, consumi che potrebbero essere sensibilmente abbassati acquistando i due elettrodomestici separati, evitando di introdurvi cibi caldi e regolando il termostato del frigorifero su temperature non inferiori ai 4°C.

Lavatrici e lavastoviglie
consumano rispettivamente il 13%* e il 4%* del totale. L’utilizzo della tecnologia del solare termico per produrre acqua calda e la doppia alimentazione acqua calda-acqua fredda sarebbero soluzioni molto pratiche e intelligenti, sebbene in Italia non se ne registri una grande diffusione. Per ridurre drasticamente i consumi di queste apparecchiature basterebbe fare lavaggi a bassa temperatura, usare sostanze naturali per diminuire la durezza dell’acqua, che rende più efficace il potere detergente dei detersivi permettendone un minor impiego, riutilizzare l’acqua piovana recuperata in serbatoi predisposti allo scopo, sfruttare la capienza massima del cestello.

Forni elettrici
consumano il 4%* dell’energia totale, e per questo motivo dovrebbero essere sostituiti con forni di classe A, che consumano 0.75 kWh a ciclo contro i 1.20 kWh di quelli tradizionali. Alcuni semplici suggerimenti di comportamento quotidiano per il risparmio sono: spegnere il forno prima del termine della cottura, evitare l’apertura durante il preriscaldamento, usare solo contenitori di vetro nei forni a microonde.

Scaldacqua elettrici
sono le apparecchiature che nel nostro Paese consuma di più, poiché spesso molto vecchie e iper-utilizzate, con un consumo del 20%* circa del totale. Purtroppo ancora non esiste alcun tipo di certificazione che regoli i parametri di costruzione efficiente degli scaldacqua (o scaldabagno), ma anche piccoli accorgimenti possono apportare significativi risparmi: accensione solo prima dell’utilizzo, regolazione su temperature non superiori ai 50°C, collocazione nel luogo più caldo del locale.

Condizionatori
questi elettrodomestici, ormai molto diffusi a qualsiasi latitudine, a causa dell’innalzamento globale della temperatura sono i principali responsabili del consumo energetico nazionale, e per essi è obbligatoria dal 1° luglio 2003 l’etichetta energetica. Alcuni suggerimenti utili per diminuire il consumo di questi sistemi sono: chiudere finestre, tapparelle o scuri orientati a sud nelle ore più calde del giorno, mantenere una temperatura interna agli ambienti non inferiore a 5° C rispetto a quella esterna per diminuire il ΔT, spegnere il condizionatore un’ora prima di abbandonare il locale, utilizzare fonti rinnovabili di energia come pompe di calore abbinate a sonde geotermiche per aumentare l’efficienza.

Standby
la configurazione di standby di tv, videoregistratori, decoder, Dvd è causa di altissimi consumi, spesso difficilmente controllabili, poiché non tutti gli apparecchi sono dotati di un interruttore che ne azzera il consumo. Le tv a cristalli liquidi hanno consumi simili alle tv tradizionali (80-120W), mentre le tv al plasma consumano molto di più. Dispositivi quali computer, stampanti, scanner, modem consumano fino a 10W anche da spenti.

Illuminazione
gli apparecchi di illuminazione domestica consumano il 15%* circa del totale. Le lampade fluorescenti compatte (CFL) di moderna concezione, sebbene maggiormente costose rispetto a quelle tradizionli, permettono una significativa riduzione dei consumi e garantiscono maggiore durata ed efficienza. Questa tecnologia consente un risparmio di energia elettrica fino al 70%, per una durata prevista da 5 a 15 volte in più rispetto alle lampadine ad incandescenza tradizionali. Piccoli interventi come una illuminazione dei locali con una intensità luminosa adeguata al loro utilizzo e l’utilizzo di lampade con un ottimo rapporto tra consumo elettrico e capacità luminosa (lm/W) porterebbe ad un ulteriore abbassamento dei consumi.

* - La percentuale rimanente dei consumi domestici si suddivide tra televisori, con l’11%* del consumo totale, le apparecchiature presenti in cucina, che assorbono il 4%* dei consumi, oltre al consumo derivante da altre apparecchiature “minori” come i piccoli elettrodomestici o gli apparecchi il cui utilizzo non è costante.

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