mercoledì 12 settembre 2007

In difesa del V-Day e di Beppe Grillo


Sui giornali e sulle radio in questi giorni si fa un gran parlare del vaffa day di Beppe Grillo organizzato a Bologna, a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone.

Molti giornalisti e politici guardano alla manifestazione con scetticismo e una punta di malcelato disgusto.
Si sono dette cose non vere sull'otto settembre, come ad esempio le dichiarazioni di Casini dell'UDC:

"Una manifestazione di cui dovremo vergognarci perché è stato attaccato Marco Biagi che invece andrebbe santificato"

Bene, noi che eravamo presenti in piazza, e lo siamo stati per tutta la durata della manifestazione insieme a decine e decine di migliaia (!) di altri liberi e pacifici cittadini possiamo testimoniare smentendo Casini che la persona di Marco Biagi non è stata toccata in alcun modo.
Si è parlato della Legge 30 che per usare le parole di Marco Travaglio:

"[...] abusivamente il governo Berlusconi intestò al professore assassinato, che non poteva più ribellarsi, mentre un ministro di quel governo lo chiamava rompicoglioni."
Ci sono decine di migliaia di testimoni dei fatti. Ed è un fatto che Casini abbia parlato a vanvera in questo caso.

Umberto Bossi, Lega Nord, dal canto suo ha replicato ai fatti esposti nel V-Day dicendo:

''E' un'esagerazione, io sono stato condannato ma cosa vuol dire ?''

Vuol dire che se un pregiudicato legifera, qualche cosa che non va effettivamente in questo paese c'è. Quando mai chi ha infranto la Legge viene chiamato a scriverla?
Bossi ha poi aggiunto

«È la gente che vota i politici e se un parlamentare si comporta male non viene più eletto».

La gente (purtroppo) in questo momento vota i partiti. E' una sottile differenza che spesso sfugge a discorsi generalisti e supponenti di questo tipo.

C'è poi chi si afferma:

Il «Vaffanculo Day», già dal nome, ha rivelato il suo più grande limite: una volontà di negare e distruggere fine a se stessa. Invece, essere propositivi è faticoso, richiede lavoro, dedizione e metodo. Impegno. Richiede spesso anni e anche sacrifici, rinunce. Ciò che è propositivo non si capisce da uno slogan, ed in uno slogan non si può riassumere. E' facile convogliare tutte le emozioni e sensazioni in modo distruttivo, mandando tutto e tutti a quel paese; un giorno libero per ascoltare comici impegnati e band di moda lo si trova senza troppi pensieri, ma non risolve nulla, ed anzi è deleterio per il problema di fondo di cui la crisi della politica è solo la punta dell'iceberg.

Si, deve esserci una grande confusione.

Chi ha fatto dichiarazioni e chi ha scritto articoli simili a questo (non commentiamo i media che si sono astenuti dal pubblicare la notizia della manifestazione in precedenza perchè "vaffanculo" è una parolaccia) c'era in piazza a Bologna?

E' stato ad ascoltare le parole, oltre alle canzoni di alcune "band di moda" e di "comici impegnati", dei genitori di Federico Aldrovandi, Patrizia e Lino (che hanno anche un blog) ?
E di Massimo Fini?
E di Mauro Gallegati?
E dei ragazzi di Locri di "E adesso ammazzateci tutti" ?
E di Norberto Lenzi?
E di Massimo Majowiecki?
E di Maurizio Pallante?
E di Marco Travaglio?

Una richiesta: prima di scrivere o di commentare usando luoghi comuni la giornata del V-Day, proviamo a mettere il naso nella realtà della giornata.

Proviamo ad ascoltare coloro che hanno avuto spazio per dire qualcosa, e non solo per far ridere o per cantare.

Il V-Day è stato un giorno di informazione popolare, una manifestazione spontanea partita dal basso che si sta cercando di ogni modo di sminuire e diffamare.

Vaffanculo è una parolaccia? Va bene, la è.

Ma per piacere, guardiamo i fatti.

Oltre 300.000 firme raccolte in tutta Italia. E perchè sono finiti i moduli.
Nelle piazze c’era almeno un milione di persone.
Code di decine e decine di metri per firmare in tutte le piazze italiane.
Decine di migliaia di persone in piazza, senza partito od una organizzazione alle spalle.

Così è. E non se vi pare.

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