mercoledì 5 settembre 2007

Un'occasione da non perdere: gli ex immobili della Difesa

Pubblichiamo una interessante comunicazione ad opera di Marcello Paolozza, sulla dismissione delle aree militari inutilizzate.
Questa è una vera occasione da non perdere, poichè ci può dare la possibilità di cambiare in modo costruttivo il volto delle nostre città.

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Un’occasione da non perdere

Marcello Paolozza


La Finanziaria 2007 stabilisce che nell’arco di due anni, per l’esattezza entro il luglio del 2008, 804 immobili militari inutilizzati in tutta Italia, per un valore di 4 miliardi di Euro, passino dal ministero della Difesa all’Agenzia del demanio, nata nel 1999 e responsabile della gestione e valorizzazione del patrimonio immobiliare dello Stato.

La stessa Finanziaria con il comma 259 (1) ha creato uno strumento ad hoc per la gestione degli ex immobili della Difesa: si tratta di una “concessione di valorizzazione” di 50 anni, detta per questo concessione “lunga”. In pratica, un investitore privato presenta all’Agenzia del Demanio un progetto imprenditoriale, dimostra la sostenibilità economica e finanziaria dell’azione e assicura per mezzo secolo un affitto al Demanio (cioè alla casse dello Stato)

La riqualificazione e riconversione del bene nell’ambito di una concessione di valorizzazione prevede la possibilità di modifica della destinazione d’uso dell’immobile e anche la possibilità di costruire nuovi edifici.

In una intervista al settimanale 'Economy' il direttore dell'Agenzia del Demanio, Elisabetta Spitz, qualche tempo fa sottolineava come in alcuni casi, la dismissione dei beni di proprieta' della Difesa possa “cambiare il volto delle città” .

L’Agenzia del Demanio ha varato il progetto “Valore Paese”, allo scopo di coinvolgere l'Anci, la Conferenza Stato-Regioni, i comuni interessati nel processo di valorizzazione delle aree dimesse dalla Difesa, mediante la convocazione di tavoli permanenti di confronto. Il ruolo degli enti locali in questa partita è fondamentale: tocca a loro, infatti, modificare la destinazione d’uso degli immobili e decidere gli “indici edificatori”, ossia se e in che percentuale può essere aumentata la cubatura.

L'ente locale, precisava Elisabetta Spitz,


”stabilisce la destinazione d'uso e l'Agenzia redige i bandi di gara per i
privati”

Con un primo Decreto del 28 febbraio 2007 sono stati trasferiti al Demanio entro il 30 giugno i primi 201 immobili, per un valore di circa 1 milione di euro. A Roma sono stati resi disponibili l'ex Forte Tiburtino e l'ex Forte Bravetta.

Con un successivo decreto del 25 luglio è arrivata la seconda tranche, per un valore sempre approssimativo di 1 altro miliardo di euro, e a Roma si sono resi disponibili, come riporta Elvira Serra sul Corriere della Sera in un articolo del 13 agosto, nella Cronaca di Roma, il centro Rt ed i Magazzini del porto Fluviale. Nello stesso articolo Elvira Serra citava voci riguardanti la probabile “liberazione”, nel primo semestre del 2008, degli immobili militari di Castro Pretorio, Via Tiburtina, Via Guido Reni, Via Labicana! (2)

Il 5 maggio 2007 a Bologna è stato firmato il primo protocollo d’intesa tra Ministero dell’economia e delle Finanze, Agenzia del Demanio e Comune di Bologna per i progetti di valorizzazione di 12 beni ex difesa e immediatamente il Collegio dei costruttori edili ha iniziato ad incalzare: vorrebbe almeno il 40% degli spazi lasciati alla libera iniziativa privata. Minacciando di mandare deserte le gare.

E a Roma cosa accadrà?

Sempre il 13 agosto sul Corriere della Sera, Giuseppe Pullara parlava di un'occasione irripetibile per soddisfare le necessità di attrezzature pubbliche e d’uso pubblico, di verde, di edilizia sociale di Roma, evitando così di urbanizzare e cementificare nuove aree rurali, ma notava,


“….come nel documento di competenza viene reiterato ancora il concetto che al
posto delle caserme la cosa più logica è metterci centri commerciali, hotel,
uffici. L'idea di valorizzazione delle dismissioni immobiliari riguarda ogni
tipo di attività economica e tutto sembra dunque predisporre l'arrivo nei
quartieri di terziario non richiesto, forse inutile, magari nocivo se non altro
per l'aggravarsi del traffico...”


Due pagine dopo Elvira Serra, nel suo articolo, riferiva che


“..si sta ragionando a un PUV, cioè un Piano Unitario di Valorizzazione. Che, si
legge in una nota dell’Agenzia del Demanio , ha tra i suoi obiettivi quello di
rendere disponibili immobili pubblici principalmente in concessione d’uso, per
lo sviluppo di attività economiche, coerenti con le strategie di programmazione
economica comunitaria, nazionale e regionale.”


Il timore molto forte, credo, sia che a Roma ancora una volta prevalgano le logiche mercantili, gli interessi dei poteri forti, anche oggi capaci di condizionare e indirizzare lo sviluppo economico e sociale della città in maniera decisiva. Il timore è che la partita sia giocata, nel chiuso dei palazzi che contano, nel silenzio più assoluto, tra il partito dei costruttori e l’Amministrazione capitolina evitando di avviare, preventivamente ad ogni decisione, un confronto cittadino sulla destinazione e utilizzazione di questo importantissimo ed immenso patrimonio. Un confronto trasparente e pubblico, che a pare mio, dovrebbe coinvolgere, oltre agli Amministratori e i rappresentanti delle categorie economiche interessate, necessariamente anche le Istituzioni culturali e sociali, le Associazioni Ambientaliste, i Comitati, gli urbanisti e gli altri esperti che in questi anni si sono impegnati e hanno lottato per la difesa del patrimonio artistico, urbanistico e ambientale della nostra città, facendosi portatori anche di una idea di sviluppo diversa, se non perfino alternativa, a quella che ha ispirato negli ultimi anni l’agire delle Giunte Veltroni.


Note:


(1) (Valorizzazione a fini economici dei beni immobili tramite concessione o locazione)

Art. 259. Dopo l'articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410, e' inserito il seguente:

"Art. 3-bis. - (Valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni immobili tramite concessione o locazione). - 1. I beni immobili di proprieta' dello Stato individuati ai sensi dell'articolo 1 possono essere concessi o locati a privati, a titolo oneroso, per un periodo non superiore a cinquanta anni, ai fini della riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione anche con l'introduzione di nuove destinazioni d'uso finalizzate allo svolgimento di attivita' economiche o attivita' di servizio per i cittadini, ferme restando le disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni.

2. Il Ministero dell'economia e delle finanze puo' convocare una o piu' conferenze di servizi o promuovere accordi di programma per sottoporre all'approvazione iniziative per la valorizzazione degli immobili di cui al presente articolo.

3. Agli enti territoriali interessati dal procedimento di cui al comma 2 e' riconosciuta una somma non inferiore al 50 per cento e non superiore al 100 per cento del contributo di costruzione dovuto ai sensi dell'articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni, per l'esecuzione delle opere necessarie alla riqualificazione e riconversione. Tale importo e' corrisposto dal concessionario all'atto del rilascio o dell'efficacia del titolo abilitativo edilizio.

4. Le concessioni e le locazioni di cui al presente articolo sono assegnate con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo commisurato al raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni.

5. I criteri di assegnazione e le condizioni delle concessioni o delle locazioni di cui al presente articolo sono contenuti nei bandi predisposti dall'Agenzia del demanio, prevedendo, in particolare, nel caso di revoca della concessione o di recesso dal contratto di locazione il riconoscimento all'affidatario di un indennizzo valutato sulla base del piano economico-finanziario.

6. Per il perseguimento delle finalita' di valorizzazione e utilizzazione a fini economici dei beni di cui al presente articolo, i beni medesimi possono essere affidati a terzi ai sensi dell'articolo 143 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in quanto compatibile".

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(2) il Corriere della Sera del 13 agosto riportava l’elenco completo delle dismissioni nel Lazio escludendo Roma:

Strutture dimesse dal Ministero della Difesa con il Decreto 28/02/2007:

Provincia di Katina: Cisterna, Campo di tiro a segno – Gaeta, Caserma di S. Angelo Basso e Chiesa S, Michele, Vecchia tipografia.

Provincia di Roma: Civitavecchia, ex deposito munizioni R104 frassinello – Guidonia Montecelio, Ex fornace Sacce, Aeroporto di Guidonia (area esterna), Ex officina Peghetti – Pomezia, Deposito Pol “Monte d’Oro” – Rocca di Papa, Campo di tiro a segno.

Strutture dimesse dal Ministero della Difesa con il Decreto del 25/07/2007

Provincia di Forsinone: Anagni, ex deposito munizioni con installazioni logistiche – Cassino, Comprensorio Caira-

Provincia di Latina: Gaeta,. Faro e alloggio. Provincia di Rieti: Ex palazzina Runa.

Provincia di Roma: Anzio aree esterne caserma di s. Barbara – Civitavecchia, Area addestrativa Pian della Chiavica - Riano Flaminio, Deposito munizioni. - . Oreste, Deposito munizioni Soratte.

Provincia di Viterbo: Ronciglione, magazzino NBC.

(Ho tratto tutte queste informazioni da un articolo di Luca Martinelli ,pubblicato nel n,85, luglio/agosto d2007 della rivista “ae altreconomia” e riportato il 20.07.2007 dal sito http://eddyburg.it/article/articleview/9350/0/204/ , da altri articoli riportati sempre sul sito http://eddyburg.it,, da un articolo di Elvira Serra e da un intervento di Giuseppe Pullara sul Corriere della Sera del 13 agosto)

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