venerdì 12 ottobre 2007

Catasto ai Comuni




Cosa si nasconde dietro il passaggio del catasto al Comune di Genova?


È sotto gli occhi di tutti la sconcertante presa di posizione che la Giunta Comunale ha preso nell’ambito della gestione diretta delle funzioni catastali. La delibera passata in consiglio il 25 settembre u.s. ha consentito alla giunta di prendere in un colpo solo la gestione di tutte le funzioni catastali oggi espletate dall’Agenzia del Territorio senza nemmeno consultare preventivamente gli organismi interessati quali l’Agenzia del Territorio stessa, le organizzazioni sindacali, quelle dei consumatori e dei piccoli proprietari, solo per dirne alcuni.
È la prima volta che un’Amministrazione Pubblica, i cui lavoratori sono posti ogni giorno al pubblico ludibrio col termine di fannulloni e che costantemente devono rendere conto ai propri dirigenti di livelli di efficacia ed efficienza europei, delibera, praticamente a scatola chiusa, un atto così importante per il Comune e tutti i suoi cittadini.
Si è dunque deciso di comprare un auto senza sapere se avrà le ruote, una casa senza informarsi sul numero di vani, un televisore senza sapere se sarà a colori. “Prima prendiamo tutto e poi faremo le audizioni”, questa è stata la risposta ai nostri interrogativi presentati all’assessore Balzani.
gli interrogativi erano legati alle mancate audizioni preventive, alle risorse economiche che il Comune dovrà investire, chi pagherà la formazione del personale, come pensano di continuare a mantenere gli stessi livelli di qualità oggi forniti dall’Agenzia del Territorio. Nessuna risposta concreta.

Come Organizzazione Sindacale non possiamo non ritenerci offesi nel constatare che la Giunta stia operando arbitrariamente, lamentando (sono notizie dei giornali di ieri) un allarme rosso sui conti pubblici e contestualmente rinunciando ad una operazione a costo zero (la convenzione con l’Agenzia del Territorio per la gestione delle funzioni catastali) per assumere l’incarico di un nuovo servizio che già veniva svolto egregiamente nel suo territorio.

La litania della mancanza di trasparenza dei dati catastali verso il Comune è assolutamente infondata in quanto già da mesi il Comune di Genova accede telematicamente alla banca dati catastale attraverso la rete internet. Inoltre già da tempo l’Agenzia del Territorio ha messo a disposizione dei comuni che ne facciano richiesta una vasta gamma di servizi rintracciabili facilmente dal sito internet
www.agenziaterritorio.it alla voce Portale per i Comuni.

I conti sono in rosso ma il Comune di Genova ne spenderà ancora. Chi pagherà queste spese?

Il disegno di legge delega 1762 del 2006 lascerà al Governo la libertà di trasformare ancora una volta il catasto da reddituale a patrimoniale, facendogli fare un balzo indietro di oltre 100 anni. Con la demagogia che chi vive in via XX settembre non può pagare la stessa ICI di chi vive a Cornigliano, in realtà trasformeranno le rendite catastali di tutti i cittadini moltiplicandole esponenzialmente e su queste si pagheranno nuove tasse.

I cittadini non possono restare all’oscuro di tutto quello che gira sulle loro teste e presto anche nelle loro tasche.


La politica non è “tutti contro tutti” ma “uniti si vince”


Simonetta Peruzzi
RdB CUB

1 commento:

Anonimo ha detto...

La situazione di Genova è come quella di tutte le più grandi città. A Roma c'è Roma Entrate S.p.A., mentre da altre parti ci sono pronte altre S.p.A. sempre legate all'ANCI. E' evidente che lo scopo che si vuole ottenere è la creazione di nuovi centri di potere spremendo i cittadini. Non è un caso che il governo Prodi aveva detto che toglieva l'ICI solo dopo che il catasto fosse passato ai comuni, in quanto dopo che ciò fosse avvenuto non sarebbe stato più possibile toglierlo. Non è neanche un caso che l'On. Grandi (l'ex onorevole) ha tentato in tutti i modi di accelerare i tempi saltando anche i confronti sindacali. Non è neanche un caso che l'ANCI si adoperi in tale modo per distruggere un ente che ora è tra i più funzionanti dello stato e che una volta spezzettato non funzionerà più. La scusa iniziale dei politici che sembrava non conoscessero le funzioni del catasto, era che ogni comune si doveva gestire il proprio territorio, ma dopo l'ammodernamento del catasto e la dimostrazione che le competenze non passavano ai comuni, bensì alle s.p.a ancora più estranee alle realtà del territorio e con enorme aumento dei costi di gestione, lo scopo del decentramento appare molto evidente e non è certo il miglior funzionamento.
Mi chiedo solamente una cosa: se la legge dice che le competenze catastali non possono essere esternalizzate, e prendendo come esempio Roma, dove addirittura sul sito di Roma Entrate s.p.a. (per non citare Edilcomp Holding s.p.a., Gemma s.p.a.), dimostrano che stanno gestendo le funzioni catastali, perché i sindacati a livello nazionale non impediscono tale gestione illegale?
Forse uno dei modi migliori per evitare che i politici demoliscano lo stato è di portare la conoscenza ai cittadini. Su youtube c’è un video che parla di questo problema. Non sarà molto ma nel silenzio dei mass-media è almeno qualcosa. L’indirizzo è http://it.youtube.com/watch?v=wCn6XuBNsvc
Un saluto