giovedì 4 ottobre 2007

Contadini in sciopero della fame in Sardegna

Maria, Piergiorgio, Omero e Giulio: 4 contadini sardi hanno iniziato questa mattina lo sciopero della fame nella sala consigliare di Decimoputzu


BLOCCO DELLE ASTE SUBITO
PER TUTTE LE OLTRE CINQUEMILA AZIENDE SARDE ALL'ASTA

Decimoputzu (CA), 2.9.07 – Comunicato Stampa La sala consigliare del Comune di Decimoputzu da stamattina è piena di gente. Cittadini, agricoltori, pastori, rappresentanti istituzionali per l’avvio della mobilitazione indetta dal Comitato di lotta dei contadini e dei pastori sardi esecutati e da Altragricoltura, supportati dal Soccorso Contadino. Nelle parole dei quattro in sciopero in rappresentanza di un vasto comitato tutto il dramma della situazione.:

Anna Maria Bonaria (46 anni) e Giulio Simbola (54 anni) agricoltori ad UTA, Omero Baire (51 anni) agricoltore a Capoterra e Giorgio Matta (63 anni) produttore di Serramanna, raccontano la loro situazione: vite, le loro e delle loro famiglie, di lavoro sapiente e sacrifici per ritrovarsi con la terra venduta all’asta e il rischio di perdere tutto.

Spiegano che il loro gesto, però, non è ancora quello della disperazione. La loro è un’azione svolta a nome di tutto il comitato con l’obiettivo di chiamare tutti alle responsabilità e di affrontare la situazione: non è possibile che la politica e la società voltino la testa da un’altra parte mentre fra le 5.000 e le 7.000 aziende sarde sono vendute all’asta... Non è possibile che il fallimento di un intero sistema di governo dell’agricoltura regionale sia pagato solo dagli agricoltori senza che la politica e il sistema bancario non rispondano direttamente di quelle responsabilità.

Giorgio Matta, che è anche il referente regionale del Soccorso Contadino di Altragricoltura, racconta dell’incontro tenuto a Roma la settimana scorsa con il sottosegretario Boco e delle richieste:

  • provvedimento di blocco immediato degli atti esecutivi
  • costituzione di un gruppo di lavoro con il governo nazionale, quello regionale, le forze sociali sarde per mettere a tema la grande questione del futuro dell’agricoltura regionale
  • apertura di una trattativa risolutiva con il sistema bancario e con l’UE per assumere provvedimenti straordinari all’altezza della situazione
  • accertamento della reale consistenza delle esposizioni degli agricoltori nei confronti delle banche per ricostruire le condizioni di giustizia e trasparenza in una gestione irresponsabile di decenni di colpevolezze

Riccardo Piras, portavoce del Comitato e componente l’esecutivo nazionale di Altragricoltura, chiarisce: non è più il tempo dei convegni e dei rinvii, prendiamo atto della gravità del problema (secondo in Italia solo allo scandalo della Parmalat) e si operi per una soluzione di equità.

Chiediamo che la Regione Sardegna accolga la disponibilità del Governo Nazionale e si sieda al tavolo con l’unico obiettivo di risolvere questa gravissima situazione.

“Con lo sciopero della fame, iniziamo un percorso di mobilitazione che non si fermerà fino a quando non potremo tornare ai nostri campi con la certezza di avere una speranza per il futuro” “ Non escludiamo alcuna opzione e continueremo fino ad avere soddisfatte le nostre richieste”
ha aggiunto Riccardo Piras.

In un clima, insieme, determinato, solidale e di partecipazione la sala consigliare continua a riempirsi e il comitato lavora ai prossimi appuntamenti: domani incontro con i comuni della zona, giovedì incontro con il coordinatore nazionale di Altragricoltura, Gianni Fabbris, e gli avvocati del Soccorso Contadino, venerdì assemblea pubblica cui sono invitati i consiglieri e gli assessori regionali e il Presidente Soru.
A Soru, in queste ore stanno arrivando numerosissimi messaggi di adesione dalla Sardegna e da tutt’Italia segno che uno degli obiettivi principali del Comitato è possibile: fare diventare questa vertenza una battaglia di giustizia di tutti i cittadini italiani.

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