venerdì 26 ottobre 2007

Decimoputzu: uno spiraglio si apre per i contadini sardi

Presentato al senato emendamento unitario per il blocco delle aste

In questi giorni il Senato dovrà votare il blocco delle aste e l'apertura di un percorso nazionale per risolvere il dramma delle aziende vendute all'asta ed avviare il rilancio dell'agricoltura sarda. Il Parlamento chiede a Prodi di dichiarare lo stato di crisi socioeconomica del settore agropastorale sardo.

Occasione storica per le aziende vendute all'asta e tutto il sistema agropastorale sardo: la votazione al Senato dell'emendamento unitario (sottoscritto da tutti i capigruppo al Senato della Commissione Agricoltura e da altri senatori) e la risoluzione della Commissione agricoltura al Parlamento (anche questa sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari) che chiede a Prodi di dichiarare lo Stato di crisi socioeconomica del settore agropastorale sardo e di adottare misure straordinarie ai sensi della Legge 225 del '99.

Entro i primi giorni della prossima settimana il Senato dovrà votare l'emendamento; se passerà le aste saranno bloccate fino al 31 luglio 2008, con un fondo di 5 milioni di Euro per dare il tempo ad una Commissione di esperti (uno del ministero dell'Economia, uno del Ministero per l'Agricoltura ed uno della Regione Sardegna) di avanzare le proposte per uscire dalla crisi.

Se, poi, il Presidente del Consiglio Prodi dichiarerà lo stato di crisi del Settore agropastorale in Sardegna, ai sensi della legge nazionale 225/99 potranno essere adottate misure straordinarie con poteri straordinari, come questa situazione straordinaria (una legge regionale sbagliata che ha "inguaiato" tanta parte dei cittadini sardi) impone.
Si aprirebbe, dunque, la via per ricostruire con l'UE una discussione per trovare una soluzione.

E' quanto ha ottenuto la mobilitazione di Decimoputzu. Adesso tocca al Governo Nazionale ed a quello Regionale Sardo di fare la propria parte: i contadini in mobilitazione, supportati e forti della solidarietà e degli strumenti di un forte movimento d'opinione e di lotta, stanno indicando la strada, basta percorrerla.

Invitiamo tutte le forze sociali e politiche sarde, le istituzioni regionali e nazionali, ad esprimersi con urgenza perchè il Senato e il Governo, chiamati ad adottare i provvedimenti, sentano la spinta di quanti hanno a cuore la soluzione di questo dramma sociale.

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