martedì 6 novembre 2007

La verità sugli inceneritori - Non è finita qui

In primo luogo il problema di tutta questa roba che non si sa dove mettere è apparentemente risolto: se non si vede, non c’è.

Va da sé che un concetto così ingenuamente stravagante è accettabile solo da chi non abbia nozioni scientifiche, ma è perfetto per la maggioranza della gente che non ha troppa voglia d’impegnarsi e per chi si occupa di politica come è abitudine ormai fare, cioè non come i Pellerossa che, quando si trattava di prendere decisioni importanti ne valutavano gli effetti di lì a sette generazioni più avanti, l’espediente è perfetto.

Il secondo motivo è quello economico.
Un’economia un po’ particolare, magari, ma pur sempre economia. Una serie di provvedimenti legali presi in Italia, e presi in contrasto non solo con il buon senso e la scienza ma anche con le disposizioni comunitarie europee, regalano cifre da capogiro a chi incenerisce i rifiuti fingendo addirittura di ricavarne energia.
È così, con parte di quel denaro di ritorno, che una fetta della nostra politica, la più lussuosa del mondo, viene mantenuta, ed è così che uno stuolo di faccendieri si è arricchito. Il tutto, purtroppo, a spese del denaro dei contribuenti (che devono anche pagare le multe a Bruxelles a causa di quei provvedimenti illegittimi) e, ancor peggio, a spese della salute loro e delle generazioni a venire.

Sì, perché molti degl’inquinanti che gl’inceneritori scaricano nell’ambiente non sono degradabili e, dunque, sono in pratica eterni. Il che significa che quell’inquinare è un atto senza ritorno ed ogni possibilità di bonifica anche in tempi futuri è del tutto illusoria.
Non si parli, poi, del Protocollo di Kyoto, quello secondo cui noi dovremmo diminuire le emissioni di gas serra.
Bene: con gl’inceneritori i gas serra, in particolare l’anidride carbonica, aumentano a dismisura in atmosfera. Naturalmente tutto questo ha un costo pesantissimo sulla salute e sui nostri borsellini, ma di questo pare non importare a nessuno.

Insomma, un business miliardario per qualcuno, una catastrofe economica e sanitaria per tutti.

E allora, se gl’inceneritori sono una truffa, come si risolve il problema dei rifiuti?
Non certo mettendo pezze che sono peggiori del buco. Intanto bisogna che ci educhiamo a produrre meno immondizia, cosa del tutto possibile senza alcun sacrificio.
Se, ad esempio, smettessimo di usare quegli assurdi sacchetti di plastica (già vietati in California) e ricominciassimo ad usare le vecchie sporte per andare a fare la spesa, toglieremmo decine di tonnellate d’inquinanti terribili, tra cui le diossine, dall’ambiente.
Stesso discorso si può fare per le bottiglie di plastica, molte delle quali usate per contenere pioggia venduta a carissimo prezzo come acqua minerale. Le vecchie bottiglie di vetro fanno perfettamente la funzione.
Poi dovremmo imparare che non è obbligatorio buttare tutto, ma molto di ciò che rifiutiamo è riutilizzabile con facilità. E ci si dovrebbe impegnare anche l’Industria che, finora, ha lucrato sulla nostra credulità, dandoci ad intendere che buttare è bello e dà lavoro, uguale ricchezza. Nessuno dovrebbe più poter mettere in commercio prodotti che l’ambiente non sia capace di tollerare, cosa assolutamente possibile con le tecnologie di oggi, e i politici dovrebbero vigilare su questo.

Ma contromisure ce n’è un’infinità.

Lo so, per risolvere il problema bisogna cambiare un modo di vita da bambini viziati che ci piace tanto, ma, purtroppo, non abbiamo altre possibilità se vogliamo restituire un mondo decente ai nostri figli dai quali questo mondo abbiamo avuto solo a titolo di prestito.

Stefano Montanari

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Chi è Stefano Montanari?

Stefano Montanari fa ricerca applicata alla medicina dal 1972. Nel 1997 affianca la dott.ssa Antonietta Gatti nella scoperta delle nanopatologie, cioè le malattie provocate da micro e nanoparticelle inorganiche e non biodegradabili che in qualche modo entrano nel nostro corpo (inalazione e ingestione sono le vie più comuni).
E' Direttore Scientifico del laboratorio Nanodiagnostics di Modena dove queste ricerche vengono effettuate, ha scritto parecchi articoli e un paio di libri (“Nanopathology”, in inglese, appena uscito e “Il Girone delle Polveri” che uscirà a gennaio), ha fatto circa 600 conferenze (compresa un’audizione alla Camera dei Lords di Londra) e tiene una rubrica fissa tutti i mercoledì alle 12,30 su Radio Circuito 29.


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