mercoledì 17 ottobre 2007

Minacce di Morte (!) a Riccardo Piras, in difesa delle aziende contadine sarde di Decimoputzu




MINACCE DI MORTE A RICCARDO PIRAS!


CE L’HANNO CON TUTTI NOI MA NON RIUSCIRANNO A FERMARCI


Oggi pomeriggio è arrivata a casa di Riccardo Piras, dell’esecutivo nazionale di Altragricoltura, coordinatore regionale sardo e portavoce del Comitato di lotta dei contadini e pastori sardi esecutati, una lettera anonima scritta con un pennarello dal contenuto inequivocabile; il disegno di una bara e una scritta: ti spareremo a fucilate nella schiena e ti faremo saltare l’azienda con le bombe.

Gravissima ed esplicita la provocazione che viene nel mezzo di una lotta dura in corso in Sardegna e che ha l’obiettivo di salvare oltre cinquemila aziende sarde dalle vendite all’asta in corso.

Nei giorni scorsi avevamo dovuto registrare l’incendio di parte dell’azienda di Omero, uno dei cinque contadini in sciopero della fame, oggi le minacce di morte a Riccardo.

Sappiamo che in questo grande business che si sta consumando sulla pelle dei contadini sono coinvolti in molti. Diversi interessi si coltivano dietro la vendita delle aziende ed a molti converrebbe che su questa vicenda non si aprissero i riflettori.

Ci sono in ballo i 700 milioni di Euro che chiedono le banche agli agricoltori sardi, ci sono gli interessi dei tanti speculatori che cercano di comprare le aziende spesso per alimentare la speculazione edilizia lungo le coste o in aree di investimenti turistici.

Speculazioni possibili nel silenzio e nell’ombra ma non con una denuncia forte all’opinione pubblica nazionale.

Così, probabilmente, sarebbe meglio per molti che nell’indifferenza e nel silenzio si consumi la vicenda dell’applicazione di una legge regionale i cui effetti disastrosi devono pagare solo i contadini sardi.

E, invece, la mobilitazione di questi giorni sta sollevando il velo, sta portando nella coscienza dei cittadini italiani un disastro sociale ed una profondissima ingiustizia.

Riccardo e gli altri stanno avendo la solidarietà di tanti ma, anche, pestando i piedi a qualcuno.

Così arriva la minaccia di morte nella sua casa a rompere la serenità non solo di Riccardo ma anche di Cenza, Carlo e Stefano nella speranza, evidentemente, che la mobilitazione si fermi.

Non solo non si fermerà ma, in queste ore, si sta allargando. Oggi il consiglio provinciale aperto a Carbonia, domani l’incontro con i sindaci del Cagliaritano nel Comune occupato di Decimoputzu, con i comitati che si stanno costituendo su base comunale e, da dopodomani, la mobilitazione e lo sciopero della fame a Roma con gli incontri alla Camera ed al Senato.


GIU' LE MANI DALLE AZIENDE SARDE

GIU' LE MANI DALLE LOTTE CONTADINE

VI CHIEDIAMO, ANCORA UNA VOLTA DI INTENSIFICARE LE MAIL A SORU E DI MANDARE MESSAGGI DI SOLIDARIETA’ A RICCARDO ED AGLI ALTRI CONTADINI IN LOTTA


Gianni Fabbris – coordinatore di Altragricoltura

Tano Malannino - Presidente

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