lunedì 26 novembre 2007

Consumare responsabilmente. A Firenze appello per ridurre l’emissione di gas serra.

Dal 21 al 23 novembre, presieduta dall’indiana Vandana Schiva, si è riunita a Firenze, la “Commissione internazionale sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura (C.I.)”, composta da autorità di livello internazionale del mondo della scienza, dell’economia, dell’agricoltura, della climatologia, dell’associazionismo.

I lavori sono stati aperti dal presidente regionale Claudio Martini, con l’avvicendamento dell’assessore regionale all’Agricoltura Susanna Cenni, dell’Amministratore ARSIA Maria Grazia Mammuccini, alla presenza di diversi invitati della composita “filiera” agro-alimentare, tra cui l’ACU.

Nata tre anni fa, la C.I. ha affrontato i problemi della qualità e sicurezza alimentare, della protezione della biodiversità, contro gli OGM e per la conservazione dei semi, al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile.

La C.I. - partendo dalla constatazione che il sistema alimentare globalizzato si sta muovendo sempre più verso una maggiore dipendenza dai combustibili fossili, che l’ingegneria genetica insieme all’utilizzo di agrocombustibili industriali rappresentano una falsa soluzione ed una minaccia alla sicurezza alimentare, che l’uso intensivo dell’acqua e un incremento dell’inquinamento idrico riducono drasticamente la disposnibilità di acqua dolce – ha analizzato, in questo appuntamento annuale di Firenze, il futuro del cibo in rapporto al cambiamento climatico. Le tematiche trattate sono state sintetizzate in nove punti che costituiranno un Manifesto informazione ma anche di denuncia nei confronti dei governanti del pianeta.

Una sessione specifica dell’iniziativa, è stata dedicata alla Rete delle donne per la sicurezza alimentare e la salvaguardia della biodiversità.

Questa Rete - ci riferisce la presidente regionale dell’ACU Clara Gonnelli - è stata voluta dall’assessore Cenni ed io vi partecipo, insieme a molte altre donne, in rappresentanza dell’associazione ACU. Sono molto interessata a rafforzarla attraverso azioni progettuali che promuovano un diverso modello culturale. Sono convinta che proprio per i molteplici ruoli che le donne svolgono in ambito agro-alimentare nei vari paesi, esse possano avere, partendo da uno specifico punto di vista, un ruolo determinante per lo sviluppo della capacità delle popolazioni di garantire la propria sicurezza alimentare”.

Così, a partire dal territorio toscano - ma con un’ottica internazionale - dalle competenze e punti di vista delle donne in agricoltura, nella certificazione biologica, nel mondo scientifico ed accademico, nel commercio, nell’imprenditoria, insieme alle donne del mondo del consumo, si possono creare delle forti solidarietà, al fine di orientare il sistema economico ed incentivare un consumo sostenibile, attraverso una domanda consapevole, che dia risultati equi per tutte le popolazioni del mondo.

Interessante è stato il messaggio lanciato da questo gruppo di lavoro riguardo all’etichettatura dei prodotti. Un’etichettatura che non si limita ad elencare gli ingredienti di un prodotto ma che prevede di misurare l’anidride carbonica che è stata immessa nell’atmosfera per realizzarlo. Un approccio questo che rende il consumatore parte attiva nel processo produttivo.

In questa sessione le donne hanno sollecitato lo sviluppo di azioni progettuali incentrate sulle tematiche trattate. Uno dei progetti accolti dalla Rete è stato quello proposto dall’ACU Toscana il quale verrà realizzato in regime di partenariato con altre associazioni di consumatori e con la Rete medesima.

Ufficio stampa

ACU Associazione Consumatori Utenti della Toscana

(cell. 335 6860992)

Carrara, 25.11.2007

1 commento:

tinatin2 ha detto...

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