mercoledì 28 novembre 2007

Decimoputzu: lettera aperta al Ministro De Castro e al Presidente Soru

Questo il testo della lettera inviata a De Castro ed a Soru

COMITATO SARDO DI LOTTA DEI CONTADINI E DEI PASTORI ESECUTATI

ALTRAGRICOLTURA SARDEGNA

SOCCORSO CONTADINO SARDEGNA

Al Ministro per le Politiche Agricole
Prof. Paolo De Castro

Al Presidente Della Regione Autonoma Sardegna
Dott. Renato Soru

e, p.c.

Al Presidente della Commissione Agricoltura del Senato

Sen.  Cusumano

Al Presidente della Commissione Agricoltura della Camera

On.le Marco Lion

Al Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna

Dott. Giacomo Spissu

Al Presidente della Commissione Agricoltura della Sardegna

Dott. Antonello Licheri

Signor Ministro e Signor Presidente della Regione Sardegna, come sapete, siamo impegnati dal 2 di Ottobre scorso a sostenere la mobilitazione del Comitato di lotta dei contadini e dei pastori sardi esecutati che ha come epicentro l’occupazione della Sala Consigliare del Comune di Decimoputzu in provincia di Cagliari.

Apprendiamo da notizie di stampa che sarebbe stata “trovata una soluzione al problema” sollevato dalla mobilitazione in corso.

Così, pure, apprendiamo da notizie di stampa e dalla risposta del Sig. Ministro all’interrogazione posta durante il question time alla Camera di qualche giorno addietro, che le aste sarebbero “state bloccate”.

In ordine alla seconda notizia non solo non ci risulta alcun blocco delle aste intervenuto in Sardegna ma, al contrario, Vi diamo comunicazione di come esse continuino e di come si stiano eseguendo vendite ai danni di agricoltori e pastori interessati dagli effetti negativi della legge regionale 44/88 (ovvero della legge della regione Sardegna) dichiarata illegale dalla Commissione Europea almeno per alcuni suoi articoli e successive modificazioni.

Vi chiediamo, urgentemente, di chiarire questo equivoco che sta producendo danni agli agricoltori i quali, convinti dalle notizie che si susseguono, che le aste siano bloccate, corrono il rischio di rinunciare, persino, ad adottare le normali procedure di contrasto in sede giudiziale per far valere i propri diritti, mentre in realtà si sta procedendo in loro danno.

Vi chiediamo, anche, un incontro urgente per avere chiarimenti in ordine all’annuncio della “soluzione del problema” che continua ad essere propagandato a mezzo stampa.

Con riferimento, in particolare, a quest’ultimo punto, sentiamo il bisogno di chiarire le seguenti questioni:

- il Senato della Repubblica ha votato un emendamento alla legge finanziaria che dispone il blocco delle aste fino al 31 luglio, finanziandolo con tre milioni di Euro per gli interessi legali e le spese, e nomina una commissione di tre esperti (uno del Ministero del Tesoro, uno del Ministero dell’Agricoltura e uno della Regione Sardegna) con il compito di acquisire gli elementi tecnici per risolvere le gravi problematiche innescate dagli effetti dall’errore della Regione Sardegna con la legge 44/88 e proporre le soluzioni. L’emendamento è stato presentato da tutti i capigruppo in Commissione Agricoltura del Senato e sostenuto dal Consiglio Regionale della Sardegna. Cosa pensano il Sig. Ministro e il Sig. Presidente della Regione Sardegna di questo provvedimento? Non ritengono opportuno attendere gli effetti di questa norma e il lavoro della Commissione dei tre esperti per avere gli elementi sufficienti ad affrontare e risolvere una soluzione adeguata per un problema complesso, dai profili giuridici, sociali e politici complicati?

- La commissione Agricoltura della Camera ha chiesto, con voto unanime e dopo aver prodotto un documento articolato, al Governo di dichiarare lo stato di crisi socioeconomica del settore agropastorale sardo, giudicando la questione degli effetti negativi indotti dalla 44/88 come solo la punta emergente di un fenomeno ben più grave che coinvolge l’intero sistema agropastorale sardo colpito dagli effetti di un pesantissimo indebitamento che supera di molti punti i valori medi nazionali. Non ritenete opportuno aprire un percorso di confronto per valutare questa opportunità proposta dalla Camera dei Deputati ed, anche in questo caso, sostenuta dal Consiglio Regionale Sardo?

Sentiamo, poi, il bisogno di capire cosa si intende dire che l’annunciato accordo con le banche sarebbe risolutivo. Posto che un accordo fra la Regione Sardegna, il Governo Italiano e il Sistema Bancario, possa risolvere alcuni dei problemi posti da questa grave emergenza  e non certo tutti i problemi che sono sul campo e che riguardano, piuttosto la responsabilità della programmazione e della gestione politica ed amministrativa, se sono vere le notizie di stampa riportate dagli organi di informazione, ci chiediamo:

- quando si parla del fatto che le banche si “accontenterebbero” del capitale iniziale e degli interessi legali, a quale capitale iniziale ci si riferisce? A quello certificato dal decreto regionale che autorizzava le aziende a portare in ammortamento i crediti o a quello che le banche (facendo lievitare enormemente le cifre iniziali) hanno iscritto a contratto? La differenza è sostanziale nei numeri, a volte fra 100 e 150, e in via di principio: la legge 44/88 è nata per ripianare i debiti contratti dalle aziende in condizione di non potervi far fronte e non per produrre nuovo indebitamento; se con il denaro pubblico si legittimasse questo delicato passaggio la via dei ricorsi sarebbe aperta e potrebbe essere inficiata lo stesso tentativo di parte del problema e, probabilmente, si incapperebbe nuovamente nei veti della CE.

- Quale risposta Regione e Governo intendono dare ai diritti di quanti, colpiti dagli effetti della 44/88 hanno avuto venduti all’asta i beni di proprietà garantiti personalmente o abbiano pagato spesso ricorrendo ad ulteriore indebitamento personale o alla vendita ed allo smembramento di parte dei beni di famiglia? Lo chiediamo non solo per una questione di giustizia ma, anche, perché siamo convinti che un accordo con le banche (che pure riteniamo utile una volta chiariti i termini) non può riguardare solo una parte di quanti colpiti dagli effetti della 44/88 perché corre il rischio di essere invalidato da ricorsi di altri portatori di diritti.  Su questo punto, in particolare, vorremmo che si chiarisse una questione di metodo: noi pensiamo che vadano risolti i problemi aperti dagli errori di una legge regionale sbagliata e, dunque, trovate soluzioni per tutti quelli che ne sono stati colpiti e, dunque, il problema che abbiamo di fronte non può essere limitato ad affrontare solo quelli che hanno pendenze ancora in corso perché non avrebbero la possibilità di pagare. Vorremmo sapere quale è la posizione del Sig. Ministro e del Sig. Presidente della Regione Sardegna.

- Come il Governo e la Regione, visto il grave stato di prostrazione in cui versano le aziende sarde colpite dagli effetti del pesantissimo ricorso all’indebitamento, intendono sostenere il rilancio produttivo ed economico di questa parte tanto importante del tessuto produttivo regionale?

Per ultimo ribadiamo e chiariamo ancora una volta che un problema complesso, grave ed articolato come quello che abbiamo di fronte e che per decenni non ha trovato soluzione, non possa essere affrontato senza il coinvolgimento di tutti gli attori e i protagonisti. Nessun accordo sarà “socialmente e democraticamente sostenibile” senza i passaggi di confronto con gli agricoltori e i loro rappresentanti.

Per tutto ciò Vi chiediamo di convocare urgentemente un incontro con le parti sociali evidentemente assolutamente indispensabile prima di concludere qualsiasi accordo con il sistema bancario. Siamo certi, del resto della Vostra, sensibilità e della Vostra consapevolezza che dalla mobilitazione di Decimoputzu, ampi settori di società civile e del mondo rurale guardano al modo come il rapporto fra le istituzioni e le istanze sociali sapranno trovare concordemente soluzione a problemi gravissimi che il passato ci consegna.

Il Primo Dicembre siamo a Roma con una manifestazione nazionale, vorremmo poter annunciare che il confronto per risolvere la grave questione dell’indebitamento dell’azienda agricola sarda è uscita dalla fase degli annunci sui giornali e in televisione, per trovare un luogo di lavoro e confronto che metta insieme le migliori energie e le migliori volontà in uno spirito di collaborazione.

Decimoputzu, 24/11/07

Gianni Fabbris - Coordinatore nazionale

Riccardo Piras - Portavoce comitato esecutati

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