venerdì 23 novembre 2007

Meno treni e più cari: come sempre a pagare sono i pendolari

Invece che tagliare gli sprechi e rendere più efficiente l’organizzazione, si tagliano i servizi e si aumentano i prezzi. Questa in sintesi la formidabile ricetta messa a punto dall’AD del gruppo Ferrovie, ing. Mauro Moretti, che giudicando insufficienti le risorse della Finanziaria minaccia misure a dir poco draconiane nei confronti però dei soliti pendolari, che si ritroveranno a dover pagare ancora più salati servizi sempre più scarsi.

Rispetto infatti a quanto richiesto dall’ambizioso piano industriale presentato al Governo, piano che comprendeva, come forse si ricorderà, l’acquisto di 1000 nuovi treni per i pendolari, la Finanziaria in via di approvazione taglia ben 924 milioni di euro. Quindi, dice Moretti, non solo i treni nuovi non ci saranno, ma ne verranno soppressi di quelli esistenti e non solo: sono annunciate ulteriori biglietterie chiuse, stazioni impresenziate, dismissioni di aree a servizio della ferrovie, ecc.

Moretti, insomma, protesta che i soldi sono pochi e per questo sarà costretto a diminuire i servizi. Il cerino resta in mano al Governo che deve decidere al più presto cosa fare, anche se il tono perentorio e vagamente ricattatorio di Moretti non lascia molto spazio all’immaginazione, e già si vedono arrivare tempi molto bui per i pendolari e gli utenti in genere del servizio ferroviario.

Moretti e il Governo litigano (ma quanto c’è di vero, realmente, in questo dissidio?) e intanto il servizio ferroviario, già ridotto all’osso negli anni passati, viene ridotto ulteriormente, e reso più caro: a novembre è stata abolita la tariffa nazionale degli interregionali (aumento medio del 10%) , poi sono stati aumentati i biglietti singoli del 10%, ora si riparla di nuovi aumenti all’inizio dell’anno. A fronte di cosa? Miglioramenti sensibili del servizio non ce ne sono stati, anzi, si minacciano ulteriori peggioramenti.

Tutto questo avviene quando l’aumento dei prezzi dei carburanti per auto spinge verso l’alto la domanda di trasporto pubblico ferroviario (+8% solo quest’anno in Liguria), confermando peraltro una tendenza consolidata nel corso di questi ultimi 5 anni.

Dire poi, come dicono l’ing. Moretti ed il Ministro Padoa-Schioppa, che le tariffe ferroviarie italiane sono le più basse d’Europa, suona nell’attuale contesto socio-economico quasi come una provocazione, dato che le stesse statistiche dicono che anche gli stipendi e il potere d’acquisto italiani sono tra i più bassi d’Europa: vorremmo che si riflettesse anche su questo dato.

Non si può chiedere a famiglie che faticano sempre più a sbarcare il lunario di pagare ancora e salato per i guasti che una gestione disastrosa del denaro pubblico ha, nei decenni passati, portato al dissesto la più grande azienda italiana. Perché se è vero che non si deve continuare a buttare le risorse pubbliche in voragini senza fondo, è altrettanto vero che i cittadini hanno il diritto di poter contare su servizi pubblici efficienti e, questi si, in linea con gli standard europei.

Ma è ora che si smetta di chiedere di saldare il conto sempre ai più deboli, mentre i responsabili dei dissesti si godono le loro scandalose liquidazioni miliardarie.

Bene ha fatto la Regione Liguria e le Associazioni dei Consumatori a dichiarare il loro totale dissenso rispetto alle esternazioni di Moretti. Anche i pendolari sono pronti a far sentire la loro voce e ad organizzare forme di protesta contro aumenti totalmente ingiustificati da servizi sempre più scarsi e insufficienti a soddisfare in modo adeguato la loro domanda di mobilità.

E’ importante che nella Finanziaria rientrino le somme previste da piano di risanamento, ma troviamo anche inaccettabile il modo con cui Moretti  prende in ostaggio milioni di  pendolari: si apra dunque urgentemente un tavolo con Governo, Azienda, Regioni, sindacati e associazioni di utenti e pendolari, per pianificare la distribuzione delle risorse e dare inizio così ad un effettivo risanamento del servizio. Nel frattempo, siano congelati tutti gli aumenti ed i tagli previsti, poiché non siano i pendolari a pagare il prezzo delle inefficienze altrui, come sempre è successo purtroppo da decenni a questa parte.

Cordiali saluti,

Sonia Zarino

Coordinamento dei Pendolari del Levante Ligure
Coordinamento dei Pendolari Liguri
http://pendolaritigullio.interfree.it

Nessun commento: