lunedì 10 dicembre 2007

1 Dicembre: a lezione dal Popolo dell'Acqua

cascata E’ stata una manifestazione straordinaria.

Lo si leggeva nel volto raggiante dell’ultimo partecipante del più piccolo comitato territoriale, così come in quello del più navigato tra i promotori nazionali.

Il popolo dell’acqua, sceso in piazza a Roma per la prima manifestazione nazionale, ha dimostrato la sua capacità di mobilitazione, fatta di cuore e partecipazione, reticolarità e inclusione, allegria e determinazione.

Decine di luoghi del conflitto quotidiano si sono incontrati in un corteo lunghissimo, si sono riconosciuti nel reciproco desiderio di esserci e di contare, si sono rafforzati coniugando l’autorganizzazione con l’intreccio dentro quello che oggi è, a tutti gli effetti, un grande movimento nazionale.

Comitati di cittadini, lavoratori del servizio idrico e rappresentanti di enti locali hanno camminato assieme, costruendo, ciascuno dal suo punto di osservazione, un caleidoscopio di esperienze e di lotta in difesa dell’acqua, dei beni comuni, della democrazia; e delineando, nella concretezza della comune partecipazione alla mobilitazione, quali sono i soggetti sociali su cui la partita della ripubblicizzazione può essere vinta.

E’ stata una straordinaria lezione di partecipazione dal basso, interamente basata sulla volontà delle realtà territoriali di esserci -a partire dalla meravigliosa mobilitazione del sud- che da tutte le regioni hanno costruito, con pochi mezzi e molta passione, un appuntamento per certi versi inedito, per  dimensioni, ricchezza delle esperienze, consapevolezza dell’importanza della lotta in corso.

Una lezione dal basso che speriamo venga colta nella sua compiutezza anche da quella parte di reti nazionali, siano esse associative, sindacali o politiche, che non avevano creduto fino in fondo alla capacità di mobilitazione nazionale di questo movimento e che non hanno saputo/immaginato/voluto mettersi a disposizione fino in fondo per favorirne la più compiuta espressione, partecipazione, visibilità.

Forse immaginando che la partita, dopo la straordinaria campagna di raccolta firme, dovesse avere come unico terreno quello istituzionale e unico strumento quello della delega e dell’affidamento ai “rappresentanti”.

Il movimento per l’acqua ha invece dimostrato la voglia di moltiplicare la mobilitazione -tanto nei territori quanto a livello nazionale- consapevole che solo da questa capacità di estensione e approfondimento del conflitto possano venire risultati concreti, come ha dimostrato l’approvazione del provvedimento di moratoria su tutti i nuovi affidamenti, ottenuta proprio grazie alla mobilitazione permanente del popolo dell’acqua.

La straordinaria esperienza di questi mesi ci consegna anche altre due riflessioni importanti per il proseguio del nostro comune percorso.

La prima riguarda l’enorme disparità tra la grande partecipazione dalle regioni del centro-sud e le difficoltà in questo senso registrate nelle regioni del nord.

Siamo di fronte, in questo senso, ad una “questione settentrionale” per il movimento per l’acqua che dovrà essere affrontata ed approfondita. Non a caso è nelle regioni del nord che la messa sul mercato dell’acqua e dei beni comuni ha raggiunto livelli di approfondimento importanti, con la costituzione delle multiutilities su acqua, energia e rifiuti, il collocamento delle stesse in Borsa e  la progressiva aggregazione in holding finanziarie sempre più vaste.

La seconda riflessione –in parte collegata alla precedente – riguarda l’altro successo del corteo del 1 dicembre : la partecipazione di significative lotte e vertenze legate alla difesa dei beni comuni, che hanno riconosciuto nello spazio pubblico della manifestazione nazionale per l’acqua il luogo per un intreccio possibile tra lotte per i diritti e per la democrazia.

Anche questo dovrà essere un terreno di importante riflessione per l’allargamento dei movimenti e per la moltiplicazione delle capacità degli stessi di incidere, territorialmente e a livello nazionale.

Sono riflessioni che affronteremo nel prossimo periodo, riprendendo il percorso di assemblee itineranti che serviranno a fare un bilancio collettivo di questo primo ciclo di mobilitazione sociale e a costruire in maniera partecipativa i prossimi percorsi comuni.

Oggi possiamo farlo con una certezza condivisa :  l’onda dell’acqua pubblica è un processo inarrestabile.

Marco Bersani

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