martedì 4 dicembre 2007

Manifestazione dei Giudici di Pace a Roma

MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEI GIUDICI DI PACE

MERCOLEDI’ 5 DICEMBRE ORE 15:00

ROMA, PIAZZA MONTECITORIO

     Giudici di Pace provenienti da tutti i distretti del territorio nazionale si riuniranno a Montecitorio mercoledì 5 dicembre, a partire dalle h. 15:00, per manifestare il loro totale dissenso nei confronti di un progetto di legge elaborato dal Ministero della Giustizia, i cui contenuti sono stati esposti nel corso di un incontro tenutosi in Via Arenula il 22 novembre fra le rappresentanze sindacali di categoria (Unione Nazionale dei Giudici di Pace e Associazione Nazionale dei Giudici di Pace) ed i responsabili ministeriali guidati dal sottosegretario dott. Scotti.

    La categoria denuncia compatta l’inaccettabile “chiusura”, manifestata dal Ministero della Giustizia, su tutti i “nodi cruciali” della riforma della magistratura di pace, in spregio agli impegni formalmente assunti in un comunicato ufficiale diramato dal Ministero il 14 settembre 2006 sulla continuità “come è attualmente per la magistratura tributaria” (confermata nella funzione sino al compimento del settantacinquesimo anno di età) e sulla previdenza ed assistenza obbligatorie.

     Non solo il Ministero non ha rispettato, dopo 1 anno e mezzo di pretestuose “trattative”, gli impegni assunti sulla continuità e sulla previdenza ed assistenza obbligatorie (“la previdenza ve la potete scordare” affermava incredibilmente il sottosegretario dott. Scotti già due mesi dopo – incontro del 1° dicembre 2006 -, intendimento confermato sia nel corso di un  programma televisivo su di una rete satellitare, che durante un convegno tenutosi ad Orsogna nel novembre c.a.), ma ha addirittura elaborato un disegno di legge peggiorativo dell’assetto giuridico ed economico della categoria e lesivo dei fondamentali principi stabiliti dalla Costituzione:

  - la soppressione degli uffici dei Giudici di Pace, incorporati ai Tribunali quali Uffici unici di primo grado, che si ramificheranno in decine di sezioni centrali e periferiche manifestamente ingovernabili, con un aumento insostenibile dei carichi di lavoro delle Corti di Appello (competenti per tutti gli appelli);

  - l’irrazionale unificazione di categorie di magistrati professionali (Giudici di Pace) ed onorari (Got e Vpo, con funzioni di mera supplenza), senza tenere in alcun conto della peculiarità della figura del Giudice di Pace, giudice ordinario investito, sin dal 1995, di competenze proprie e tabellarmente inquadrato all’interno dell’ordinamento giudiziario;

  - l’assegnazione dell’arretrato di Tribunale (milioni di procedimenti) senza alcuna copertura finanziaria (laddove nel 1998, con l’istituzione delle sezioni stralcio, furono stanziati oltre 300 milioni di Euro);

  - il gravissimo attentato ai diritti economici dei Giudici di Pace, previo abbattimento delle già esigue indennità previste dalla legge e mai rivalutate dal lontano 1999 (soppressione delle indennità fisse, riduzione delle indennità legate alla produttività del giudice), con un sistema che sacrificherà la qualità, per privilegiare la mera quantità del lavoro; il giudice di pace dovrà operare su “scala industriale” ed emettere sentenze a gettito continuo, su materie complesse (contratti, responsabilità civile…) e su affari assai delicati (risarcimento danni da morte o lesioni gravi).

     Le organizzazioni sindacali si sono viste obbligate a proclamare l’ennesimo sciopero dal 10 al 14 dicembre (il quarto in poco più di un anno!) avverso un progetto che mortifica l’intero sistema della giustizia, dequalifica la magistratura di pace, sopprimendo l’unico ufficio giudiziario che ha garantito al Paese  una giustizia snella, celere ed efficiente, attua uno sfruttamento grave e sistematico della magistratura di pace, aggrava i carichi di lavoro di Tribunali e Corti di Appello (già a corto di ossigeno), ostacola l’accesso alla giustizia dei cittadini e penalizza l’avvocatura nell’esercizio dell’attività forense.

     La manifestazione a Montecitorio del 5 dicembre, nella quale confluiranno centinai di Giudici di Pace provenienti da tutto il territorio nazionale, mira a denunciare al Parlamento, all’opinione pubblica, alla libera stampa, ai cittadini, all’avvocatura ed alla magistratura togata, il gravissimo comportamento tenuto dal Ministero della Giustizia nel corso degli ultimi diciotto mesi ed a bloccare un progetto di legge che affosserebbe definitivamente l’amministrazione della giustizia.

Dott. Gabriele Longo
Segretario Generale Unagipa

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