giovedì 6 dicembre 2007

Ritirare l'emendamento Lanzillotta: subito!

La ministra Lanzillotta ci riprova.

Con un emendamento del governo alla Legge Finanziaria, viene surrettiziamente inserito e peggiorato il  DDL Lanzillotta di privatizzazione di tutti i servizi pubblici locali, già presentato in passato, e impantanatosi nelle aule parlamentari dopo una forte presa di posizione da parte di associazioni di movimento, organizzazioni sindacali e politiche.

Reinserire e peggiorare  il DDL Lanzillotta nella Legge Finanziaria costituisce un atto molto grave, nel metodo e nel merito. 

Nel metodo, perché si vorrebbe chiudere in pochi giorni una discussione che si trascina da molto tempo e che necessita invece di un confronto ben più ampio ed approfondito.

Nel merito, perchè il testo presentato ha innanzitutto un contenuto anticostituzionale. Non distinguendo, infatti, tra i servizi a rilevanza economica e quelli privi di rilevanza economica, legifera anche su questi ultimi, di esclusiva competenza delle autorità locali, come espressamente fatto rilevare dalla Corte Costituzionale. Inoltre si introduce  la differenziazione fra società di erogazione e società di gestione delle reti , alla base del referendum abrogativo promosso da oltre 100 sindaci nei confronti della legge regionale Lombarda  e sulla quale è pendente un ricorso alla Corte Costituzionale da parte dello stesso Governo.

E, sempre nel merito, è un testo iperliberista. Neppure l‘Unione Europea si è mai posta il problema di mettere sul mercato la proprietà delle reti  come invece avviene con questo emendamento.

Come se tutti questi anni di mobilitazione sulla necessità di un ritorno alla gestione pubblica e partecipativa dei servizi pubblici locali non fosse avvenuta, come se la favola del “privato è bello” non fosse da tempo stata smentita da ricerche ed analisi, oltre che dall’esperienza di lavoratori e cittadini, si ribadisce una visione ideologica sulle virtù del mercato, sulla necessità dei privati, sugli effetti positivi della concorrenza.

E ancora. Nonostante l’introduzione, voluta fortemente dai movimenti, della possibilità di gestione pubblica attraverso le Aziende Speciali, si sancisce che, a partire dal 2011,  queste siano soggette al patto di stabilità interno.

Ciò significa truccare le carte da gioco. E’ evidente come, essendo le Spa da sempre considerate fuori dal patto di stabilità, nessun Ente Locale sceglierà la strada delle Aziende Speciali, avendo di fronte difficoltà insormontabili a procedere  su quella strada.

Il testo presentato è un attacco ai servizi pubblici, alla democrazia e ai diritti sociali .

Per questo ne chiediamo il suo immediato ritiro ed invitiamo i parlamentari a contrastarlo.

Siamo i primi a sostenere che il Paese abbia bisogno di una  nuova normativa sui servizi pubblici locali, ma. poiché il tema è sostanza dei diritti sociali e della democrazia, di salvaguardia dei servizi pubblici di preminente interesse generale sanciti dalla costituzione (art. 43), chiediamo che su questo si apra una forte, ampia e articolata discussione in tutto il Paese, a partire dalle proposte di ripubblicizzazione dei servizi pubblici locali, già espresse, per quanto riguarda il servizio idrico, dalle oltre 400.000 persone che hanno firmato la legge d’iniziativa popolare e dalla straordinaria manifestazione “ripubblicizzare l’acqua e difendere i beni comuni” che ha visto a Roma 40.000 persone sabato scorso.

FORUM  ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA

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