giovedì 10 gennaio 2008

E' arrivata la Grande Paura della Recessione

L'inflazione è la più insidiosa tassa contro i consumatori


Non è un caso che il Sole 24 Ore del 5 gennaio 2008 titoli la sua prima pagina "WALL STREET, LA GRANDE PAURA" e Romano Prodi avvisa che "bisogna fare presto altrimenti la recessione ci fermerà" (La Repubblica 6 gennaio 2008).

Sembra si sia entrati in una fase recessiva del mercato mondiale dominato dal dollaro. E' difficile che ciò venga ammesso dai capi banchieri Usa ed Europei, ma se Bush afferma che la crescita non è scontata, equivale a dire che  la recessione c'è già. E' dalla crisi di quest'estate dei mutui americani che i banchieri e i governi si arrampicano sui vetri per cercare di dimostrare che a tutto s i può porre rimedio e che non bisogna preoccuparsi .

E' una situazione aggravata dall'aumento generalizzato dell'inflazione, dove in Italia è arrivata secondo l'Istat al 2,6%, che provoca la caduta della domanda interna nei vari paesi  con  conseguente peggioramento del potere d'acquisto di stipendi e  salari.  Si  può tranquillamente affermare che l'inflazione è una "tassa" che le imprese e lo stato fanno pagare ai consumatori, non solo quando l'economia tira, ma in particolare quando le cose non vanno bene assume una funzione  doppiamente avversa: verso il potere d'acquisto reale e compromettendo la fiducia sulla vita futura.

I nodi di un mercato drogato vengono al pettine, così i  sindacati italiani si trovano nella situazione di dover minacciare uno sciopero politico contro il governo, pena la loro credibilità verso i propri iscritti; il governo annuncia interventi sul fronte fiscale a favore dei lavoratori dopo 15 anni di rapine avvenute sulla base di accordi sulla politica dei redditi, fondati sulla cosiddetta inflazione programmata  che  toglie  dallo stipendio ogni anno non meno di 500 Euro.

Taluni propongono maggiori e più radicali liberalizzazioni, razionalizzazioni delle reti distributive, lotta agli sprechi pubblici e privati,  ma di fronte alla perpetuazione di una rapina legalizzata dalla cosiddetta politica dei redditi, l'unica ricetta possibile è dire basta  all'inflazione programmata e prevedere sistemi puntuali e sicuri  di adeguamento di salari e stipendi al reale costo della vita, prevedere una profonda riforma dell'Istat che dovrebbe essere gestito da una Autorità indipendente dal Governo; prevedere una tassazione del 20% sulle rendite finanziarie scorraggiando i capitani coraggiosi della finanza dai facili profitti.

Insomma, c'è bisogno di un Governo che toglie ai  "pochi" ricchi per darlo ai tanti che non arrivano a fine mese e sono senza un lavoro sicuro. Si parla di una necessità di 10-12 miliardi di euro da riversare "tasche dei lavoratori-precari pensionati-consumatori" per far fronte al "rilancio" della domanda interna.... Prezzi mondiali dei carburanti e altre materie prime come cereali e metalli permettendo!!! 

C'è solo da augurarsi che i consumi non vengano orientati, ancora una volta, verso uno sviluppo INSOSTENIBILE.

La tragedia di Napoli dovrà pur insegnare qualcosa!


Le prossime settimane di questo mese sono molto importanti per capire come sarà il nostro 2008
Facciamoci gli auguri, ma evitiamo di rassegnarci, partecipiamo anche solo con una lettera, un telegramma, una e-mail da inviare al Capo del Governo Romano Prodi e se necessario anche noi consumatori dovremo scendere in piazza.

Ecco l'indirizzo:
 
Presidente del Consiglio Romano Prodi 
Palazzo Ghigi 
Piazza Colonna, 370
00187 ROMA

E-mail: PRODI_R@camera.it

Gianni Cavinato
Presidente Nazionale
ACU-Associazione Consumatori Utenti


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