martedì 8 gennaio 2008

I soldi della mafia ai piccoli Comuni

Un fondo nazionale costituito con i beni espropriati a tutte le mafie per realizzare opere e servizi nei piccoli Comuni italiani.

E’ quanto emerge dal dibattito on-line sul tema: “Dalla illegalità alla legalità per il bene comune”.

Ad avanzare la proposta sulla rete è il Portavoce dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano. La politica italiana ha la necessità di dare un segnale forte, soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia dopo le notizie apparse sui giornali che la più grande azienda italiana è proprio la delinquenza organizzata. Le norme in materia vigente sono molto spesso farraginose e di difficile applicazione.

“Occorrono regole chiare e snelle – afferma il Portavoce dei Piccoli Comuni – Un fondo nazionale nel quale far confluire tutti i beni confiscati e con quelle risorse realizzare progetti di sviluppo per le piccole comunità locali. Una straordinaria risposta dello Stato in grado di ridare fiducia ai cittadini nelle istituzioni e nello stesso tempo avviare davvero iniziative di sviluppo e di rilancio di una nuova stagione di responsabilità e legalità. Scuola costruita con gli espropri alla delinquenza, oppure centri di primo intervento con ambulanza realizzato con i beni confiscati alle mafie. Davvero un segnale straordinario.”.

La proposta del Portavoce dei Piccoli Comuni ha trovato l’attenzione e la condivisione dei tanti partecipanti al dibattito on-line.
 
Emblematiche le considerazioni in tema di una giovane partecipante al dibattito: “sono una studentessa del Sud e dopo il trasferimento di Mons. Bregantini dalla Diocesi di Locri a Campobasso mi sento un pochino vuota, ma questa iniziativa mi pare buona per tornare ad impegnarsi ancora di più".

Oppure un giovane laureato che ha proposto “attiviamo anche Don Ciotti e Libera perché loro su questo tema hanno già fatto molto”.

Sarebbe davvero un brutto colpo per l’azienda del malaffare vedersi costretta a fare opere buone a favore dello sviluppo dei piccoli comuni italiani e dei giovani che si battono per un Paese equo, legale e solidale.

L’Addetto Stampa

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