mercoledì 2 gennaio 2008

Il Fantasma dei Consumatori insegue il Corriere della Sera: l'intervista che il Corriere non ha potuto pubblicare.

corsera
Nota per il lettore
il Corriere della Sera del 29 dicembre 2007 ha dedicato due pagine dal titolo "Consumatori fantasma - sono gli iscritti alle associazioni – fondi pubblici senza controlli."

Il lettore sarà agevolato nel giudicare se leggerà anche l’intervista che il presidente dell’ACU Gianni Cavinato si è rifiutato di rilasciare al Corriere.

Foto di Courgette Lawn


Il nostro è un Paese meraviglioso, il più ricco al mondo per qualità e quantità di beni archeologici, artistici e culturali, ma a questi non appartiene il Corriere della Sera nonostante si possa catalogare nella categoria dell’antiquariato.
Come si può definire il maggiore quotidiano italiano quando dedica due pagine centrali dal pomposo titolo consumatori fantasma, per scrivere che non trova i consumatori iscritti alle associazioni?
ACU ha un solo socio che sono io, Gianni Cavinato, figlio di Antonio ed Anna defunti. A me non sembra possano incontrare delle difficoltà per trovarmi, anche perché vado spesso al cimitero come tutti i miei colleghi a cercare di recuperare qualche nuovo socio.

Chiedo immediatamente scusa al Corriere, forse i suoi collaboratori non trovano le associazioni dei consumatori o se le trovano tanto indaffarate a gestire la class action per i grandi affari prossimi venturi, che male c’è? Per gente che maneggia milioni di euro, ci sono almeno cinque filtri telefonici di superbe segretarie da superare. Rendersi disponibili per una intervista al Corriere non è scontato, forse è più utile utilizzare delle veline oppure andare a cena la sera giusta con le giuste persone.

Io non mi sono fatto trovare per settimane e chiedo scusa ancora una volta ai lettori del Corriere della Sera. Ora, che l’articolo è uscito cerco di riparare alla c…ta che ho fatto e provo ad immaginare le domande che mi sarebbero state rivolte da Rita Querzè o da Roberto Bagnoli.
Il mio è un esercizio di libera creatività finalizzato al consolidamento della libertà di stompa (non c’è nessun errore di battitura), svolto nell’ambito del libero mercato che si propone di realizzare un mondo sempre più libero.


INTERVISTA A GIANNI CAVINATO

PRESIDENTE NAZIONALE ACU


Giornalista:
Se lei dovesse decidere di pubblicare un articolo nell’ambito del Focus dei Diritti del Corriere che periodo dell’anno sceglierebbe?

IMG_1945Cavinato:
Innanzitutto mi chiederei quali finalità si pone il Corriere, se ad esempio si pensa di dimostrare che le associazioni dei consumatori non sono soggetti credibili per gestire la class action, sceglierei un giorno successivo all’approvazione della legge finanziaria 2008, ma non oltre il 30 dicembre (domenica!).

Giornalista:
Perché non dopo il 30?

Cavinato:
Perché in quei giorni Governo e Parlamento si trovano ancora, teoricamente, nelle condizioni proprie dell’esercizio finanziario 2007 che permetterebbe di emanare delle disposizioni a sostegno delle attività delle associazioni dei consumatori. In questo contesto cercherei di scrivere, motivandone le ragioni, se io fossi al suo posto, che con la class action i finanziamenti potrebbero venire finalizzati per il sostegno di attività di controllo di quello che avviene sul mercato (penso ad esempio a tutti i prodotti contraffatti); così si farebbe un doppio servizio al Paese. Se le associazioni dei consumatori non sapranno svolgere il loro ruolo, dovranno rivedere la loro mission, ma se invece fosse l’Amministrazione a decidere di non agire in questa direzione vorrà dire che avrà i suoi buoni motivi e tutti i consumatori saranno contenti di sapere che i controlli pubblici aumenteranno nello scovare i delinquenti e truffatori.

Giornalista:
Quello che dice lo trovo interessante. Ma io vorrei sapere se finora i finanziamenti pubblici erogati sono stati ben utilizzati!

Cavinato:
La sua domanda mi piace, ma la deve fare a chi ha il compito di valutare, accertando contestualmente se veramente le associazioni hanno ricevuto quanto si legge in certi giornali. La cosa migliore da fare è quella di parlare con le tesorerie dei ministeri, delle regioni, della Commissione Europea,…e così lei avrà numeri certi anche su di noi. Se scoprirà che ACU si trova in una situazione opposta a quella che viene descritta in certi giornali, le chiederò quali azioni legali dovrà muovere l’ACU verso gli autori di tanta dis-inform-azione.
Noi non abbiamo alcun problema a mostrarle le ricevute dei bonifici ricevuti dall’Amministrazione, le rendicontazioni presentate, le relazioni e i materiali dei progetti realizzati, le buste paga dei dipendenti e dei collaboratori a progetto, la situazione finanziaria, l’elenco dei creditori, l’ammontare dei debiti e quant’altro come i verbali delle autorità di controllo.

Giornalista:
E’ vero che le associazioni dei consumatori ricevono i finanziamenti in proporzione al numero degli iscritti ?

Cavinato:
No. I finanziamenti vengono stanziati con bandi pubblici che prevedono il sostegno ai progetti delle associazioni iscritte negli elenchi regionali o in quello nazionale. Per entrare e rimanere in questi elenchi bisogna rispondere a diversi requisiti e tra i quali avere un numero minimo di associati. Questi criteri sono stati stabiliti dal legislatore nazionale e/o regionale.

Giornalista:
Se non si è in questi elenchi, niente finanziamenti pubblici?

Cavinato:
Niente finanziamenti. Ma se non si è iscritti in questi elenchi si possono ricevere tranquillamente donazioni o contributi privati senza alcuna regola etica. Decida lei cosa preferire. Consiglierei al Corriere di svolgere un’ accurata indagine a livello europeo anche per informare come agiscono i diversi governi e la stessa UE che di fatto finanzia praticamente soltanto le associazioni del Beuc. In Italia appartiene al Beuc solo una associazione, attualmente non presente nel Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti.

Giornalista:
Quello che lei dice lo trovo interessante. Ci sono associazioni iscritte negli elenchi che ricevono donazioni dalle aziende?

Cavinato:
Non lo so. Io leggo i giornali, navigo su internet, ma non frequento il palazzo dei pettegolezzi e non partecipo alle serate con gli amici degli amici e tanto meno partecipo alla lotteria della litigiosità consumerista. Inoltre, per quanto mi riguarda non ho mai esercitato, o non sono a conoscenza che in ACU sia stato applicato il potere ricattatorio utilizzando l’abilità e la disinvoltura di taluni studi legali.

Giornalista:
Quello che lei dice lo trovo interessante. Secondo Lei è ora di rivedere la legge 281 del 1998?

Cavinato:
Per la verità questa legge è stata abrogata e i suoi contenuti sono stati incardinati nel Codice del Consumo con il Decreto Legislativo 206 del 6 settembre 2005. Ad ogni modo spetta a Governo e Parlamento decidere. Ma se proprio si deve cambiare, si potrebbe prevedere che non si erogano più finanziamenti pubblici per i progetti delle associazioni dei consumatori, ma si potrebbe introdurre il principio della certezza di accesso annuale al 5 o 8 per mille, oppure prevedere di destinare una parte di una bella tassa sulla pubblicità alle imprese, così chi acquista un’auto o si fa il pieno di benzina al distributore o consuma solo acqua minerale in bottiglie di plastica, saprà di non fare solo danni alla collettività! Si dovrebbe introdurre un criterio per valorizzare la consapevolezza soggettiva, ma regolato da una norma pubblica; bisogna pensare nella direzione di ottenere una migliore partecipazione civica della popolazione alle associ-azioni, ma non solo quelle dei consumatori.

Giornalista
Quello che Lei dice lo trovo interessante. Parliamo di politica e di collocamento politico delle associazioni. Che cosa pensa di quei dirigenti delle associazioni di consumatori che si sono candidati o che appartengono chiaramente ad un partito o sindacato ?

Cavinato:
Ho avuto modo di dire e scrivere in passato che fino a quando un cittadino è in possesso del certificato elettorale è un suo diritto candidarsi oltre che andare a votare, iscriversi ad un partito, un sindacato, ecc. Si può discutere sulla forma, sulla convenienza, sugli eventuali conflitti di interesse, ma tutto ciò deve essere ben chiarito negli statuti delle associazioni. Il nostro statuto è da sempre nel sito www.acu.it. Mi piacerebbe che il Corriere pubblicasse quanto scritto a proposito.

Inoltre, se dobbiamo parlare di politica, condivido totalmente la proposta di Legge di iniziativa popolare presentata da Beppe Grillo in occasione del VDay dell’8 settembre e che è stata depositata in parlamento con oltre 350mila firme pochi giorni fa. Io e moltissimi soci dell’ACU abbiamo aderito e partecipato. Sono totalmente d’accordo che i condannati non devono entrare in politica e se ci sono, come ci sono, se ne devono andare dal Parlamento.

Giornalista:
Quello che lei dice lo trovo interessante. Lei appartiene all’antipolitica?

Cavinato:
Scusi, non capisco la domanda?

Giornalista:
Lei non crede ai partiti?

Cavinato:
I partiti non sono la politica, ma una politica.

Giornalista:
Ma la Costituzione…

Cavinato:
La Costituzione è come la Bibbia e Mosè è morto tanto tempo fa. Dobbiamo sperare nella resurrezione prossima ventura dei tanti saggi che l’umanità ha prodotto in millenni… ora noi confidiamo per quello che si potrà fare con la class action…all’italiana.

Giornalista:
Se lei dovesse fare una classifica dei buoni e dei cattivi, secondo i suoi criteri di valutazione, dove collocherebbe ciascuna delle associazioni dei consumatori iscritte negli elenchi nazionali e regionali. Se desidera collochi anche quelle non iscritte?

Cavinato:
Le associazioni non sono né buone né cattive. Alcune sono molto determinate e radicali, altre più moderate, ma importante è verificare pubblicamente l’obiettivo che di volta in volta ognuna si dà. Non spetta a me giudicare e classificare. Chi vuol vedere e capire ha già tutto di fronte agli occhi. Io posso consigliare dei buoni oculisti, considerato che mi ritrovo ipovedente a causa di una malattia rara ed incurabile.

Giornalista:
Mi scusi, non sembra che Lei...

Cavinato:
Le apparenze, le apparenze...!!! Vede, anche i giornali sono stati inventati per informare e i giornalisti dovrebbero essere dei bravi informatori. Io vorrei tanto diventare un bravo giornalista, ma il mio medico me lo sconsiglia: sostiene che non ci sono farmaci adatti per curare le malefatte che combinano.

Giornalista:
Non tutti i giornalisti sono come pensa Lei. Qual’è il prossimo obiettivo dell’ACU e suo personale?

Cavinato:
Il prossimo obiettivo dell’ACU è quello di raggiungere, entro il prossimo mese di luglio e cioè in 12 mesi, il primato di un milione di visualizzazioni con i propri video realizzati da ACU e veicolati tramite la rete, usando You Tube (Canale: ACUstaff). Ad oggi abbiamo passato quota 600.000 e abbiamo circa 90 persone che sono iscritte al nostro Canale; e poi 100.000 reclami scritti di consumatori nel 2008 per arrivare a 200.000 soci entro la fine del 2010.

Il mio personale obiettivo è quello di arrivare a fine mese, come milioni di italiani, sperare che la mia salute non peggiori anche per assicurare la mia adesione e partecipazione al prossimo VDay di Beppe Grillo in programma il 25 aprile.

Giornalista:
Mi interessa sapere quale sarà la prima class action che farà l’ACU?

Cavinato:
Ora non lo so. Sarà presa una decisione democratica con i nostri associati. Mi chiami il prossimo 26 aprile. Posso avvisare le mie cinque segretarie di non esagerare con i loro filtri telefonici?

Giornalista:
Ok, prendo nota del giorno. A che ora Le va bene ?


L’INTERVISTA E’ TERMINATA.

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