venerdì 21 marzo 2008

ACU a fianco degli allevatori della Campania

ALTRAGRICOLTURA CONFEDERAZIONE

PER LA SOVRANITA’ ALIMENTARE

Coordinamento regionale Campania

SIAAB – SINDACATO ALLEVATORI AGRICOLTORI BUFALINI

Comunicato stampa

Gli allevatori bufalini chiedono trasparenza anche in nome dei consumatori e tutela delle loro aziende ma ricevono in cambio le cariche della polizia. Complimenti: una bella lezione di democrazia ed ascolto!

Nella conferenza stampa di questa mattina a Caserta sono stati ricostruiti i fatti della giornata di ieri. Così nelle parole di Lino Martone: “La Prefettura di Caserta ci aveva convocati insieme alle altre organizzazioni sindacali casertane per affrontare, finalmente, la grave crisi che stanno attraversando le aziende bufaline della Provincia. Il Prefetto ci ha comunicato, però, che l’incontro non si sarebbe potuto tenere se gli allevatori non avessero tolto i presidi incorso ed i blocchi in atto nelle strade intorno a Capua. Abbiamo fatto presente che la protesta degli allevatori non era certo organizzata a comando e che non aveva una regia esterna ma nasceva da profondissime condizioni di disagio ed, in particolare, dai ritardi pesanti con cui le istituzioni stavano dando risposte e, dunque, che conveniva almeno ascoltarne le ragioni prima di fare la voce dura. L’incontro, almeno alla presenza di Altragricoltura e del SIAB, non c’è stato e la risposta è arrivata in breve tempo: gli allevatori hanno dovuto subire due cariche delle forze di polizia con l’obiettivo di disperdere il presidio”.

Il SIAAB è componente del sistema confederale di Altragricoltura, rappresentandone il sindacato degli allevatori di Bufala delle diverse regioni italiane; Lino Martone ne è il Presidente oltre che componente l’esecutivo nazionale di Altragricoltura.

Nella Conferenza Stampa di oggi a Caserta è intervenuto Gianni Fabbris, coordinatore nazionale di Altragricoltura che ha criticato l’operato della Prefettura e del Questore di Caserta, fino ad annunciare una lettera al Presidente della Repubblica ed al Ministro degli Interni. Vi si legge, fra l’altro: “Abbiamo segnalato diverse volte alla Prefettura di Caserta la situazione di malessere profondo che sta coinvolgendo gli allevatori di bufala casertani. Oltre che con contatti informali per ben due volte abbiamo formalizzato la richiesta urgente di incontri ed interventi. La prima volta con telegramma a firma Lino Martone il 20 di Febbraio e la seconda volta a firma mia e di Martone la scorsa settimana chiedendo la convocazione urgente del tavolo per la Sicurezza e l’ordine pubblico. Solo di fronte ai trattori ed alla presenza di centinaia di allevatori nella strada la Prefettura si è convinta a procedere ad una prima convocazione. Se si va avanti così si corre il rischio, gravissimo, di legittimare e provocare ulteriormente una idea pericolosa che si fa strada nelle campagne italiane, attraversate da una profonda crisi di reddito e finanziaria: che se non ci scappa il morto nessuno si occupa di noi. Idea pericolosa che, fra le tante cause, certamente, ha l’assenza delle risposte cui gli agricoltori sono ormai abituati da troppo tempo.”

Ancora Fabbris in conferenza stampa “Il Prefetto di Caserta avrebbe fatto meglio ad impegnare le istituzioni in un atto d’ascolto nei confronti di un mondo che aspetta risposte da troppo tempo piuttosto che invocare la formalità burocratica delle disposizioni. Anche perché, dietro il formalismo burocratico si finisce con il legittimare la mano dura della repressione. Qualche ora dopo, infatti, puntualmente, il questore di Caserta ha guidato per due volte le forze di polizia nelle cariche contro gli allevatori in presidio”.

Nella lettera indirizzata al Presidente della Repubblica ed al Ministro degli Interni, Fabbris chiede, fra l’altro, conto del comportamento del Questore di Caserta che, durante le azioni di Polizia ha apostrofato Lino Martone con frasi inadeguate alle sue funzioni di funzionario dello Stato e, soprattutto, con un comportamento che ha indotto gli allevatori a pensare che il SIAAB – Altragricoltura non avrebbe voluto sedere all’incontro in Prefettura (con questo ingenerando l’idea della strumentalità della nostra azione sindacale).

“Non è tentando di tagliare la testa alla mediazione sindacale che si fa gli interessi dei cittadini del territorio ma si contribuisce solo ad esasperare gli animi”; Fabbris chiede ancora di sapere: “Come stanno davvero le cose? A noi non risulta che ci sia stato l’incontro, cui siamo stati regolarmente convocati, in Prefettura per le motivazioni che ci hanno spiegato i funzionari di Prefettura se, però, c’è stato allora perché noi, che ci stiamo adoperando per la mediazione sindacale e che abbiamo la fiducia di gran parte degli allevatori scesi in mobilitazione, ne siamo stati esclusi? Sarebbe questa responsabilità? Se, poi, l’incontro, come crediamo, non c’è stato, perché il Questore ci ha accusati pubblicamente di non voler fare la trattativa rifiutando di sederci al tavolo?”. Nella lettera alle massime autorità dello Stato, Altragricoltura chiama tutti alla responsabilità e a non sottovalutare le istanze che con responsabilità e decisione vengono da chi lavora nelle stalle per produrre il cibo. Le loro ragioni sono semplici: a loro produrre il latte costa 1 Euro a litro ma gli viene pagato sempre meno. Un intero settore strategico per l’agroalimentare italiano come la mozzarella di bufala sta passando di mano agli industriali ed agli speculatori commerciali mentre le aziende corrono il rischio di chiudere. E’ una battaglia la loro per la difesa, la trasparenza e la tutela delle aziende e, dunque, degli interessi di tutti i consumatori.  La verità è che quando una grande questione sociale come quella della tutela delle migliori aziende come quelle bufaline viene ridotta a sola questione sanitaria e di ordine pubblico, allora è il fallimento, prima di tutto, delle istituzioni che hanno il dovere di dare risposte.

Ieri gli allevatori hanno avuto la prontezza e l’intelligenza di non rispondere con la violenza alle provocazioni ma le mobilitazioni continueranno fino a quando non si uscirà dall’emergenza e non si attuerà un piano vero di rilancio e tutela del comparto bufalino che metta al centro gli interessi degli allevatori, dei trasformatori artigianali e dei cittadini.

La Prefettura  e gli altri organi istituzionali, Regione Campania in testa, facciano la loro parte e dismettano il volto burocratico e cattivo che aumenta le distanze fra i cittadini e le istituzioni.

www.sovranitalimentare.netwww.altragricoltura.net

Caserta, 19 Marzo 2008

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