giovedì 22 maggio 2008

L'opinione del Forum Ambientalista sui rifiuti in Campania

21 maggio 2008

di Gianni Palumbo e Ciro Pesacane

Direzione Nazionale Forum Ambientalista

Lo sanno tutti, l’emergenza non finisce col Consiglio dei Ministri di oggi a Napoli, così come tutti sapevano che non sarebbe finita col periodo di Commissariamento di Gianni De Gennaro, rispetto al quale nessuno, dell’allora Governo Prodi, levò un grido di indignazione per i fatti che tutti conosciamo e che avevano coinvolto l’ex capo della polizia, più volte premiato dopo i tragici eventi di Genova. Oggi nel mentre tutti si affrettano a criticare la Spagna di Zapatero, (mentre dopo le elezioni ci si affannava a chi più somigliava al premier spagnolo) avremmo molto da imparare dai nostri cugini mediterranei in quanto a gestione dei rifiuti ma preferiamo contorcerci continuando a perseverare in scelte sbagliate.

Napoli sta scoppiando, letteralmente, e la manifestazione-corteo di oggi convocata dalla “rete campana salute e ambiente” chiede una maggiore comprensione delle dinamiche che hanno indotto i vari governi (nazionali e locali) ad utilizzare le medesime strategie fino alla attuale, insostenibile, situazione che, non a caso, fa leva su un’idea di repressione che garantisce alcune modalità che il nuovo Governo, anche per la presenza della Lega Nord, desidera subito attuare, tutto muscoli ed efficienza.

I cittadini e i movimenti sono decisi a rivendicare un altro modello di gestione, quello della raccolta differenziata porta a porta, l’unica in grado di risolvere davvero il drammatico problema dei rifiuti, l’unico a sottrarre spazio alla camorra che pilota la necessità di semplificazione delle pratiche per la realizzazione degli inceneritori. Dalle megadiscariche agli inceneritori cambia il processo ma rimangono inalterate le pratiche deleterie che allontanano la soluzione reale dei problemi, salute in primo piano. La diossina bruciata passerà dalle strade ai camini ma non cambierà le sorti dei territori che si pretende vengano esautorati dalla possibilità di decidere.

Le stesse discariche sono presidiate da gente comune, come il parroco della Chiesa di San Vito di Eboli che -con centinaia di persone- vorrebbe evitare l’ennesima violenza alla piana del Sele.

Nessuno che trovi il coraggio di affermare l’inizio di una buona pratica che tutti (o quasi) vorrebbero: quella più volte citata raccolta porta a porta che renderebbe protagonisti assoluti i cittadini e la partecipazione democratica utile a sottrarre il terreno alla pratica mafiosa, clientelare e violentatrice di territori, e laboriosa costruttrice di discariche ed inceneritori, realizzati in salsa prodiana o berlusconiana a seconda delle stagioni. Sulla irrisolta questione energetica, la chicca con cui si è congedato il governo Prodi è stata quella relativa al CIP6, balzello pagato per anni dagli italiani, che adesso dovrebbe, nella volontà e continuità dei governi, trovare forma negli inceneritori campani in virtù di una emergenza artificiale che serviva, ieri come oggi, a fare del nostro sud la discarica industriale di quel nord opulento che potrà finalmente, complice la camorra, chiudere il ciclo costruendo i nocivi “termovalorizzatori”, con buona pace della democrazia e della volontà popolare.

Alle porte vi è l’estate che con il caldo porterà, nell’atmosfera partenopea, altri gravi problemi se non si fa in fretta, una fretta sollecitata anche dal Commissario Europeo all’ambiente Stravros Dimas per evitare gravi rischi alla salute e all’ambiente, e che suggerirebbe di risolvere nella maniera più adeguata possibile la complessa questione che si articola anche nella necessità di una rapida dismissione della classe dirigente campana che ha definitivamente reso evidente, come fosse un traguardo al contrario, il proprio completo fallimento. Un centro-sinistra incompetente, incapace e drammaticamente parte integrante di un problema che si trascina da troppo tempo.

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