giovedì 12 giugno 2008

Prossima puntata di Anno Zero: invitate la gente di Malagrotta in studio!

Riceviamo e riteniamo utile pubblicare di seguito la lettera inviata alla Redazione di Anno Zero in merito all'intervento di Chicco Testa nella puntata del 05 giugno.

Gentile redazione di Anno Zero

Nella puntata del 5 giugno, Chicco Testa, presente in studio, ha rilasciato delle dichiarazioni sulla discarica di Malagrotta che definire demenziali è puramente eufemistico.

Secondo il Nostro, la discarica non dà alcun problema ed è accettata dai cittadini che vivono nelle sue vicinanze. ...Sì, ci sarebbero state delle proteste ma soltanto per ottenere maggiori controlli. Nell’insieme, tuttavia, la discarica di Malagrotta sarebbe un esempio positivo di una discarica “dentro la città” che gli abitanti di Chiaiano dovrebbero prendere in considerazione…. Tanto più che, a un km di distanza (ma sono in realtà oltre una decina) ci sarebbe anche il più grande progetto agricolo dell’ intera area, quello di Maccarese…!

Stupisce il fatto che un alto dirigente romano (proveniente, per di più, da Legambiente…) possa incappare in mostruosità ambientali imbarazzanti e inqualificabili nel merito - oltre che offensive per tutti coloro che Malagrotta l’hanno personalmente “subita” per trent’ anni - davanti a milioni di telespettatori, ed esibire un’incompetenza assoluta ed un vero e proprio analfabetismo culturale in tema di inquinamento e di aree a rischio - senza alcun contradditorio.

Evidentemente, si direbbe che non legge i giornali, neanche “Repubblica”, che in occasione dell’ultimo rapporto dell’ EURISPES aveva pubblicato un articolo dal titolo che lasciava pochi dubbi: “Malagrotta, maglia nera d’ Italia”.

Ma ripercorriamo per un attimo gli ultimi tre decenni per ricordare :

ü i numerosi blocchi della discarica intervenuti tra il 1987 e il 1991 ad opera di migliaia di abitanti di Massimina, Pisana, Ponte Galeria, Piana del Sole e di tutta la Valle Galeria,

ü le continue proteste per la puzza insopportabile che anche negli anni successivi ha ammorbato questi quartieri,

ü la gestione illegale e criminale della discarica, con sversamenti di percolato ripresi anche durante un servizio di una televisione locale, oltre che foto di laghetti di percolato fatte dai cittadini ai bordi della discarica;

ü la gestione illegale certificata da due condanne definitive con sentenze della Corte di Cassazione passate in giudicato a carico delll’Amministratore unico, Ing. Francesco Rando. Un altro processo penale in cui lo stesso imputato è stato condannato in prima istanza e poi assolto in appello, e infine un quarto processo, attualmento in corso, per smaltimento non autorizzato di percolato, che arriverà a sentenza il prossimo novembre.

ü la procedura d’infrazione della Commissione Europea rimasta in piedi per tre anni, prima con la “messa in mora”, poi con il “parere motivato”, infine con il rinvio alla Corte di Giustizia Europea per gestione totalmente fuori linea rispetto alla normativa comunitaria. Rinvio prima “sospeso”, poi archiviato in seguito all’invio del “piano di adeguamento” della discarica da parte del governo italiano, che è riuscito quindi in questo caso a “mettere una toppa” e ad evitare la condanna da parte della Corte del Lussemburgo. Ma il prossimo 1°ottobre è il termine finale o per l’ultimazione dei lavori di adeguamento o, in alternativa, per la chiusura della discarica in base alla direttiva 1999/31/CE (per la quale l’ Italia è stata condannata).

ü I molteplici riferimenti al degrado, inquinamento e rischio di incidenti rilevanti nell’area di Malagrotta – Valle Galeria in documenti ufficiali di cui ogni persona di media cultura abitante a Roma dovrebbe essere a conoscenza.

Ci sono poi in corso denunce di cittadini al NOE dei Carabinieri e alla Polizia Provinciale. Persino le Belle Arti hanno avuto modo di criticare l’attività svolta dai gestori di questa discarica. E le procedure di infrazione della Comunità Europea che non sembrano proprio essere una certificazione di ottima gestione.

Sembra difficile credere che il Sig. Chicco Testa fosse all’oscuro di tutto questo, e quindi non resta che pensare a un falso consapevole, contando sul fatto di non avere un contradditorio in studio.

Riteniamo necessario ed indispensabile che Michele Santoro - che non si aspettava evidentemente che Chicco Testa avrebbe introdotto la questione Malagrotta nel dibattito dell’ultima puntata di “Anno Zero” - ristabilisca la correttezza dell’ informazione invitando alla prossima puntata - preannunciata per luglio -, la gente di Malagrotta in studio, e inviando contemporaneamente Sandro Ruotolo in zona per interviste a tutto campo.

Comitato Malagrotta

Sergio Apollonio, info@sergioapollonio.com

Maurizio Melandri, mauriziomelandri@tele2.it, www.mauriziomelandri.it

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