venerdì 4 luglio 2008

Nestlé preme sulla UE per maggiori aperture agli OGM per spingere i prezzi del cibo ad abbassarsi

Il presidente della Nestlè, Peter Brabeck, ha rivolto un appello all’UE perchè ammorbidisca le regole sugli organismi geneticamente modificati (OGM), per fare fronte alla crescita dei prezzi delle materie prime agricole, in un dibattito apparso lunedì sulla stampa. “Non si può sfamare il pianeta senza gli organismi geneticamente modificati” ha valutato in un dibattito sul Financial Times. “Abbiamo i mezzi per fare un’agricoltura di sostegno alla vita a lungo termine”, ha aggiunto, rammaricandosi della mancanza di coinvolgimento politico a favore degli OGM.

L’opposizione dell’UE agli OGM ha particolarmente favorito il rifiuto di questa tecnologia in Africa, secondo il parere del gigante alimentare svizzero. “L’Unione Europea ha fatto uso di pressioni politiche per impedire a certi paesi di utilizzare gli organismi geneticamente modificati”, ha proseguito, aggiungendo che questo modo di procedere “ non è stato affatto positivo per l’agricoltura di questi paesi né per le loro scorte”. Gli OGM sono “una delle tecnologie più sicure che si siano mai viste, ben più sicure dei prodotti biologici o ecologici tanto in voga in Europa”, ha proseguito Prabeck. Il mais MON810, ideato dal gruppo agrochimico americano Monsanto, è l’unica coltura OGM presente nell’UE, essenzialmente in Spagna. Essa rappresenta meno dell’1% della superficie coltivata a mais in Francia (l’anno scorso 22.000 ettari).

COMMENTO

Peccato che la Nestlé, che sembra tanto preoccuparsi delle sorti dei paesi africani, sia ricordata come la responsabile di un vero e proprio disastro sanitario per la dissennata politica di disincentivazione dell’allattamento al seno presso le popolazioni dell’Africa e per la mancata informazione alle madre sui pericoli della diluizione con acqua non sterile, con drammatiche conseguenze sulla mortalità dei lattanti.

Se qualcuno avesse poi dei dubbi sulla natura speculativa della crescita dei prezzi alimentari, questa notizia può essere un aiuto ad aprire gli occhi: mutatis mutandis, sembra ripetersi il clichet di Napoli, dove l’emegenza rifiuti diventa lo strumento per far accettare all’opinione pubblica i termovalorizzatori ….

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