martedì 26 agosto 2008

Scandalo rifiuti in Campania

Lo Stato protegge chi sbaglia e guadagna e da botte a chi paga.

Prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II

L’informazione diffusa dai mass media circa l’emergenza-scandalo rifiuti ha fatto credere ai cittadini italiani che il problema sia causato dalla inciviltà dei campani e dall’incapacità degli amministratori locali condizionati dalla malavita organizzata e che solo negli ultimi mesi, grazie al governo di centro destra, è finalmente intervenuto lo Stato che in pochi giorni ha efficacemente avviato la risoluzione dell’annoso problema imponendo la costruzione di inceneritori e discariche. Gran parte degli italiani, stanchi di subire gli effetti delle immagini negative degne di un paese sottosviluppato immerso, in parte, nell’immondizia, crede a questa versione mediatica. Le cose non stanno così. In realtà, l’emergenza rifiuti è un’invenzione governativa di 14 anni fa! Non ho sbagliato! Lo Stato Italiano è stato l’artefice principale di quanto avvenuto in Campania, certo con il sostegno di persone che hanno rappresentato e tuttora rappresentano le Istituzioni locali, con l’indifferenza “omertosa” di persone elette dai cittadini, con la distrazione e incredulità dei cittadini stessi che hanno stentato a comprendere il progetto ben coperto giuridicamente che ha trasformato la Campania in terra da depredare spietatamente. Complimenti a coloro che hanno avuto la “criminogena” ispirazione iniziale di avviare l’operazione “Emergenza rifiuti in Campania” protetta giuridicamente dalla legge 225 del 24 febbraio 1992 (Istituzione del servizio nazionale della protezione civile”) in quanto basata sulla continua persistenza dello “Stato di emergenza”, ritenuto irrisolvibile in quanto causato dalla ingovernabilità dei campani condizionati dalla malavita organizzata, che ha autorizzato il Presidente del Consiglio dei Ministri di turno (espressione di maggioranze partitiche diverse) a ricorrere sistematicamente al “potere di ordinanza” avvalendosi di “commissari delegati” ai quali sono stati conferiti poteri straordinari da usare in deroga alle leggi vigenti. Questo “peccato originale” è consentito anche dal fatto che la legge 225 non indica la durata massima dello stato di emergenza ed è comprovato dalle ordinanze del Presidente del Consiglio e del Commissario di Governo di turno relative all’emergenza rifiuti che iniziano sempre con la frase “Visto l’art. 5 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225. Infatti solo se si verificano le condizioni previste all'articolo 2, comma 1, lettera c (tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi), il Consiglio dei Ministri può deliberare lo stato di emergenza.

Riflettendo scientificamente su quanto accaduto, appare strano che lo Stato Italiano in 14 anni non sia riuscito a risolvere la raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti in Campania. Si prospettano due soluzioni. Una prima soluzione, buonista, impone di credere che per 14 anni lo Stato Italiano, impiegando poteri speciali, non sia riuscito a risolvere il problema della raccolta e smaltimento dei rifiuti in Campania. Ciò sarebbe stato possibile solo se i poteri speciali fossero stati sistematicamente attribuiti da Presidenti del Consiglio dei Ministri incapaci di controllare l’operato delle persone, di loro fiducia, rivelatesi sempre assolutamente non idonee a risolvere l’emergenza rifiuti. Un’altra soluzione, sconcertante, si basa sulla possibilità che si sia fatto un malizioso e improprio uso della legge 225 per ottenere benefici a scapito dei cittadini campani. In particolare sarebbe stato artatamente mantenuto in vita uno stato di emergenza con la conseguente necessità di intervenire con poteri speciali, spendendo risorse finanziarie pubbliche in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie che regolamentano la spesa pubblica; in altre parole se un sindaco avesse speso i soldi pubblici come hanno fatto finora i vari Commissari di Governo, senza la loro copertura giuridica speciale, sarebbe stato immediatamente perseguito dalla magistratura e irrimediabilmente condannato per il reato. Varie indagini della magistratura hanno evidenziato che sotto la protezione del Commissariato di Governo sarebbero stati commessi vari abusi e attività non lecite come si evince dal processo in corso contro 28 imputati, tra cui ex vertici Impregilo e del Commissariato e il governatore Antonio Bassolino; vari alti funzionari del Commissariato sono stati interessati dall’attività della magistratura. I Commissari di Governo nominati direttamente dal Presidente del Consiglio dei ministri di turno hanno sempre rappresentato direttamente lo Stato Italiano. Si può dire che lo Stato ha agito male, nel senso che ha consentito la realizzazione di interventi che nonostante le ingenti somme spese non si sono rivelati idonei a risolvere l’emergenza rifiuti anzi, l’hanno sapientemente mantenuta viva e vegeta per non chiudere il lucroso “Pozzo di San Patrizio” rappresentato dal potere speciale che consente di spendere grandi quantità di soldi pubblici in maniera fuorilegge secondo le leggi ordinarie. Non si può certo affermare che lo Stato Italiano sia stato assente nell’emergenza-scandalo rifiuti in Campania. A questo punto è lecito chiedersi: “ma quale Stato Italiano è stato ed è presente in Campania?”. Finora si è caratterizzato per favorire e proteggere coloro che hanno speso disinvoltamente i soldi pubblici e coloro che hanno realizzato interventi non idonei a risolvere lo scandalo rifiuti danneggiando le risorse ambientali e idriche e con esse l’assetto socio-economico regionale. Si è distinto anche per avere fatto credere agli italiani che l’emergenza rifiuti è solo un problema campano dove amministratori incapaci governano cittadini sporchi e cattivi e per di più sottomessi alla malavita organizzata. A simili cittadini devono essere imposti dallo Stato, solo con la forza e le botte, gli interventi per salvare la faccia anche al resto dell’Italia. Anche se lo scandalo rifiuti non si chiude, anche se gli interventi non sono adeguati, anche se i cittadini hanno ragione a protestare contro opere pericolose per la salute e l’ambiente, è importante divulgare un’immagine di efficientismo governativo militarizzato e nel frattempo continuare a usare i poteri speciali. Tanto pagano i cittadini, anche quelli campani (praticamente “cornuti e mazziati”), per sostenere le sorti finanziarie delle lobbies parassitarie.

17 agosto 2008

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