lunedì 15 settembre 2008

Se manca il seme professionale la statistica non può produrre frutti buoni

Lettera Aperta

Recentemente sono apparse sulla stampa due notizie che hanno attirato la mia attenzione; la prima riguardava la poca attitudine dei giovani studenti italiani verso lo studio della matematica e la seconda diceva che per valutare l’efficienza del personale dell’Agenzia delle Entrate, espandibile a tutta la P.A., si deve fare uso operativo degli indicatori statistici. Le due notizie non hanno alcuna relazione tra loro, ma sono correlate, nel senso che senza la conoscenza della matematica non è facile applicare le tecniche utili per rendere “operativi” gli indicatori statistici.

Al presente avviene che annualmente circa 600 giovani studenti universitari, qualche anno fa sono arrivati a 1.200, si laureano in Scienze Statistiche, con laurea triennale e quinquennale, i quali nei loro studi hanno di base lo studio della matematica e di altre materie che possiamo considerare di matematica applicata. Il fabbisogno di statistici nei 10 mila enti della P.A. è stimato in 30 mila posti di lavoro professionale.

Però questi giovani laureati raramente entrano a fare parte della P.A., in particolare negli uffici di statistica, anche se esiste la legge n. 1748 del 1930 che prevede addirittura che per dirigere detto ufficio occorre aver superato l’esame di Stato nelle Discipline Statistiche, legge tutt’ora esistente. Detta legge è stata surrogata nel 1991 con una direttiva di un comitato del Sistema Statistico Nazionale, che prevede che: “ Il responsabile dell'ufficio deve essere preferibilmente un funzionario con precedenti esperienze statistiche, per aver diretto uffici di statistica o per aver curato particolari indagini statistiche, oppure laureato o diplomato in discipline statistiche o che abbia superato corsi di qualificazione professionale in materie statistiche o, ancora, che abbia svolto ricerche o pubblicato lavori di rilievo nello stesso campo”. Ciò ha inflazionato con altre “professionalità” gli uffici di statistica, per cui agli statistici è restato quanto si mostra in tabella.

NUMERO UFFICI E PERSONALE DEGLI UFFICI DI STATISTICA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SISTAN - ANNO 2007

Enti                     Numero uffici Totale personale Di cui laureati in statistica Numero medio addetti
Amministrazioni centrali 17 154 54 9,1
Enti Nazionali 28 281 149 10
Regioni e Province Autonome 21 299 73 14,2
Prefetture – Utg 99 288 3 2,9
Province 74 200 4 2,7
Camere di Commercio 102 314 3 3,1
Comuni capoluogo di provincia 114 872 7 7,6
Altri comuni 2.872 7.045 7 2,5
Associazioni di comuni 33 95 10 2,9
Totale 3.361 9.548 310 2,9
Fonte Istat: Relazione al Parlamento
sull'attivita' svolta dall'Istat – 2008        

 

Per mettere le cose a posto, visto che gli enti pubblici sono 10 mila, occorre che in tutti sia costituito l’ufficio di statistica, che predisponga le statistiche dell’ente, sia di supporto operativo e di controllo per il vertice dell’ente e che abbia come dirigente chi ha superato l’esame di Stato nelle Discipline Statistiche.

Questo si ottiene solo aggiornando il decreto legislativo n. 322/1989, relativo al Sistema Statistico Nazionale, da estendere alla Sanità, emanando una Direttiva del Ministro Funzione Pubblica ed approvando l’Ordinamento della professione di statistico, dal 1966 presente in Parlamento, ora Atto Camera n. 1294.

Carlo Tasciotti

Presidente Emerito dell’Associazione Nazionale Statistici

E – mail: carlo.tasciotti@fastwebnet.it

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