martedì 18 novembre 2008

FAO. Lettera aperta al Governo italiano.

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COMUNICATO STAMPA

Marelli: “siamo per una FAO coerente al suo mandato originario”

Roma, 17 novembre 2008. In questa fase di acuirsi delle crisi finanziaria e alimentare, ma soprattutto in occasione della XXXV Conferenza FAO che si aprirà domani a Roma a cui parteciperanno le delegazioni di tutti i membri dell’Agenzia, il Comitato Italiano per la Sovranità alimentare nella persona del Presidente Sergio Marelli rende noto che l’11 novembre scorso è stata inviata al Ministro Affari Esteri Franco Frattini, al Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia e al sottosegretario Ministero dello sviluppo economico Adolfo Urso una lettera nella quale il Comitato esprime la propria posizione riguardo al processo in corso sulla riforma della FAO.

Tra i punti affrontati nella lettera la richiesta di bloccare tutte le disposizioni già contenute nelle proposte del Suivi de l’Evaluation Indépendante et Amis du Président che saranno presentate proprio in questa XXXV sessione straordinaria che si chiuderà il 22 novembre e che, secondo il Comitato contrastano il principio di democrazia reale. Tali disposizioni, infatti, promuoverebbero un nuovo di modello di governance che vorrebbe concentrato in un “club dei Paesi donatori” il potere decisionale.

Inoltre, si legge ancora nella lettera, le Organizzazioni, le Associazioni, gli Enti e le realtà firmatarie chiedono che “il nostro Governo contribuisca a riaffermare la missione originaria della FAO e la sua natura di Agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo agricolo e rurale; a mantenere la FAO nel suo ruolo di spazio neutrale dove i Governi possono elaborare delle strategie per individuare le linee direttrici della politica agricola e alimentare mondiale; e a confermare il ruolo della FAO, quale ambito di ascolto e di elaborazione nel quale le Organizzazioni di Società Civile, le ONG e i movimenti sociali possano apportare i loro contributi alla definizione di tali linee direttrici della politica agricola e alimentare mondiale”.

“Tali richieste da noi sostenute – spiega Marelli – sono soprattutto quelle delle organizzazioni e movimenti che rappresentano decine di milioni di agricoltori, allevatori, pescatori, popolazioni indigene, organizzazioni di donne, associazioni di migranti che già oggi subiscono i maggiori effetti di politiche distorte dall’egoismo e dai privilegi garantiti a pochi e che vedono un futuro di ulteriori e più gravi preoccupazioni”.

Ufficio Stampa Associazione ONG Italiane

email: ufficio.stampa@ong.it

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Lettera aperta ai Parlamentari italiani

Roma, 11 novembre 2008

Oggetto: Lettera di posizione del Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare sulla riforma della FAO.

Egregio Onorevole,

Le recenti crisi che stanno fortemente caratterizzando la congiuntura attuale, da quella provocata dai cambiamenti climatici alla più recente crisi finanziaria, passando per quella alimentare, che hanno colpito l’intero pianeta, mostrano senza dubbio la necessità di un luogo di Governance Globale che possa elaborare e far rispettare misure, regole e meccanismi di una nuova politica globale. Non riuscire in questo intento significherebbe venir meno a precisi imperativi etico – politici, ma ancor più esporre il futuro ai rischi e alle conseguenze dell’esclation della violenza e delle rivolte già avvenute in alcuni centri urbani ed in alcuni Paesi.

L’urgenza di assumere decisioni rapide, efficaci e di inedita portata è stata testimoniata anche dalla recente Conferenza di Alto Livello sulla Sicurezza Alimentare, i cambiamenti climatici e la bioenergia, convocata alla FAO lo scorso mese di giugno. E’ in tale contesto che abbiamo assistito nuovamente ad un approccio dominante, basato sulla logica dei finanziamenti di iniziative di emergenza, a fronte del quale i Governi dei Paesi in Via di Sviluppo – che sono i più colpiti dall’impennata dei prezzi dei cereali e dei concimi – hanno contrapposto la loro debolezza dettata dalla pur legittima preoccupazione di sedare ed evitare nuove sommosse popolari dentro i rispettivi confini nazionali. Una situazione relazionale che ha ulteriormente consentito ad alcuni Paesi donatori di accentuare la loro influenza e il loro potere contrattuale.

Sebbene estremamente indebolita, la FAO continua a dimostrare un ruolo irrinunciabile sia per alcuni elementi oggettivi (capacità, conoscenze, presenza capillare nelle regioni del mondo), sia per alcune iniziative assunte per contrastare i tentativi, alcuni decisamente grossolani, di un suo progressivo isolamento.

A questo stato delle cose la questione attuale non è più, quindi, la centralità o la sopravvivenza della FAO, quanto la ripartizione del potere di controllo e di indirizzo, la struttura e i mezzi dei quali la FAO potrà disporre nei prossimi anni per garantire un’operosità efficace e duratura a quei Paesi che vogliono determinare e controllare le politiche agricole e alimentari mondiali. Una questione avvertita con preoccupazione principalmente dai Paesi in Via di Sviluppo e, a maggior ragione, dalle Organizzazioni della Società Civile e dalle ONG che negli ultimi anni hanno sposato e promosso il principio della sovranità alimentare.

La nota formale indirizzata il 4 aprile 2006 al Direttore Generale della FAO da parte di Australia, Canada, Germania, Giappone e USA – in quanto “principali Paesi donatori” – già conteneva “forti raccomandazioni” affinché la riforma della FAO venisse posticipata, lasciando intravedere la loro volontà di porre sotto controllo l’Agenzia. Secondo questi Paesi, la FAO dovrebbe occuparsi unicamente delle “regole internazionali” e non più dei programmi operativi sul campo per la lotta alla povertà e alla fame: una prospettiva che condurrebbe ad un cambiamento radicale del mandato originario della FAO.

All’idea di una FAO ridotta a mero regolatore, si aggiunge quella di un nuovo modello di governance che vorrebbe concentrato in un “club dei Paesi donatori” il potere decisionale, cosa che sovvertirebbe il principio democratico che oggi sottende il processo di presa di decisioni. Queste prospettive vengono sostenute con modalità estremamente efficaci come la riduzione dei contributi destinati al bilancio ordinario (quello che identifica le priorità di intervento e le azioni di sostegno da sviluppare con il voto di tutti gli Stati membri), affiancata dall’incremento dei cosiddetti “fondi fiduciari” nei quali i donatori stanziano risorse solo per quelle azioni che a loro interessano e da realizzarsi nei Paesi che corrispondono alle loro rispettive priorità.

Tutto ciò sta accadendo in concomitanza con la riforma in corso del sistema delle Nazioni Unite, la conferma ed il rafforzamento del ruolo e del mandato di altre Agenzie come la Banca Mondiale, il Fondo Monetario Internazionale e l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Questo getta ulteriori preoccupazioni circa la concreta possibilità di avere nell’assetto della governance mondiale un’Agenzia dedicata al sostegno alle agricolture e agli agricoltori - in particolare delle aziende a conduzione familiare, che costituiscono la stragrande maggioranza, e la stessa ossatura delle agricolture dei Paesi in Via di Sviluppo – sufficientemente sostenuta e messa in grado di esercitare appieno il proprio ruolo coerente con il mandato ad essa affidato quando istituita. Una FAO così confermata, oggi, porterebbe inoltre un efficace contributo alla riformulazione delle politiche ed alla definizione delle nuove regole necessarie a garantire la ripresa e la sostenibilità di uno sviluppo economico e sociale così pregiudicato dalla crisi finanziaria in corso.

L’incapacità del solo mercato di “regolare il mondo” determina un ritorno prepotente del ruolo degli Stati e della politica multilaterale come unico ambito di individuazione di soluzioni globali, che pure oggi più che mai sono urgenti e necessarie.

E’ per tutto questo che le Organizzazioni, le Associazioni, gli Enti e le realtà firmatarie di questa lettera si rivolgono a Lei per chiedere che con provvedimenti urgenti il nostro Governo contribuisca:

· a riaffermare la missione originaria della FAO e la sua natura di Agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo agricolo e rurale

· a bloccare tutte le disposizioni già contenute nelle proposte del “Suivi de l’Evaluation Indépendante et Amis du Président”, che saranno presentate alla 35° sessione (straordinaria) della Conferenza della FAO (Roma, 18 – 22 novembre 2008) e che contrastano il principio di democrazia reale mediante un impegno formale di ristabilire una priorità del finanziamento destinato al bilancio ordinario della FAO

· a mantenere la FAO nel suo ruolo di spazio neutrale, dove i Governi possono elaborare delle strategie per individuare le linee direttrici della politica agricola e alimentare mondiale

· a confermare il ruolo della FAO, quale ambito di ascolto e di elaborazione nel quale le Organizzazioni di Società Civile, le ONG e i movimenti sociali possano apportare i loro contributi alla definizione di tali linee direttrici della politica agricola e alimentare mondiale

Egregio signor Ministro, le richieste che qui Le abbiamo sottoposto, sono oggi sostenute dalle organizzazioni della società civile di tutto il mondo, le quali, analogamente, stanno agendo nei confronti delle rispettive autorità nazionali. Sono quindi le richieste nostre, ma soprattutto di quelle organizzazioni e movimenti che rappresentano decine di milioni di agricoltori, di allevatori, di pescatori, di popolazioni indigene, di organizzazioni di donne, di associazioni di migranti che già oggi subiscono i maggiori effetti di politiche distorte dall’egoismo e dai privilegi garantiti a pochi e che vedono un futuro di ulteriori e più gravi preoccupazioni.

Siamo per questo certi che Lei vorrà adoperarsi personalmente per dare seguito a queste nostre istanze per le quali, egregio Ministro, restiamo a disposizione per avviare un dialogo proficuo e per fornire ogni approfondimento del caso.

In attesa di un Suo riscontro, cogliamo l’occasione per ringraziarLa anticipatamente per il Suo interessamento.

Distinti saluti.

Il Presidente

Sergio Marelli

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