lunedì 3 novembre 2008

"L'alta velocità danneggia i liguri": parola di Assessore

COORDINAMENTO DEI PENDOLARI LIGURI

http://pendolariliguri.blogspot.com

Non possiamo non dirci d’accordo con l’Assessore Vesco quando guarda con preoccupazione alle priorità dichiarate da Trenitalia nei confronti degli investimenti, quasi esclusivamente diretti verso l’alta velocità. Come più volte anche da noi espresso in numerosi interventi, non si tratta di essere pregiudizialmente contro l’AV, ma da un elementare analisi del rapporto costi-benefici ci si rende conto di quanto tale scelta sia infausta e dannosa per il trasporto locale: non solo non verranno liberate nuove tracce per il trasporto regionale, ma verranno drenate risorse che renderanno ancora più oneroso per le regioni stipulare contratti di servizio che verranno caricati quasi esclusivamente di costi (ossia le linee meno profittevoli) e impoveriti degli introiti derivanti dalle linee “ricche”, servite dai treni IC, EC, AV, ecc, che però non ricadono nei bilanci del trasporto regionale ma esclusivamente in quelli della lunga percorrenza, che sarà così sempre più in attivo e pronta per essere, anche lei, quotata in borsa…Regioni, state all’occhio!!! Non facciamoci fregare dai furbetti di Trenitalia!!! La torta va spartita più equamente, per il bene del trasporto pubblico e della mobilità nel suo complesso, per questo occorre ragionare in termini complessivi, mettendo in sinergia i diversi mezzi di trasporto pubblico, non in concorrenza: quando avremo capito questo, e creato apposite autority per la mobilità, saremo già ad un passo dalla soluzione.

Cordiali saluti e, come sempre, buon viaggio!

Sonia Zarino

Coordinamento dei Pendolari Liguri

Coordinamento dei Pendolari del Levante Ligure

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da “Il Secolo XIX” del 26 ottobre 2008

L’assessore Vesco: troppi investimenti sulla Milano-Firenze, i nostri pendolari penalizzati

«L’alta velocità affama il servizio di trasporto universale». Così il 14 dicembre, quando l’alta velocità sarà ufficialmente inaugurata, anche la Liguria, insieme alla Lombardia, potrebbe schierare il proprio gonfalone in piazza a Milano per protestare contro le Ferrovie. E ancora: «Trenitalia nega i servizi aggiuntivi alla Liguria (che pure li pagherebbe con un budget di 3 milioni di euro) per ritorsione perché non si trova un accordo sul contratto di servizio e minaccia aumenti tariffari». Per non parlare della Pontremolese: «Non vi fanno passare i treni per dimostrare che non serve a nulla, che il denaro destinato al suo potenziamento è buttato via». Enrico Vesco, assessore ai trasporti della Regione Liguria, con Trenitalia non è mai stato tenero, ma il suo ultimo atto di accusa sale di un’ottava.

L’ultimo spauracchio del trasporto ferroviario ligure (ma non solo) è l’alta velocità. Il 14 dicembre a Milano viene inaugurato il servizio che collegherà il capoluogo lombardo a Roma con un treno ogni 15 minuti o poco più. «A discapito dei pendolari liguri e del servizio universale - commenta Enrico Vesco - il danno per le regioni sarà enorme se gli investimenti delle Ferrovie finiranno tutti sull’alta velocità perché questo è il segmento in cui crede l’amministratore delegato Mauro Moretti e perché sulla tratta Milano Firenze sono stati investiti 40 miliardi». Ecco perché nella riunione dell’ultimo tavolo nazionale degli assessori ai Trasporti, è stata lanciata l’idea di una protesta in grande stile, il 14 dicembre, giorno in cui sarà tagliato il nastro dell’alta velocità. La Liguria ha una ragione in più per protestare. Con il nuovo orario avrebbe dovuto partire il pacchetto di servizi aggiuntivi, pagati dalla Regione che aveva messo a budget 3 milioni di euro per far sostare un intercity nella stazione di Arma di Taggia e uno a Levanto (in questo caso al mattino presto); far coincidere con l’apertura delle scuole l’arrivo a Chiavari del treno degli studenti (partenza da Moneglia); cadenzare maggiormente i treni tra Pisa, La Spezia e Parma. «Ora, ad un mese e mezzo dal nuovo orario invernale, Trenitalia dice che non si può fare. E questo - prosegue Vesco -, che provoca un danno enorme ai pendolari liguri e anche a quelli toscani, sa tanto di un ricatto perché non si rinnova alle condizioni di Fs il contratto di servizio».

Tutto comincia infatti dalle risorse «perché le pretese di Trenitalia - attacca Vesco - sono impossibili senza un intervento del governo». La coperta, però, è corta. Il governo ha già dato 330 milioni alle Ferrovie e di questi la quota della Liguria (che di suo ne ha già messi 65) è di 18,8 milioni, ma per accontentare Trenitalia ne mancano ancora 8. «Ventisette milioni di euro per chiudere il contratto regionale con Trenitalia sono esorbitanti per il livello di un servizio gestito come l’attuale» spiega Vesco che, comunque, con le altre regioni ha già incontrato due volte il ministro dei Trasporti Altero Matteoli nel tentativo di ottenere finanziamenti certi per il contratto che per i prossimi 3 anni (rinnovabili di altri 3) le Regioni dovranno sottoscrivere con Trenitalia. Che nel frattempo, come sostiene l’assessore, minaccia aumenti tariffari e il taglio di alcune corse nelle zone più deboli. Questo anche se la Liguria si oppone. «Noi non abbiamo linee carenti, non c’è nulla da tagliare qui. E non siamo disposti a far passare la politica degli aumenti tariffari - annuncia Vesco invelenito - A dire il vero sono anche un po’ stufo della manfrina che paragona il prezzo del biglietto italiano con quelli tedeschi e francesi. Se vogliamo parlare di questo, allora, parliamo di tutto: giovedì sono andato a Roma con un Etr 550 che viaggiava con 16 minuti di ritardo. Tanto per dirne una di cose che all’estero non accadono».

Infine la questione della Pontremolese. Matteoli si è convinto a inserire nuovamente (dopo la bocciatura della Corte dei Conti) nella delibera del Cipe i 48 milioni di euro per la progettazione definitiva della linea La Spezia - Parma (che poi diventerà Tirreno-Brennero). «Per completarla e ampliarla ci vorranno 2,5 miliardi di euro, ma nella parte esistente, che ha anche il sistema di sicurezza, le Fs non fanno passare treni merci, appesantendo invece il nodo genovese. Eppure - osserva l’assessore ligure ai Trasporti - il porto di La Spezia è quello che riceve la maggior percentuale di merci per via ferroviaria, il 40%. Mi viene il sospetto che Moretti voglia ad ogni costo dimostrare l’inutilità della Pontremolese».

Regione e Trenitalia si fronteggiano su ogni campo, compreso l’acquisto dei treni. La Liguria, dopo aver finanziato (in parte) l’acquisto di quattro treni che avrebbero dovuto essere consegnati entro il 2008 «ma ce ne è stato dato uno solo», sta pensando ora di acquistare direttamente i prossimi. «Abbiamo destinato 6,5 milioni per il materiale rotabile, penso - conclude Vesco - che provvederemo da soli. Almeno avremo i treni che abbiamo pagato».

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