mercoledì 3 dicembre 2008

Il Comitato Malagrotta chiede un'indagine sistematica su tumori e patologie respiratorie.

Fin da quando nell 1998 la rivista medica inglese  OEM  ("Occupational and Environmental Studies")  pubblicò una ricerca dal titolo "Studio della mortalità  fra persone che vivono in un'  area   a  concentrazione  di  impianti  industriali   ed esposta a fonti multiple di inquinamento "  (studio realizzato da medici italiani) , fin da allora   i cittadini del  Comitato Malagrotta hanno  chiesto ripetutamente alle autorità  regionali,  comunali  e provinciali   che venisse avviata  un' indagine approfondita  e  un monitoraggio sistematico delle patologie tumorali e respiratorie  a Malagrotta e nella Valle Galeria.

Ciò  non è stato fatto,  nonostante che il  Comune di Roma avesse chiesto al Ministero dell' Ambiente nel 1997 la Dichiarazione di Area ad alto rischio di crisi ambientale, e nonostante che la stessa area fosse stata classificata  come  "Sito a rischio di incidente rilevante,  soggetto ai vincoli del decreto 334/99 (Seveso II)

Casi recenti di morti sospette  (fra cui quella del recentissimo, tragico decesso per malattia,  tuttora non diagnsticata, del nostro amatissimo amico e collega Gerardo Ferrante,  Presidente del Comitato di cittadini "Pisana 64", sono lì a testimoniare dell' urgenza assoluta di un lavoro di ricerca epidemiologica sulla popolazione   di Malagrotta ,  della Valle Galeria e del quadrante ovest di Roma,  direttamente esposta all' impatto pluridecennale di molteplici fonti di inquinamento.

Data la carenza delle autorità ,  abbiamo assunto autonomamente delle iniziative,  sia per quanto riguarda il monitoraggio degli inquinanti, sia per quanto riguarda un approccio attivo  ad una ricerca epidemiologica sul campo.

In tema di inquinamento atmosferico , ecco quanto precisano  in proposito il nostro dottor Salvatore Damante,  ricercatore ambientale,  in collaborazione con il dottor Marco Vaccarino , pneumologo dell' Ospedale Israelitico di Roma ::

"Per inquinamento atmosferico si intende la presenza nell’aria di sostanze estranee alla sua naturale composizione chimica.. Si parla di problemi di contaminazione solamente quando sono presenti sostanze di varia natura ed in concentrazioni tali da interferire negativamente, con effetti diretti ed indiretti, sul benessere e sulla salute dell’uomo.

Perche’ si abbia una situazione di inquinamento atmosferico devono verificarsi  due situazioni:

A)Devono esistere sorgenti inquinanti

B)Deve essere ostacolato in naturale processo di diluizione atmosferica dei contaminanti

Le maggiori fonti di inquinamento atmosferico risultano essere :

A)  I processi di combustione ( impianti di combustione industriale, veicoli a motore, impianti di riscaldamento )

B)  L’usura e la dispersione di materiale (asfalto del manto stradale, usura dei pneumatici e dei freni  degli impedito il movimento ascensionale dell’aria tanto che  i contaminanti corpuscolari restano confinati tra il terreno e lo strato di inversione, ovvero la zona ove la temperatura dell’aria risulta piu’ alta) e l’assenza di vento provocata dalla presenza di zone di alta pressione.

Gli aeroinquinanati  provocano:

Effetti a breve termine (azione irritante sulle mucose, asma bronchiale)

Effetti a lungo termine (BPCO, carcinomi polmonari, pancreatici e gastrici, inquinamento del terreno e delle falde acquifere)

Nel periodo compreso tra ottobre 2007 e luglio 2008 abbiamo effettuato un esame spirometrico a 100 soggetti di eta’ compresa tra i 7 ed i 93 anni, abitanti tutti in una zona particolarmente inquinata di Roma (il quartiere Pisana-Ponte Galeria-Malagrotta) al fine di valutare l’eventuale aumento di incidenza di deficit ventilatori (ostruttivi, restrittivi e misti). 

Tutti i soggetti hanno effettuato l’accertamento presso il l’ambulatorio di Pneumologia  dell’Ospedale Israelitico di Roma con apparecchio MIR Sprirobank  G classificazione IIA, esente da taratura,  conforme ai requisiti della

Direttiva  93/42 CEE.

C)  Alcune specifiche lavorazioni industriali  (ceramica, ferro)

Le condizioni che impediscono  la dispersione dei contaminanti  sono rappresentate dall’inversione termica..  Questa non è altro che l'assenza di scambio tra gli strati superiori e quelli più vicino al suolo di aria,  effetto  provocato dal riscaldamento delle quote più alte, dovuto anche ai camini che immettono aria calda. Sostanzialmente le concentrazioni  degli inquinanti andrebbero aumentano e  permangono più a lungo nella zona, portando anche conseguenze per la salute dei cittadini residenti.

Dr. Salvatore Damante"

IN  QUESTE  CONDIZIONI  E'  CHIARO  CHE  SI  IMPONE  UNA  MORATORIA  ALLA  MESSA  IN  ESERCIZIO

DEL  GASSIFICATORE  DI  MALAGROTTA   ALMENO   FINO   CHE  LE  CONDIZIONI  DELLA  QUALITà  DELL'  ARIA 

DELL'INTERA  ZONA  NON  SARANNO  STATE  ACCERTATE   E  LA  PRESENZA  DEGLI  INQUINANTI NELL'  ARIA,   NELLE  ACQUE  SUPERFICIALI,   NELLE  ACQUE   SOTTERRANNEE   E  NEL  SUOLO 

NON  SARA'  STATA  VERIFICATA.

SOLTANTO  IN  QUEL  MOMENTO,  SARA'  EVENTUALMENTE   POSSIBILE   -   SE  LE  CONDIZIONI  OGGETTIVE  RISCONTRATE   NON  LO  RENDERANNO  IMPROPONIBILE  -   CONTROLLARE    L'  IMPATTO  E  L'  AGGRAVIO  AGGIUNTIVO  CHE, IN  TERMINI  DI  INQUINAMENTO,  SAREBBE  RAPPRESENTATO  DALL'  ENTRATA IN  FUNZIONE   DEL  GASSIFICATORE  A  PIENO  REGIME.

IL  MONITORAGGIO  AMBIENTALE  E  LA RICERCA  EPIDEMIOLOGICA  DOVRANNO  GIOCARE  UN  RUOLO  PRIORITARIO  E  PREDOMINANTE  DOPO  CHE   DECENNI  DI  "LAISSEZ  ALLER  ET  LAISSEZ  FAIRE"  NELLA   PERIFERIA  OVEST  DI  ROMA  HANNO  PRODOTTO  UNA  SITUAZIONE  DI  VASTO  E  PROFONDO  DEGRADO.

COMITATO  MALAGROTTA

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