giovedì 26 febbraio 2009

Restituzione immediata ai cittadini tariffa servizio depurazione.

Il coordinamento nazionale piccoli Comuni italiani dopo aver preso atto della  Sentenza della Corte Costituzionale n.335/2008, pubblicata in GU il 15/10/2008, in merito alle norme impugnate: Art.14,c1, della legge 05.01.1994, n.36, sia nel testo originario che in quello modificato dall’art.28 delle legge 31.07. 2002,n.179, che recita: “La Corte  Costituzionale:

1)dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art.14, comma 1, legge 5 gennaio 1994, n.36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), sia nel testo originario, sia nel testo modificato dall’art.28 della legge  31 luglio 2002,n.179 (Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”;
2) dichiara, ai sensi dell’art.27 della legge 11 marzo 1953, n.87, l’illegittimità costituzionale dell’art.155, comma 1, primo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152 (Norme in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota tariffaria riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.
“Una decisione chiara – il commento del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano  - che vede coinvolti centinaia di piccoli Comuni, soprattutto meridionali, dove nonostante le risorse comunitarie i depuratori non sono stati costruiti o addirittura completati e non collaudati e presi  in carico, del tutto abbandonati.  Chiediamo   risposte efficaci   - attacca  Caivano - da parte dei gestori pubblici e privati, con la restituzione immediata in bolletta ai cittadini utenti delle somme versate come tariffa riferita dal servizio di depurazione dal 1 gennaio 1994 ad oggi. A tal proposito chiederemo ai Prefetti ed ai Presidenti delle Giunte Regionali delle aree interessate di agire per garantire ai cittadini utenti l’esercizio del diritto ad avere servizi reali e non effimeri e contro legge”.
Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni si prepara a chiedere alla Corte di Giustizia Europea di avviare le procedura di verifica a tutela dei cittadini truffati in questi anni.
L’Addetto Stampa
Andrea Gisoldi

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