lunedì 22 giugno 2009

ACU sostiene la campagna buoni pasto troppo bassi, il popolo del web “non ci sta piu’”.

Una campagna on-line per portare il valore defiscalizzato a livelli europei. Perché in Italia un buono pasto medio, intorno ai 5 euro, non basta per un vero pranzo? Perché il valore del buono esente da tasse e contributi, stabilito per legge, è fermo a 5,29 euro dal 1997. In dodici anni, il caro vita si è mangiato la pausa pranzo degli Italiani. Nel resto d’Europa, il valore defiscalizzato del buono è ben più alto: 9 euro in Spagna, 7 euro in Francia di, 6,70 euro in Portogallo. Il buono pasto scarso è un problema per tutti: dipendenti, aziende e ristoratori, soprattutto in tempo di crisi. Ma può essere risolto solo aggiornando la normativa fiscale. Per questo nasce la campagna on line “Buoni  da 5 euro? Non ci stiamo più.”. Tutti gli utenti sono invitati pubblicare un commento su blog.buonopasto.it (http://blog.buonopasto.it/2009/03/27/buoni-pasto-a-5-euro-non-ci-stiamo-piu/) per chiedere un buono pasto di livello europeo. Oltre che sul blog, la campagna è attiva anche su Facebook. Qui si è già formato spontaneamente il gruppo “Adeguare i buoni pasto agli standard europei” che in pochi giorni ha raggiunto già centinaia di iscritti, mentre su blog.buonopasto.it si leggono decine di commenti. Questo è solo l’inizio: più attivamente parteciperà il “popolo del web”, più spazio avranno le sue richieste.

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