lunedì 22 giugno 2009

Camper pericoli pubblici? Solo questione di sicurezza

Ecco le “scuse” di Giovanni Valentini

La Repubblica.it / CONTROMANO / Il Codice della strada lascia un varco pericoloso alle norme della distanza di sicurezza, questa è la verità...

di Giovanni Valentini, 17 maggio 2009

Voglio scusarmi pubblicamente con i camperisti italiani. O meglio, con quelli che marciano in colonna, uno dietro l'altro, senza rispettare le distanze di sicurezza previste dal Codice della strada. Si sono sentiti offesi da un mio precedente "Contromano" in cui li definivo un pericolo pubblico. E me ne dispiace sinceramente.

Non intendevo offendere nessuno. Né tantomeno mettere sotto accusa o criminalizzare in blocco tutto il popolo dei camper, delle roulotte e dei caravan. In nome della sicurezza stradale, loro e anche nostra, contestavo (e continuo a contestare, con il conforto peraltro di tanti automobilisti) la cattiva abitudine di coloro che viaggiano in fila indiana, uno attaccato all'altro, rallentando così il traffico e mettendo a repentaglio la circolazione.

È vero che il Codice stradale, all'articolo 149, non indica distanze di sicurezza prestabilite e si limita a prescrivere genericamente che "durante la marcia i veicoli devono tenere, rispetto al veicolo che precede, una distanza di sicurezza tale che sia garantito in ogni caso l'arresto tempestivo e siano evitate collisioni con i veicoli che precedono".

Ma è pur vero che spesso le carovane di camper, soprattutto nei tratti a corsia unica e sulle strade di montagna, viaggiano tanto lentamente da rischiare di provocare incidenti anche tra i veicoli che seguono e magari cercano di superare legittimamente il "serpentone".

La colpa principale, dunque, è del Codice che si rifugia in formule approssimative e pilatesche. Ma comunque un po' di buon senso non guasterebbe. E in ogni caso, per difendere il proprio sacrosanto diritto alle vacanze, non si può negare il diritto altrui a lavorare, esprimendo liberamente le proprie opinioni.

GIOVANNI VALENTINI COSTRETTO A RISPONDERE MA COGLIE ANCORA L’OCCASIONE PER IGNORARE  QUELLO CHE HANNO SCRITTO I LETTORI.  LA REALTA’ E IL CODICE DELLA STRADA COME CITTADINI IGNORATI DAL DIRETTORE DI UN IMPORTANTE ORGANO DI INFORMAZIONE ABBIAMO SOLO IL POTERE DI CHIEDERE AL GOVERNO, VISTO CHE VIVIAMO UNA GRAVE CRISI ECONOMICA, DI ELIMINARE OGNI FINANZIAMENTO ED AGEVOLAZIONE PUBBLICA AGLI ORGANI DI INFORMAZIONE AFFINCHE’  SI MISURINO CON I LORO LETTORI

L’intervento dell’Associazione nazionale coordinamento camperisti

Firenze, 20 maggio 2009

Pregiatissimo Direttore de La Repubblica.it, l’articolo a firma di Giovanni Valentini del 17 maggio 2009Camper pericoli pubblici? Solo questione di sicurezza” evidenzia come lo stesso non abbia preso in alcuna considerazione le innumerevoli lettere e argomentazioni che hanno inviato i lettori del suo giornale e tantomeno le lettera che gli abbiamo inviato come Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti. Lettere che non ci risulta abbiamo trovato spazio nel suo giornale.

Uno strano modo il vostro di fare informazione visto che pubblicate articoli, come quelli di Valentini, che parlano di Codice della Strada dove risulta oggettivamente evidente che non conosce visto che accomuna camper, delle roulotte e dei caravan come tre veicoli.

Detto “giornalista” quando affronta un tema dovrebbe essere preparato e sapere che il termine “camper” e il termine “roulotte” sono morti nel 1990, infatti, è dal 1991 (cioè da oltre19 anni) con la Legge n. 336, poi nel 1992 con il Nuovo Codice della Strada, che “camper” è denominato AUTOCARAVAN ed è un AUTOVEICOLO mentre la “roulotte” è denominata CARAVAN ed è un RIMORCHIO.

È dal 1986 che le norme e i legislatori invitano a non accomunare l’autocaravan alle caravan proprio perché accomunare un autoveicolo ad un rimorchio è un errore micidiale: è disinformazione pura.

Come giornalista dovrebbe redigere un articolo seguendo le indicazioni di base CHI DOVE QUANDO perché ma non vediamo una simile utile prassi, infatti, parla di carovane ma non spiega se si tratta di ROM in viaggio oppure, cosa strana, di famiglie in autocaravan che guarda caso si sono ritrovate in carovana sull’autostrada. Nel primo articolo parla di circolazione in autostrada mentre nel secondo colloca le carovane in montagna ed è più incredibile che abbia visto un tale assembramento.

Preso atto di detta disinformazione e del vedere ignorate le lettere inviate, visto che viviamo una grave crisi economica, chiediamo al Governo, ai parlamentari,  come cittadini, come Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti di eliminare ogni finanziamento ed agevolazione pubblica agli organi di informazione destinandolo agli ammortizzatori sociali. Detta richiesta è utile sia ai lavoratori in mobilità e sia alle testate giornalistiche che si dovranno misurare con i loro lettori, i loro clienti.

A tutti il compito di rilanciare la suddetta richiesta.

Pier Luigi Ciolli.- Associazione Nazionale Coordinamento Camperisti

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