lunedì 8 giugno 2009

Crea un Clima di Giustizia

Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani www.piccolicentrieuropei.com

La Campagna Internazionale, “Crea un Clima di Giustizia”, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, trova il sostegno e l’azione sulla rete del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani.
Il cambiamento climatico non è solo questione ambientale, ma è anche un problema di uguaglianza e giustizia globale. I mutamenti climatici toccano tutti noi, ma non allo stesso modo. Il loro impatto, indotto dall’uomo, ha infatti delle conseguenze soprattutto sui poveri e sulle persone vulnerabili del Sud del Mondo; molte delle popolazioni più povere dipendono infatti principalmente da attività agricole, che risentono maggiormente dei violenti umori del clima. In un mondo globalizzato la ferita provocata da un paese all’ambiente, fa stare male tutti gli altri. Si tratta quindi di un problema di cui i paesi poveri sono solo in minima parte responsabili, ma di cui ne subiscono le maggiori conseguenze! La comunità internazionale ha riconosciuto il cambiamento climatico come “un problema comune per il futuro del pianeta”, ma questo non basta! Per realizzare Un Clima di Giustizia è necessario fare pressione sulle Istituzioni di governance mondiale affinchè stabiliscano regole condivise ed eque per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e che, allo stesso tempo, i leader politici, in particolare nei paesi industrializzati, ammettono le loro responsabilità, promuovendo la sostenibilità ambientale senza scaricare i costi delle soluzioni individuate nei Paesi a Sud del mondo!
Dalla Conferenza Internazionale di Poznam a quelle di Copenaghen si parlerà di ambiente: questo è il momento opportuno per creare un clima di giustizia!
I promotori dell’iniziativa presenteranno le proprie richieste nel Dicembre del 2009 a Copenaghen in occasione della 15° Conferenza degli Stati Parti delle Nazioni Unite, un appuntamento che avrà un ruolo di grande rilievo nel definire le possibilità di prevenire i cambiamenti climatici e di adeguarsi a quelli ormai inevitabili. Chiamano tutti i Governi a stabilire un accordo vincolante post-2012 sui cambiamenti climatici, accordo che dovrà affrontare in modo equo le cause e gli effetti del cambiamento climatico. Fermo restando che la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) è, e deve rimanere la principale sede per le decisioni sul clima, con questa campagna chiediamo al Governo Italiano un accordo internazionale post-2012 che includa:
1 il riconoscimento del diritto delle popolazioni dei paesi poveri ad uno sviluppo sostenibile, ponendo particolare priorità alle comunità vulnerabili che vivono in povertà;
2  un sostegno adeguato ai Paesi in via di sviluppo da parte dei paesi industrializzati certo e addizionale per strategie di adattamento al cambiamento climatico;
3  la riduzione delle emissioni dei gas serra da parte dei paesi industrializzati di almeno il 30-40%, entro il 2020 rispetto ai valori del 1990.
4  adotti le misure necessarie per regolamentare le attività delle imprese, soprattutto multinazionali con impatto negativo sull’ambiente, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e per incentivare le imprese stesse ad investire in nuove tecnologie rispettose dell’ambiente.
“L’impegno delle piccole comunità locali su questi temi è totale – dichiara il Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – la raccolta delle firme è iniziata e siamo certi di portare a casa non meno di un milione di firme.
L’appello di Mons. Angelo Casile è stato raccolto ed andremo fino in fondo”.
Ulteriori indicazioni si possono trovare sul sito http://www.climadigiustizia.it/materiali.ph.
L’Addetto Stampa
Andrea Gisoldi

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