lunedì 22 giugno 2009

Il disastro del conto consuntivo nei piccoli Comuni.

Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani, www.piccolicentrieuropei.com

Il conto consuntivo dei Comuni deve essere deliberato dal Consiglio Comunale entro il 30 aprile dell’anno successivo all’esercizio cui riferisce.
(art.2-quater del dl 154/2008, convertito con legge 189/2008) La proposta è messa a disposizione dei consiglieri comunali entro un termine non inferiore a venti giorni, stabiliti dal Regolamento. Al conto consuntivo vanno
allegati: a) la relazione della Giunta Comunale di cui all’art.151, comma 6 del T.U.E.L.; b) la relazione dei revisori dei conti di cui all’art.239,comma 1, lettera d) del  T.U.E.L.; c) l’elenco dei residui attivi e passivi distinti per anno di provenienza (art.277, comma 5 del T.U.E.L.).

“Tutto questo nella stragrande maggioranza dei piccoli Comuni italiani, soprattutto del Sud, non trova adeguata applicazione nel rispetto dei tempi – la durissima accusa del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – Una concezione della pubblica amministrazione e della tempistica di stampo messicano, che oggi rischia la paralisi di ogni attività amministrativa. La presentazione del conto consuntivo nei tempi previsti è propedeutica alla possibilità di accendere mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, oppure avviare azioni finanziarie come i BOC.  La mancata approvazione del rendiconto rappresenta ad avviso della Corte dei Conti, un comportamento difforme da una sana gestione  finanziaria e che i Comuni inadempienti non possono applicare l'eventuale avanzo di amministrazione, dal momento che il risultato contabile di amministrazione deve essere accertato con l'approvazione del rendiconto (art.18 del TUEL. Fatto ancora più grave per le casse comunali viene dalla possibilità che a causa della mancata presentazione del documento contabile è sospesa l'ultima rata dei trasferimenti erariali spettanti all'ente. Nei prossimi giorni  - rilancia Caivano - il problema assumerà dimensioni preoccupanti, sono migliaia i piccoli Comuni in sofferenza da questo punto di vista, soprattutto in un momento di grave crisi economico-finanziaria, con notevole danno per il mondo delle imprese e del lavoro. Ancora una volta – le conclusioni al vetriolo del leader di Piccoli Comuni – chiediamo rigore nei controlli  e serietà nei provvedimenti del caso. Lo scioglimento e l’impossibilità di ricandidatura per quei Consiglio Comunali inadempienti ci pare la prima misura seria da mettere in campo rapidamente”.

Il Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni si prepara a chiedere un confronto parlamentare sul tema anche per sollecitate una più adeguata e forte azione di controllo.
L'Addetto Stampa Andrea Gisoldi

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