giovedì 24 settembre 2009

Frutta e verdura? Meglio i cibi spazzatura...

E' ormai fatto noto che l'obesità è in crescita in molti Paesi dell'Europa occidentale con conseguenti gravi problemi per la salute e costi elevati per la società. A questo proposito, riteniamo utile pubblicare l'articolo che segue tratto dalla Newsletter n. 37 del 19 settembre 2009 di "El Tamiso" che è una cooperativa di produttori agricoli che praticano esclusivamente l'agricoltura biologica.

La Redazione ACU

 

Secondo dati Istat sempre meno giovani includono frutta e verdura nella loro alimentazione.
Tra i bambini la percentuale è addirittura del 25% e la vendita di frutti e ortaggi è calata del 20 percento negli ultimi cinque anni. Se ciò fosse dovuto ad un aumento dell’auto-produzione, potremmo parlare di una buona notizia. Ma purtroppo i motivi sono del tutto differenti.
L'alimentazione delle nuove generazioni è sempre più incentrata sui prodotti proposti dalle pubblicità anziché sui cibi più adatti al loro sviluppo: che cosa preferiscono mangiare giovani e giovanissimi, evidentemente con il benestare dei propri genitori?
Ovviamente cibo spazzatura da fast-food, merendine confezionate e tutto ciò che porta, insieme ad una drastica riduzione dell’attività fisica, ad un aumento dei rischi dovuti ad obesità e malattie cardio-vascolari.
Tutto questo si scontra con il tentativo più o meno efficace fatto dalle Istituzioni di aumentare la sensibilizzazione dei giovani ad un corretto comportamento civico, rispettoso sia dell'ambiente che delle tradizioni alimentari italiane.
Sì, perché oltre ai discorsi riguardanti la salute, c’è da considerare anche l’abbandono massiccio della dieta mediterranea e di molte tradizioni culinarie nostrane da parte degli adolescenti, i quali si stanno orientando sempre più spesso verso i cosiddetti “junk food”, “cibi spazzatura”, appunto. L’eccessivo consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero, comprese le bibite gassate, ha portato - con la complicità di tv e videogiochi - ad avere un terzo dei ragazzi fra i 6 e gli 11 anni in sovrappeso.
Come afferma inquietantemente Gabriele Bindi sulle pagine di AamTerranuova, “l'aumento di peso è un importante fattore di rischio per molte malattie come i problemi cardiocircolatori, il diabete, l'ipertensione, l'infarto e certi tipi di cancro, nei confronti delle quali la dieta mediterranea ha dimostrato scientificamente di essere particolarmente efficace nella prevenzione.” Significa davvero che, dopo secoli di conquiste in campo medico e farmaceutico che hanno permesso un progressivo aumento della durata media della vita, a causa delle malattie provocate dal peso eccessivo i giovani di questa generazione potrebbero essere i primi a vivere meno dei propri genitori?
Solo riscoprendo un alimentazione sana possiamo sperare che le nuove generazioni vivano dignitosamente: forse è meglio evitare di crescere i propri figli a patatine e coca cola, e per quanto ci si senta tutti così insicuri del mondo là fuori, meglio portare i nostri figli a socializzare e muoversi all’aperto, piuttosto che crescere (in lungo ed in largo) sul divano davanti ad uno schermo ed a cibi pronti, pieni di coloranti e conservanti, e confezionati in una quantità indecente di imballaggi.
Fronteggiare i capricci dovuti al divieto di usare la PlayStation per qualche ora può essere anche più facile che affrontare le proprie paure, di genitori sempre più spaventati dalle notizie dei telegiornali.
Inoltre, riscoprire le nostre ottime tradizioni alimentari, che vadano oltre le lamentele quando si fa un viaggio all’estero perché non mangiamo pasta da due giorni, sarebbe davvero un’ottima scelta. Per svariati motivi: di salute, culturali, ambientali ed anche economici.
Un bel piatto di frutta e di verdura costa molto meno di qualche prodotto industriale confezionato. E potremmo addirittura auto-produrcelo, a differenza dei pezzi di plastica che invadono le nostre tavole, ed i nostri stomaci.

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