venerdì 11 settembre 2009

Intesa San Paolo condannata a pagare 325.000 Euro per pratiche commerciali scorrette

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 6 agosto 2009, ha comminato all’Istituto bancario Intesa San Paolo S.p.a. una sanzione amministrativa pecuniaria di complessivi € 325.000,00 per pratiche commerciali scorrette, sulla base di quanto prescritto dagli artt. da 20 a 26, Codice del Consumo, provvedimento consultabile sul sito dell’Autorità www.agcm.it e pubblicato nel Bollettino del 7 settembre 2009, n. 33

I diritti del consumatore di cui alla procedura semplificata di cui all’art. 13, commi da 8-sexies a 8-quaterdecies, del decreto legge 31 gennaio 2007, n. 7, convertito con modificazioni dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, per ottenere la cancellazione dell’ipoteca a seguito di estinzione del mutuo con la Banca.

Dalla data in cui il cliente-debitore estingue il proprio debito verso la Banca relativo al contratto di mutuo su un immobile, aveva ed ha diritto – perché tale diritto vigeva, ovviamente, anche prima di tale legge – alla cancellazione dell’ipoteca sull’immobile.

La novità legislativa consiste nel fatto che tale procedura, complessa, di cancellazione a seguito dell’estinzione del proprio debito verso la Banca, deve avvenire, in tempi brevi, a cura della Banca e senza alcuna spesa per il consumatore, compresi gli oneri notarili.

Una volta estinto il debito, la Banca dovrà rilasciare al debitore quietanza attestante la data di estinzione dell'obbligazione e dovrà trasmettere alla Conservatoria dei registri immobiliari la relativa comunicazione entro trenta giorni dalla stessa data. Decorso il termine di trenta giorni di cui al comma 8 septies, ove nel frattempo il creditore non abbia comunicato al Conservatore motivi che ostino alla cancellazione dell'ipoteca, il conservatore dovrà procedere d'ufficio alla cancellazione dell'ipoteca posta a garanzia del mutuo entro il giorno successivo e: "fino a tale momento rende comunque conoscibile ai terzi richiedenti la comunicazione di cui al presente comma".
Sia la comunicazione dell'avvenuta estinzione dell'obbligazione del mutuo al conservatore sia quella della sussistenza di eventuali motivi ostativi alla cancellazione del mutuo devono avvenire entro trenta giorni dall'estinzione del mutuo stesso.

Tale regola vale anche per i mutui già estinti prima dell'entrata in vigore della legge di conversione del decreto Bersani bis è previsto che, ove non sia già stata cancellata l'ipoteca posta a garanzia dell'estinto mutuo, s'applichi il nuovo meccanismo della cancellazione automatica dell'ipoteca. Per queste ipotesi, tuttavia, il termine di trenta giorni per la comunicazione al conservatore da parte della banca decorre dalla richiesta di quietanza da parte del debitore alla medesima Banca.

Il contenuto delle pratiche commerciali scorrette riconosciute in capo a Intesa San Paolo S.p.a. in relazione a tale procedura semplificata prevista per legge

Il procedimento istruttorio ha individuato due tipologie di pratiche commerciali scorrette di Intesa San Paolo, consistite:

1) nel consigliare ai consumatori di rivolgersi ad un notaio a proprie spese per ottenere la cancellazione dell’ipoteca, piuttosto che attivare la procedura semplificata di cui sopra, addirittura rappresentando alla clientela, in data 26 marzo 2008, che la procedura semplificata per legge non fosse ancora in vigore;

2) nel tenere una condotta dilatoria relativamente alle richieste dei clienti di cancellazione dell’ipoteca, ovvero nell’omettere sistematicamente di rispondere alla corrispondenza a tal fine inoltrata dai consumatori in modo da dissuaderli dall’esercitare i loro diritti.

Le sanzioni

Per la pratica commerciale scorretta di cui al punto 1 € 160.000,00, per quella di cui al punto 2 € 165.000,00. Intesa San Paolo ha sessanta giorni di tempo per fare ricorso al TAR per far valere i propri diritti.

ACU consiglia, in caso di problematiche analoghe, di contattare l’ACU e di formalizzare il proprio reclamo con Raccomandata a/r ad Intesa San Paolo, sia alla propria filiale che alla sede legale e per conoscenza ad Ombudsman bancario.

Questo argomento viene affrontato con il progetto nazionale “Rendiamoci Conto” vedi sito www.acu.it.

Per la Redazione ACU- Avv. Martina Ronca

Milano, 11 settembre 2009.

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