venerdì 22 gennaio 2010

Non esiste ad oggi alcuna norma specifica di primo soccorso per la tutela della salute dei viaggiatori quando sono sul treno.

ACU si associa alle segnalazioni e alle richieste dei Rappresentanti  dei Lavoratori per la Sicurezza.

La Redazione ACU

 

FS: SUI TRENI PRONTO SOCCORSO INADEGUATO, RLS SCRIVONO AL MINISTRO FAZIO

"Sui treni italiani, per migliaia di viaggiatori, solo cerotti e disinfettanti"

Roma, 19 gennaio 2010
Le poche regole vigenti sono espressamente previste per i lavoratori e risultano essere del tutto inadeguate alla realtà quotidiana dei convogli che vedono la presenza anche di centinaia di persone". E´ quanto denunciano in una lettera al ministro della salute Ferruccio Fazio, ai sindacati ed alle associazioni dei consumatori, i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) dei ferrovieri, in merito al decreto, in corso di approvazione, sul pronto soccorso in ambito ferroviario proposto dai ministeri delle Infrastrutture e del Welfare ma non da quello alla Salute. "Chiediamo al ministro Fazio - proseguono gli RLS - di intervenire tempestivamente nell´iter di approvazione in corso per arricchire il provvedimento dei contenuti, delle competenze sanitarie e delle sensibilità proprie dell´Istituzione preposta alla tutela della salute dei cittadini che Lei rappresenta. Riteniamo del tutto inadeguata - specificano i ferrovieri - la dotazione di pronto soccorso attualmente prevista sui treni e consistente solamente in un "pacchetto di medicazione" con cerotti e disinfettanti. Riteniamo necessario, invece, dotare ciascun treno di moderne attrezzature, quali defibrillatori, una cassetta di pronto soccorso potenziata con farmaci salva-vita, ecc". Infine l´altro grande limite del decreto viene individuato dagli Rls dei ferrovieri nella formazione del personale dei treni al primo soccorso, "ridotta rispetto alla formazione standard obbligatoria in tutte le normali imprese. E´ paradossale che proprio in presenza di una situazione in cui la distanza dai centri abitati e le difficoltà di intervento dei mezzi stradali è causa oggettiva di ritardo nell´intervento del Sevizio Sanitario Nazionale, i ferrovieri in servizio sui treni non siano "formati"  come addetti al primo soccorso mediante i corsi di 16 ore previsti per le tutte le imprese ma sottoposti ad un "corso ridotto" di sole 6 ore".

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IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA INVIATA IL 19 GENNAIO 2010

Al Ministro della Salute
On. Ferruccio FAZIO
SEDE

E,p.c.  Alle Segreterie Nazionali di
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt- Uil, Ugl-Af, Fast, Orsa, Cub-Trasporti, SdL.

Alle Associazioni dei consumatori,
Adiconsum, Adusbef, Codacons, Altroconsumo,Unione Nazionale Consumatori

Oggetto: decreto su “primo soccorso” sanitario in ambito ferroviario.

Onorevole Ministro,

come certamente saprà è in corso di approvazione il decreto di attuazione del D.Lgs. 81/08 in materia di primo soccorso in ambito ferroviario. Domani sarà discusso in sede tecnica per il parere preliminare presso la Conferenza Stato-Regioni.

La bozza è stata predisposta dai soli ministeri, del Welfare e delle Infrastrutture e Trasporti, pur trattando un tema di Sua stretta competenza come quello della tutela della salute.

   Come Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) abbiamo rilevato consistenti limiti nel contenuto della bozza di decreto, poiché non tiene conto della particolari difficoltà che si incontrano nel prestare soccorso ai viaggiatori (e agli stessi lavoratori) durante la marcia, in relazione alle distanze e alle difficoltà di essere raggiunti dal servizio di emergenza pubblico su linee o stazioni isolate. Limiti che si possono sommariamente sintetizzare nei seguenti punti:

1) non esiste ad oggi alcuna norma specifica di primo soccorso per la tutela della salute dei viaggiatori quando sono sui treni. Le poche regole vigenti sono espressamente previste per i lavoratori e risultano essere del tutto inadeguate alla realtà quotidiana dei convogli che vedono la presenza anche di centinaia di persone. Chiediamo, attraverso un Suo autorevole intervento di merito, che sia sanata questa grave lacuna.

2) L’attuale stesura del decreto (norma sulla sicurezza del lavoro) prevede l’obbligo  per le imprese ferroviarie di dotare i treni esclusivamente di un “pacchetto di medicazione”, cioè solo disinfettante e cerotti, ignorando completamente le esigenze di prevenzione e primo intervento nei confronti dei viaggiatori. Riteniamo necessario, a tal proposito, dotare ciascun treno di moderne attrezzature, quali defibrillatori, una cassetta di pronto soccorso potenziata con farmaci salva-vita, a disposizione di eventuali medici presenti, ecc.

3) L’altra grave lacuna, a nostro avviso, riguarda la formazione del personale dei treni al primo soccorso, ridotta rispetto alla formazione standard obbligatoria in tutte le normali imprese. E’ paradossale che proprio in presenza di una situazione in cui la distanza dai centri abitati e le difficoltà di intervento dei mezzi stradali è causa oggettiva di ritardo nell’
intervento del Sevizio Sanitario Nazionale, i ferrovieri in servizio sui treni non siano “formati” come addetti al primo soccorso mediante i corsi di 16 ore previsti per le tutte le imprese ma sottoposti ad un “corso ridotto” di 6 ore.
Chiediamo sia resa obbligatoria una formazione particolareggiata adeguata alle circostanze e comunque non inferiore a quella già prevista per la aziende del gruppo “A”.

Nello schema di decreto in discussione, che ha già ricevuto il parere contrario delle Regioni, risulta carente l’aspetto della prevenzione sanitaria mentre risalta invece una volontà, in questo caso non condivisibile, di semplificazione degli oneri per le compagnie ferroviarie, proprio in tema di salvaguardia della salute.

Per quanto sopra detto, ritenendo che la materia sia di stretta competenza del Suo ministero (del pronto soccorso nell’industria non si occupa il ministero dell’industria), Le chiediamo di intervenire tempestivamente nell’
iter di approvazione in corso per arricchire il provvedimento dei contenuti, delle competenze e delle sensibilità proprie dell’Istituzione preposta alla tutela della salute dei cittadini.

Le chiediamo, infine di essere consultati per mettere a disposizione le nostre conoscenze dirette in materia.

Cordiali Saluti     
i Rappresentanti  dei Lavoratori per la Sicurezza

Roma, 19 gennaio 2010

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