martedì 16 febbraio 2010

La vergogna “nucleare” del Governo italiano.

Riceviamo dal Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani e pubblichiamo.

Redazione ACU

 

La decisione del Consiglio dei Ministri di rilanciare l’iniziativa nucleare attraverso la definizione delle prebende da assicurare alle comunità ed ai territori interessati come siti di realizzazione delle centrali trova il totale contrasto del Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni Italiani. “E’  paradossale quanto sta facendo il Governo italiano in tema di nucleare – le dichiarazioni del Portavoce di Piccoli Comuni, Virgilio Caivano, impegnato a Foggia con un gruppo di famiglie residenti nelle case popolari – Se non ci sono problemi di sicurezza per le persone, perché si prevedono prebende, contributi e facilitazioni varie anche dal punto di vista degli sgravi fiscali ed urbanistici. La drammatica verità – attacca Caivano  - è che il Governo italiano non ha una strategia industriale in termini di energia, la nostra Costituzione vede le Regioni titolari in materia di scelta finale e non semplici e passivi luoghi di insediamento coatto. L’alternativa che noi proponiamo – rilancia il Portavoce di Piccoli Comuni  - è legata alle fonti energetiche rinnovabili, dal solare all’eolico. In Puglia stiamo lavorando molto su questi temi ed è la ragione del nostro incontro di oggi – rivolgendosi alle famiglie residenti nelle case popolari –Noi vogliamo realizzare case popolari a trazione energetica rinnovabile. Il nucleare non appartiene alla nostra cultura, alla nostra terra fortemente vocata al sole ed al vento le vere grandi risorse naturali tanto care alla nostra Chiesa cattolica. Il no al nucleare – ha concluso il leader di Piccoli Comuni - è anche una scelta di campo politico coerente e coraggioso perché guarda al futuro con occhi diversi e tiene a cuore le nuove generazioni ed il dovere di consegnare il Pianeta nelle migliori condizioni possibili”.
Al Portavoce di Piccoli Comuni le famiglie hanno consegnato un paniere con dentro un lungo elenco di problemi che la Regione Puglia dovrà provare a risolvere.
L’Addetto Stampa Andrea Gisoldi

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