venerdì 19 marzo 2010

Dissesto idrogeologico: una norma UNI contro la caduta massi.

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Gli standard da seguire per evitare frane ed incidenti sono contenuti nella UNI 11211, dedicata alle opere di difesa dalla caduta massi e recentemente aggiornata.

Roma, 18 marzo 2010. Come è ormai noto a tutti, il dissesto idrogeologico rappresenta un grave problema per l'Italia: ne sono testimoni i recenti tragici accadimenti che si sono verificati sul nostro territorio, in particolare nel Mezzogiorno. Eventi che si verificano sia per la configurazione geomorfologia del nostro paese, sia per l’urbanizzazione selvaggia a cui molte zone del nostro paese sono sottoposte.

Proprio per evitare la devastazione di molte zone e, ovviamente, la perdita di vite umane, esiste una norma di riferimento pubblicata a livello europeo. E’ l'Eurocodice 7, "Progettazione geotecnica", adottata in Italia come norma UNI EN 1997. Questa norma si pone come documento di riferimento per tutta la progettazione strutturale, ossia per l’insieme degli aspetti che implicano l’interazione delle opere con il terreno.

Per quanto riguarda invece avvenimenti di entità minore ma sicuramente più frequenti, come un crollo di massi da una parete rocciosa (che magari si affaccia pericolosamente su una strada battuta del traffico), UNI viene in aiuto con la pubblicazione della norma UNI 11211 "Opere di difesa dalla caduta massi" e in particolare della nuovissima “parte 3” che descrive le analisi da effettuare e i criteri da adottare per la definizione del progetto preliminare per opere di difesa dalla caduta massi.

La norma si applica ai fenomeni che coinvolgono blocchi isolati oppure crolli di piccole masse, con un volume complessivo delle porzioni in frana fino a 100mila metri cubi.

Secondo quanto prevede la norma, le indagini svolte nella fase preliminare devono consentire di definire in maniera accurata sia le strutture ed i beni da proteggere, sia la tipologia delle opere di protezione proposte, sia l’impegno economico previsto.

Lo studio del fenomeno di caduta massi in vista della progettazione di un’opera di difesa può avvenire con approcci in parte differenti a seconda che si stia operando in una zona soggetta periodicamente a distacchi o comunque in seguito ad un crollo, oppure in un’area dove i distacchi sono solo temuti.

In termini generali questo studio comporta:

  • rilievi geologici dell’ammasso roccioso nella zona di distacco, e delle aree di transito e di arresto,
  • analisi a ritroso di eventi pregressi,
  • impiego di modelli di propagazione.

Qualunque sia la tipologia di protezione dalla caduta massi adottata, il progetto preliminare deve dare esauriente definizione, tra le altre cose:

  • della sua fattibilità tecnica,
  • delle caratteristiche qualitative e funzionali dei lavori,
  • del quadro delle esigenze da soddisfare e delle prestazioni da fornire,
  • dei costi,
  • dei necessari schemi grafici per l’individuazione delle caratteristiche dei lavori da realizzare,
  • della quantità e delle dimensioni relative all’espletamento delle indagini e delle ricerche necessarie agli approfondimenti connessi alle successive fase dell’attività di progettazione,
  • della sicurezza dei lavori con particolare attenzione ai problemi della accessibilità e della manutenzione.

Ovviamente il progetto dovrà tenere conto di tutta una serie di fattori quali, ad esempio, la franosità del terreno, la meteorologia, la topografia, la sismicità, la geomorfologia, l’idrogeologia, fino ad arrivare alla valutazione dello strato di vegetazione che ricopre il terreno.

Le Parti 1 e 2 della norma UNI 11211 – pubblicate in precedenza – riguardano rispettivamente la terminologia e il programma preliminare d’intervento. Inoltre è attualmente in fase di preparazione la Parte 4 sul progetto definitivo ed esecutivo.

CHI È L'UNI

L’Ente Nazionale Italiano di Unificazione è un'associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, circa 6.500, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, realtà della Pubblica Amministrazione.

Svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico.

Il ruolo dell'UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dalla Direttiva Europea 83/189/CEE del marzo 1983, recepita dal Governo Italiano con la Legge n. 317 del 21 giugno 1986.

L'UNI partecipa, in rappresentanza dell'Italia, all'attività normativa degli organismi sovranazionali di normazione: ISO (International Organization for Standardization) e CEN (Comité Européen de Normalisation).

L'UNI è stato costituito nel 1921 a fronte dell'esigenza dell'industria meccanica di unificare le tipologie produttive, facilitare l'intercambiabilità dei pezzi, ecc… e da allora accompagna e sostiene lo sviluppo del Sistema Paese migliorandone l’efficienza e l’efficacia.

Per ulteriori Informazioni:  Ufficio Stampa Adnkronos Comunicazione UNI, Ilaria Melillo Ufficio Comunicazione, Ilaria.melillo@adnkronos.com news@uni.com Tel. 06 5807 262 Tel. 02/70024.471, Cell. 3395205289

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