martedì 9 marzo 2010

Rifiuti: la schizofrenia di colori e destinazioni penalizza la differenziata

clip_image002

Milano 8 marzo 2010. A Milano, Sassari e Napoli, plastica e lattine vanno gettate nel raccoglitore giallo, a Palermo in quello verde e a Roma in quello blu.

Ancora più complicata la situazione dei rifiuti indifferenziati: a Milano vanno nel nero, a Sassari, Torino e Roma nel verde, a Napoli nel blu, mentre a Bologna vanno nel grigio.

Da nord a sud il marrone dovrebbe essere il colore dei contenitori ove riporre i rifiuti organici ma a Roma, Milano e Bari non esiste questo tipo di raccolta e a Palermo nel raccoglitore marrone vanno a finire la carta, le lattine e il vetro.

Oltre ad un problema di colori, infatti, c’è anche quello della funzione attribuita al tipo di raccoglitore. A Roma e Firenze, infatti, plastica e lattine vanno insieme al vetro, che invece a Milano, Napoli e Bari va gettato soltanto nello specifico raccoglitore verde.

Un apposito raccoglitore della plastica è previsto invece soltanto a Torino (grigio) Bologna, Bari e Palermo (giallo). Per la carta invece il bianco sembrerebbe mettere tutti d’accordo se non fosse che torinesi e fiorentini usano il giallo, mentre bolognesi e baresi hanno il blu.

Prendendo spunto soltanto da alcuni esempi, sembra proprio che nel nostro Paese la raccolta differenziata segua criteri completamente diversi, disorientando il cittadino che si sposta di città in città e, a volte, anche all’interno della stessa città.

Non si tratta di un problema di mero decoro urbano (anche se il problema si pone eccome) ma proprio di una assoluta carenza di uniformità che penalizza l’efficacia della raccolta differenziata.

L’utilizzo di colori diversi, combinato alla diversa tipologia di raccolta, è stato evidenziato dall’UNIEnte Nazionale Italiano di Unificazione – che nell’ambito della riunione plenaria annuale del Comitato Tecnico Europeo CEN/TC 183 “Waste management” (competente proprio nella definizione di norme tecniche europee relative alla gestione e raccolta dei rifiuti) a Palermo – ha avanzato una nuova proposta relativa alla definizione di un modello di elementi visivi che permettano di identificare i rifiuti da parte dei consumatori e degli operatori.

E’ del tutto evidente, infatti, che con l’introduzione della raccolta differenziata, si sono diffusi schemi, abitudini e contenitori diversi da comune a comune e si rende quindi necessario un sistema che abbini forme, colori e scritte per permettere immediatamente di sapere se il contenitore specifico (ed il relativo servizio di raccolta) è riservato alla carta, o alla plastica, o ad un insieme di più materiali.

Individuare alcuni standard, attraverso l’approvazione della TC183, significherebbe infatti, rivoluzionare positivamente abitudini italiane ed europee di tutti i giorni.

CHI È L'UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione è un'associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, circa 6.500, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, realtà della Pubblica Amministrazione. Svolge attività normativa in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Il ruolo dell'UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dalla Direttiva Europea 83/189/CEE del marzo 1983, recepita dal Governo Italiano con la Legge n. 317 del 21 giugno 1986. L'UNI partecipa, in rappresentanza dell'Italia, all'attività normativa degli organismi sovranazionali di normazione: ISO (International Organization for Standardization) e CEN (Comité Européen de Normalisation). L'UNI è stato costituito nel 1921 a fronte dell'esigenza dell'industria meccanica di unificare le tipologie produttive, facilitare l'intercambiabilità dei pezzi, ecc… e da allora accompagna e sostiene lo sviluppo del Sistema Paese migliorandone l’efficienza e l’efficacia.

Nessun commento: