giovedì 10 giugno 2010

A Stoccolma ONG e comunità indigene alle Nazioni Unite per un divieto globale del mercurio

Riceviamo dalla sig,ra Francesca Romana Orlando, Vice Presidente di AMICA-Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e/o Ambientale ( C.P. 3131 - 00121 Roma, www.infoamica.it, amica@infoamica.it) due comunicati stampa sui negoziati sui rischi del mercurio di Stoccolma del programma Ambientale delle Nazioni Unite.  La stessa ci informa inoltre che: "Questo è il primo appuntamento di altri sette che dovranno portare entro tre anni al raggiungimento di un accordo per un trattato vincolante, ovvero che comporta penalità per i paesi che non atterranno alle riduzioni delle emissioni di mercurio previste".

Redazione ACU

Comunicato Stampa - Roma, 7 giugno 2010

Inizia oggi a Stoccolma il primo incontro dei negoziati del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP) per raggiungere un trattato vincolante per la messa al bando globale del mercurio. Mostra immagine a dimensione interaDopo otto anni di discussioni, il 20 febbraio 2009, a Nairobi in Kenya, era stato raggiunto un accordo storico tra più di 140 paesi, uniti nell’obiettivo comune di ridurre le fonti di esposizione a questa sostanza altamente inquinante che si accumula in modo irreversibile nell’ambiente, con conseguenze devastanti soprattutto per la contaminazione delle falde acquifere e della catena alimentare.

“Spesso si pensa all’inquinamento da mercurio come ad un problema lontano dal proprio quotidiano, senza rendersi conto che molti prodotti di largo consumo contengono questa sostanza o la usano nel loro processo produttivo”, commenta la dott.ssa Francesca Romana Orlando, Vice Presidente di A.M.I.C.A., associazione che fa parte del Gruppo Zero Mercury, coalizione internazionale di oltre 80 organizzazioni, impegnate per la salute e per l’ambiente, che ha l’obiettivo di ridurre al minimo il mercurio nell’ambiente globale.

A rappresentare l’associazione italiana a Stoccolma è in questi giorni il dott. Servando Pérez Domínguez, attivista spagnolo dell’Associazione Mercuriados con la quale A.M.I.C.A. condivide l’impegno comune per la messa al bando dell’amalgama, un materiale per otturazioni dentali contenente il 50% di mercurio.

“Tutti i prodotti in PVC comportano l’impiego di mercurio nel loro processo produttivo e ancora oggi si usano in Europa ogni anno 90–110 tonnellate di mercurio per la produzione delle otturazioni dentali in amalgama”, continua la dott.ssa Orlando. “Se si calcola che il 50-75% dei cittadini europei, pari a circa 500 milioni di individui, ha otturazioni in amalgama, ci si rende conto che almeno 1.100 tonnellate di mercurio finiranno in qualche modo così dalle bocche nell'ambiente, facendo dell’amalgama dentale una priorità, non solo di salute pubblica, ma anche ambientale.”

Il mercurio inorganico usato per le otturazioni, inoltre, viene metilato in mercurio organico dai microrganismi e si accumula man mano che si sale nella catena alimentare, causando così la contaminazione dei pesci di grossa taglia. Il Gruppo Zero Mercury si è fatto portavoce al Parlamento Europeo della richiesta di etichettatura del pesce di grossa taglia come pericoloso per i bambini e per le donne in gravidanza.

“Anche se in Europa molte direttive hanno recentemente promosso la diminuzione o la sostituzione del contenuto di mercurio nei prodotti (per esempio il divieto dei termometri al mercurio) ancora oggi il mercurio è largamente usato, come nelle lampadine fluorescenti compatte, che possono rappresentare un rischio in caso di rottura, ma soprattutto è necessaria una regolamentazione globale perché il mercurio emesso a migliaia di chilometri di distanza da noi inquina la nostra aria e i nostri mari”, conclude la Vice Presidente di A.M.I.C.A.

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Comunicato Stampa, 7 Giugno 2010

Un obiettivo ambizioso:  un trattato per il mercurio forte!

[Stoccolma, Svezia, 7 Giugno 2010]

I delegati di oltre 100 paesi iniziano oggi i negoziati per un trattato per controllare l’inquinamento globale del mercurio e una coalizione di organizzazioni non governative ambientaliste e di rappresentanti di comunità indigene[i] da tutto il mondo chiedono di abbassare la curva dell’inquinamento globale da mercurio.

Il mercurio ha contaminato la catena alimentare al punto da rappresentare un rischio significativo per la salute umana e i feti in via di sviluppo, così come i bambini piccoli, sono più a rischio per l’esposizione a metilmercurio.

“L’esposizione a metalli pesanti tossici, soprattutto al mercurio, è continuamente presente intorno a noi e continua ad aumentare. Non fa differenza se si è ricchi o poveri o se si viene dalla città o dalla campagna, il mercurio non conosce confini. La Svezia è il primo paese al mondo con una legge per la messa al bando del mercurio nei prodotti di consumo. Ora vogliamo che altri paesi seguano l’esempio”, ha commentato Mikael Karlsson, Presidente della Società Svedese per la Conservazione dell’Ambiente.

“Sviluppare un trattato forte rappresenta un passo critico verso la soluzione della crisi mondiale dell’inquinamento da mercurio”, ha aggiunto Michael Bender, coordinatore del Gruppo Zero Mercury.

Il mercurio è un metallo pesante tossico che non si deteriora nell’ambiente e si accumula nell’aria, nell’acqua, nella catena alimentare e diventa più concentrato man mano che si sale nella catena alimentare, avvelenando, così, la popolazione di tutto il mondo. Secondo il Programma Mondiale delle Nazioni Unite (UNEP), il mercurio viaggia lungo tutto il pianeta e si deposita sia vicino che lontano dal luogo dove viene rilasciato. In questo modo molti paesi piccoli con una quasi assenza di fonti di inquinamento da mercurio vengono ugualmente esposte al mercurio derivante da luoghi molto distanti.

Comunità indigene e abitanti delle isole, che dipendono dal pesce come fonte di proteine per la loro alimentazione, sono particolarmente a rischio.

“Come molte altre popolazioni delle isole, noi nel Sud Pacifico non possiamo fermare l’inquinamento da mercurio del nostro cibo, noi dipendiamo dal pesce”, ha dichiarato Imogen Ingram, della Island Sustainability Alliance, Cook Island e membro della Rete Internazionale per la Eliminazione degli Inquinanti Persistenti (IPEN). “Con oltre il 60% della popolazione mondiale che dipende pesantemente dalle proteine del pesce, la comunità internazionale deve agire urgentemente.”

“Innanzitutto abbiamo bisogno di un trattato per la riduzione dei livelli di mercurio nell’ambiente così che le persone possano alimentarsi tranquillamente di pesce e di altre fonti alimentari nelle generazioni a venire,” ha commentato Elena Lymberidi-Settimo, coordinatrice del Gruppo Zero Mercury.

Il movimento ambientalista vuole un trattato vincolante forte per ridurre la disponibilità globale del mercurio attraverso:

- Divieto di estrazione del mercurio, restrizioni alla vendita e al commercio,

- Stoccaggio terminale del mercurio già in circulazione in condizioni sicure,

- Divieto dell’uso del mercurio nei prodotti e nei processi produttivi,

- Puntare all’abbassamento delle crescenti emissioni di mercurio derivante dalla combustione del carbone,

- Tutte le nazioni dovranno intraprendere delle azioni e assistere i paesi in via di sviluppo con l’aumento della consapevolezza, delle competenze e sarà fondamentale provvedere alle risorse finanziare e tecniche. 

Senza un’azione urgente e coordinata da parte della comunità internazionale, I livelli di pesce tossico e di casi di contaminazione da mercurio possano aumentare, mettendo ulteriormente a rischio le popolazioni vulnerabili anche in futuro," ha commentato il Professor Jamidu Katima, Co Direttore dell’IPEN in Tanzania

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Per ulteriori informazioni contattare:

SSNC

Mikael Karlsson, Ordförande i Naturskyddsföreningen, 070-316 27 22, mikael.karlsson@naturskyddsforeningen.se

Anders Grönvall, Press Secretary, +46 706 55 46 19, anders.gronvall@naturskyddsforeningen.se

www.naturskyddsforeningen.se/

ZMWG

Elena Lymberidi-Settimo, +32 496 532818, elena.lymberidi@eeb.org www.zeromercury.org

Michael Bender, +802 917 4579, mercurypolicy@aol.com, mercurypolicy@aol.com, www.mercurypolicy.org

IPEN

Jamidu Katima, +255-22-241-0753, jamidu_katima@yahoo.co.uk,

www.ipen.org

Imogen Ingram, ISAC, imogen@oyster.net.ck


[i] Environmental and indigenous peoples NGOs include :

Lo Swedish Society for Nature Conservation,(SSNC) è un’organizzazione ambientalista no-profit con 181,000 membri. Lo SSNC ha la forza di promuovere il cambiamento aumentando la conoscenza, mappando i pericoli ambientali, creando soluzioni e influenzando i politici e i governi sia a livello nazionale che internazionale. Lo SSNC è anche proprietario del più avanzato Eco-label al mondo: Good Environmental Choice.

Lo Zero-Hg Working Group (ZMWG), www.zeromercury.org, è una coalizione internazionale di oltre 80 organizzazioni non governative che si occupano di salute e di ambiente da oltre 45 paesi di tutto il mondo che lotta per portare a zero la fornitura, la domanda e le emissioni di mercurio da tutte le fonti antropogeniche, con l’obiettivo di ridurre al minimo il mercurio nell’ambiente globale.

L’International POPs Eliminations Network (IPEN), www.ipen.org, è una rete globale di oltre 700 organizzazioni che sono impegnate per la salute e per l’ambiente in oltre 100 paesi che lavorano insieme per un Futuro Libero da Tossine.

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