lunedì 12 luglio 2010

Regionali o Frecce Rotte, il ritardo non cambia...

Riceviamo dal Presidente dell'Associazione Pendolari di Piacenza e volentieri pubblichiamo.

Redazione ACU

Quando il peone della rotaia diventa per un giorno viaggiatore privilegiato della  “gioiosa macchina da guerra “chiamata “Alta Velocità“  spererebbe di avere un servizio pari alle strabilianti performances in termini di rapidità e qualità del viaggio millantate dal monopolista della rotaia.[frecciarossa_big_d.jpg]

Puntualmente, quasi che noi pendolari si viaggiasse sotto la protezione della classica nuvola fantozziana a prescindere dal treno utilizzato, la sfiga cosmica che ci accompagna nelle nostre peripezie quotidiane sulle italiche rotaie migra dai regionali ai Freccia Rossa (pardon, Frecciarotta).

Prenoto tramite sistema aziendale, in quanto dipendente di una società che elargisce alle FS qualche milionata di €uri all’anno, viaggio per Roma andata e ritorno, alla “ modica “ cifra di € 114 per tratta, 228 ( !!! )  complessivi, in prima classe. Treno AV Fast 9635 in partenza alle ore 18,00 del 7 luglio da Milano Centrale alla volta di Roma Termini. Non stop in 2h59m ! Praticamente una saetta…..

Si parte in orario, una volta tanto. Vuoi vedere che quello che promettono ai privilegiati davvero riescono a mantenerlo?

Direi proprio di no.

Il sistema di condizionamento, che evidentemente ha due sole regolazioni (acceso e spento) incomincia a diffondere nella carrozza 4 freddo a volontà che nel proseguire diventa gelo siberiano, e non c’è verso di potere avere una temperatura interna accettabile. Avere all’esterno 30 gradi non significa che all’interno di debba per forza essere agli stessi gradi di quota Monte Bianco. Anche il buon Vladimir Luxuria, mio occasionale dirimpettaio di posto, pur abituato/a alla calura delle isole dei famosi sbotta in un “ Mai qui fa veramente freddo! “ . La vicina di posto invece recupera alla svelta il golfino in valigia e si rifugia in zona toilettes, lì dove l’aria condizionata non funge.

Il comfort diventa inesistente (oltretutto siamo accompagnati da un fastidioso rumore di ferraglia) e non basta il passaggio delle hostess che servono bevande e snack a migliorarlo, tantomeno sapere che a bordo sono presenti operatori di pulizia addetti alle toilettes, quasi che i dorati fondoschiena dei viaggiatori AV necessitassero di attenzioni particolari rispetto a quelli dei milioni di pendolari, costretti ad utilizzare non bagni, ma vespasiani a cielo aperto sui loro treni . Si acuisce la sensazione di appartenere ad una casta inferiore.

All’improvviso però si materializza, come fosse stato evocato con una macumba, l’equalizzatore sociale, il ritardo.

Lui che ancora una volta ci fa ricordare che ricchi o poveri, famosi od anonimi, dotati di tessera Club Eurostar Platinum (a quando quelle tempestate di diamanti che permetteranno l’accesso alle sale VIP Frecciarotta, ove giovani e procaci odalische allieteranno le attese dei viaggiatori Super Extra Mega VIP?) o di carta punti Esselunga, davanti al guasto ed al blocco del treno siamo tutti uguali.

Il supertreno (in verità, come i pendolari ben sanno, vecchio Eurostar riverniciato e ribattezzato) si blocca improvvisamente nel nulla prima di Bologna, e la solita voce anonima comunica che  “a causa di guasto tecnico, subiremo un ritardo di 15 minuti".

Passano gli omini vestiti di rosso delle pulizie con straccio in mano (vuoi vedere che si è intasata una toilette? ) ma di ferrovieri  neanche l’ombra.

Un senso di godimento masochistico mi pervade - siamo tutti uguali, viva la democrazia della rotaia!!! - anche se francamente spendere così tanti soldi per viaggiare male uguale fa comunque roteare alquanto gli zebedei.

Il ritardo aumenta e solo dopo 35 minuti, nemmeno conditi dall’automatico scusate il disagio, si riparte.

Di nuovo nessun ferroviere all’orizzonte, per cui se un portoghese avesse voluto salire e viaggiare a sbafo avrebbe potuto farlo tranquillamente, in quanto dalla partenza sino a Roma, ove arriviamo accumulando ulteriori 20 minuti di ritardo, che portano il totale a 55, nessuno passa a controllare biglietti e ad emettere gli scontrini elettronici per chi, come il sottoscritto, sta viaggiando in modalità ticketless.

Alla fine ( è la somma che fa il totale, come diceva il grande Totò) arrivo in albergo giusto in tempo per non vedere nemmeno il secondo tempo della finale del campionato del mondo di calcio, e godendo del fatto che i 55 minuti di ritardo non mi consentiranno nemmeno di chiedere  un rimborso (siamo sotto l’ora e la nuova normativa al ribasso non perdona !). Scarogna pura al quadrato !

Grazie, fantastiche FS che accorciate (si fa per dire…)  l’Italia !

PS : la presente viene scritta il giorno 9 luglio venerdì, sul Freccia Rotta di ritorno delle 8,15 da Roma, che non è quello delle 8,00 sul quale ero prenotato, in quanto soppresso per sciopero.

Stavolta per par condicio, l’aria condizionata ha smesso di funzionare……. 

La prossima volta, viaggio in aereo di sicuro.

Se proprio non potete farne a meno, buon viaggio a tutti.

Ettore Fittavolini, Presidente Associazione Pendolari Piacenza    

Web : www.pendolari.too.it 

email : pendolari.piacenza@libero.it

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