mercoledì 11 agosto 2010

Come Coop può aumentare la trasparenza della filiera attraverso l’uso di pallet ecologici.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell'Associazione "Ecofriends: Cittadini e Imprese amiche dell'Ambiente" che che ha promosso la Campagna "Costruiamo Filiere Sostenibili".

Redazione ACU

La riflessione e la proposta di Ecofriends.logoecofrSFB

La grande distribuzione ha un ruolo rilevante nel promuovere azioni di riduzione degli impatti ambientali derivanti da produzione, commercio, consumo e smaltimento dei prodotti che entrano nelle case dei consumatori. Infatti essa, scegliendo dei prodotti piuttosto che altri, orienta lo stile di vita dei cittadini.

Ciò è in linea con quanto espresso dalla Commissione Europea, la quale, nella comunicazione sul piano d'azione "Produzione e consumo sostenibili", afferma che i dettaglianti si trovano in una posizione di forza per attraverso le loro modalità di funzionamento e catene di fornitura, orientando con ciò i comportamenti dei consumatori. A livello nazionale, le indicazioni Europee sono state recepite dal Ministero dell’Ambiente che ha ribadito la necessità di intervenire presso la grande distribuzione promuovendo strumenti che favoriscano queste scelte d’acquisto verso i consumatori.

COOP, la più grande catena distributiva italiana, è stata recentemente premiata dalla Federazione “Consumers International” come “migliore catena della grande distribuzione in Europa” per quanto riguarda la responsabilità sociale d’impresa. Alla base del riconoscimento c'è la certificazione etica SA8000, uno standard che si basa sulle convenzioni dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro, e si rifà alla Dichiarazione dei diritti umani ed alla Carta dei diritti del fanciullo.

COOP si impegna da sempre a garantire che dietro ogni prodotto ci siano il rispetto per l’ambiente e per i diritti umani, la sicurezza alimentare e la salute dei suoi clienti. Un’attenzione che si traduce nei prodotti a marchio Coop, in una serie di azioni di riduzione del proprio impatto sull’ambiente e nel coinvolgimento dei propri fornitori. COOP ha presentato recentemente il progetto Promise, sostenuto dall’UE, che ha lo scopo di rendere evidente il potere d’influenza nella diffusione di scelte responsabili dei produttori, distributori, ed enti locali.immagine_coopecofriends

Ecofriends - associazione che si pone come punto d’incontro tra chi produce eticamente e chi consuma responsabilmente - all’interno della Campagna “Filiere Sostenibili”, propone una riflessione sulla necessità di maggiore trasparenza dell’intera filiera.

Partendo dalla lettera di una mamma-consumatrice preoccupata per il futuro dei propri figli, Ecofriends pone degli interrogativi:

1. I prodotti della Grande Distribuzione sono realmente tracciati dalla produzione fino all’arrivo nelle case dei consumatori?

2. Offrono veramente qualità, sicurezza e trasparenza in ogni fase produttiva come troviamo spesso scritto nelle confezioni dei prodotti?

3. L’attenzione alla trasparenza nei confronti dei consumatori si accompagna realmente all’equità sociale durante tutto il processo produttivo?

4. Siamo certi che la Grande Distribuzione sia realmente preoccupata di garantire legalità e tracciabilità anche per ciò che riguarda l’imballaggio?

Ad esempio i prodotti che acquistiamo si muovono sui pallet, pedane in legno utilizzate per trasportare merci di vario genere. Assicurarne la tracciabilità è

essenziale per garantire al consumatore igiene, sicurezza e salute; è questo uno dei modi per garantire continuità alla qualità.

Il problema può sembrare banale ma due semplici constatazioni possono aiutare a comprendere l’entità del fenomeno:

1. In Italia vengono prodotti annualmente circa 70 milioni di pallet in legno, il cui costo entra a far parte del prezzo dei prodotti che ciascuno di noi acquista;

2. Il mercato illecito del pallet che dilaga nella grande distribuzione genera ogni anno una frode fiscale pari a 400 milioni di euro, di cui il consumatore è spesso complice involontario.

Per il consumatore di oggi conta non solo il prodotto in sé ma anche ciò che vi sta dietro: l’imballaggio, il trasporto, la tutela dei lavoratori e lo smaltimento; per questo non può rimanere insensibile e passivo di fronte a tali dati sconcertanti ma deve pretendere maggiore trasparenza.

Da recenti indagini del “Consumer’s Forum” è emerso che oggi il consumatore è più consapevole, più responsabile e competente rispetto al passato: oltre il 70% chiede prodotti meno inquinanti ed etichette con informazioni più utili, e quasi il 65% reclama il rispetto dei diritti.

Le decisioni di acquisto e consumo si stanno marcatamente spostando verso un’attenzione alla qualità: aumenta la richiesta di beni a forte valenza relazionale, che manifestano un legame con il territorio di provenienza e il cui processo produttivo è rispettoso dell’ambiente.

Inoltre da un’indagine effettuata da Coop sui suoi consumatori è emerso che il 70% degli intervistati acquista abitualmente prodotti eco-sostenibili, più del 50% affida la propria scelta alla marca e al punto vendita ma presta comunque attenzione alle caratteristiche etiche e ambientali dei prodotti.

Quindi Coop ha un potenziale ancora inespresso in questo senso, se consideriamo che potrebbe coinvolgere anche i fornitori di pallet nel suo percorso, garantendo trasparenza sulle caratteristiche dell’imballaggio per assicurare qualità, benessere e sostenibilità lungo tutta la filiera.

Infatti il pallet ecologico non è un semplice strumento per trasportare le merci ma rappresenta molto di più: è un progetto a favore dell’ambiente: è un importante mezzo per comunicare i valori connessi al prodotto che trasporta, per garantire continuità alla loro trasparenza e qualità ed è un portatore di valori ambientali e di sostenibilità lungo l’intera filiera.

Per questo Coop avrà una visione sistemica solo quando considererà anche l’imballaggio terziario per promuovere e comunicare la sua attenzione alle esigenze ambientali, perché il pallet ecosostenibile è il luogo dove simboli e segni si fanno portatori immediati di un’identità territoriale e di nuove valenze culturali.

Lo sviluppo di packaging terziari ecologici permette al consumatore di riconoscere, valutare, apprezzare e infine scegliere un prodotto. Solo allora il consumatore riconoscerà maggiore valore e dignità al prodotto COOP piuttosto che ad un altro, diventando alleato del produttore ed entrando a far parte della catena produttiva come co-produttore.

http://www.ecofriends.it

Nessun commento: