venerdì 13 agosto 2010

CSQA da vent'anni certifica la qualità e l'autenticità dei prodotti del made in Italy

Riceviamo dall'Organismo di certificazione CSQA e volentieri pubblichiamo.

La redazione

Dopo il “caso” del formaggio Gran Moravia, ennesima imitazione italian sounding dei marchi nostrani più blasonati, l’Ente di Certificazione, leader indiscusso nel settore agro-alimentare, riafferma la propria vocazione alla territorialità e l’impegno a tutelare la qualità del Made in Italy e dei prodotti DOP e IGP.

Certificazione di qualità

CSQA intende entrare nel merito della questione sollevata da Mauro Rosati, Segretario Generale della Fondazione Qualivita, organismo di riferimento per la difesa e la diffusione della cultura rurale e in particolar modo di quella legata alle produzioni agroalimentari di qualità.

Rosati denuncia l’ennesimo tentativo di imitazione, questa volta proprio nel territorio nazionale, effettuato dalla ditta produttrice di un formaggio – il Gran Moravia – molto simile, nel marchio, nel nome e nella forma, al Grana Padano DOP e al Parmigiano Reggiano DOP ma che in realtà viene prodotto nella Repubblica Ceca.

È ormai abitudine consolidata che si associno nomi italiani a prodotti esteri col solo scopo di renderli più appetibili; si tratta del fenomeno conosciuto come italian sounding: tutto ciò che suona italiano, che italiano non è affatto, ma fa vendere bene.

La Brazzale S.p.A., già certificata da CSQA per il sito produttivo di Zanè (VI), aveva richiesto all’Ente la certificazione di prodotto per il Gran Moravia. Richiesta respinta dal Comitato Direttivo dell’ente per evitare di dare forza ai prodotti italian sounding.

La denuncia di Rosati ha permesso a CSQA di venire a conoscenza dell’utilizzo non corretto del certificato ISO 9001 rilasciato alla ditta produttrice riportato sul sito www.granmoravia.it e impropriamente associato a una descrizione delle caratteristiche qualitative del prodotto, completamente estranee con l’oggetto della suddetta certificazione.

Di conseguenza CSQA si è immediatamente attivata per richiedere alla ditta produttrice di eliminare, dai propri canali promozionali, ogni riferimento a certificazioni CSQA, dopo l’utilizzo improprio che ne è stato fatto. Tali certificazioni, infatti, non sono associabili alla filiera agroalimentare del prodotto in questione (come si evince invece dal sito internet che lo promuove) ma solo allo stabilimento di Zanè (VI). Qualora la ditta produttrice non desse seguito alla richiesta, CSQA procederà alla sospensione ed alla revoca della certificazione rilasciata.

CSQA è un organismo di certificazione internazionale e accreditato, che spazia dai sistemi di gestione per la qualità, l’ambiente, l’energia, la responsabilità sociale, la certificazione di prodotto e la sicurezza, con una forte specializzazione nel settore agro-alimentare, dove è leader indiscusso.

È l’ente di riferimento del Made in Italy, avendo ottenuto per primo l’Autorizzazione Ministeriale in Italia per il controllo dei prodotti DOP e IGP, dapprima per il Grana Padano e, negli anni a seguire, per oltre 40 prodotti a denominazione.

È stato il primo ente di certificazione a redigere il Bilancio Sociale, frutto di una precisa volontà di innescare e mantenere un processo virtuoso di trasparenza e di condivisione in grado di favorire l’interazione e lo scambio relazionale con il contesto in cui l’azienda opera. È una realtà fortemente vocata al territorio e ai valori che esprime, che annualmente investe in Ricerca & Sviluppo e in Formazione per sviluppare skills e proporre idee nuove nel segno della qualità, della sostenibilità e della sicurezza.

CSQA è arrivato alla soglia dei vent’anni di attività senza perdere di vista i valori su cui ha fondato la sua identità: la competenza, la tradizione intesa come sostegno al Made in Italy e, di conseguenza, alla vocazione della territorialità; la terzietà, quale garanzia d’indipendenza, rappresentatività e imparzialità, racchiudono lo sforzo quotidiano di operare secondo un’etica della responsabilità.

CON PREGHIERA DI DIFFUSIONE DELLA NOTIZIA

Per ulteriori informazioni: Pietro Bonato (348.4434033) - Annarita Bartoli (335.5450798)

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