martedì 28 settembre 2010

Summit ONU sugli obiettivi di sviluppo del millennio

Pubblichiamo il commento di Link2007.

Redazione ACU

 

Comunicato stampa
Le promesse del summit ONU saranno mantenute?
Le buone intenzioni non bastano più.
Per ridurre la povertà occorre andare alla radice: affiancare agli aiuti le riforme del sistema economico internazionale

24 settembre 2010

Si è chiuso il Summit delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio con le parole significative di Ban Ki-moon «dobbiamo mantenere le nostre promesse» e quelle di Barak Obama «facciamola finita con le finte promesse». Il Segretario Generale dell’ONU ha lanciato un messaggio di speranza, contando anche su nuovi impegni per 40 miliardi di dollari, e il documento finale del Summit traccia, obiettivo per obiettivo, le azioni da intraprendere per il loro raggiungimento entro il 2015. Un percorso difficile che si prefigge di dimezzare la povertà e migliorare le condizioni di vita di milioni di persone.
La realtà è che molte promesse non saranno mantenute e che molte delle decisioni assunte ripropongono  impegni già assunti nel passato. Anche l’Italia, purtroppo, ha preso questa abitudine e, come membro del G8, sta dimostrando di non volere assumere il ruolo internazionale che le compete.
Una domanda è rimasta senza risposta, alla fine del Summit. Come potranno i cinque prossimi anni essere diversi dai dieci precedenti? Quali gli elementi nuovi e credibili oltre alle rinnovate buone intenzioni e ai deboli impegni assunti, in un contesto di crisi che si prolunga e con agende politiche che continuano a considerare secondari gli Obiettivi del Millennio e la lotta alla povertà? Il rito che si è consumato a New York è stato necessario per ricordare al mondo questa priorità politica. Fra cinque anni si ripeterà e si tireranno le somme. Sembra di rivedere un film già visto solo pochi decenni fa, quando le Nazioni Unite, cioè i vari paesi che le compongono, lanciarono i «decenni per lo sviluppo». Decennio dopo decennio, fino a dimenticarsene. Anche nel 2015, probabilmente, ci si darà un programma aggiuntivo, per altri dieci anni. Alcuni risultati saranno indubbiamente raggiunti, ma i poveri continueranno ad essere poveri. Senza una modifica del sistema delle relazioni internazionali e della ridistribuzione della ricchezza globale, senza assumere la lotta alla povertà come la priorità assoluta del prossimo quarto di secolo, i riti della comunità internazionale continueranno a ripetersi, ma il mondo non sarà migliore né più sicuro e pacifico. Una cosa è stata certamente evidenziata dal Summit : le buone intenzioni e i piccoli risultati non bastano più.

Nino Sergi delegato di LINK 2007 a New York
www.link2007.org

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