venerdì 11 febbraio 2011

Aumenti tariffari: la partita è tutt’altro che chiusa. I pendolari sono cittadini che chiedono rispetto e partecipazione

PATTO DEI PENDOLARI

COORDINAMENTO COMITATI PENDOLARI REGIONE LOMBARDIA

Nei giorni scorsi sono state riportate alcune dichiarazioni significative da parte di importanti esponenti politici regionali e dirigenti delle Imprese ferroviarie che ci fanno presumere che si sia aperta una nuova stagione. Quella di una strategia di comunicazione a più voci che tende a piegare le informazioni a sostanziale danno della verità dei fatti, e che risulta anche offensiva alla dignità dei pendolari.

L’assessore Cattaneo ha esordito, a braccetto con l’AD delle FS Moretti, col suo leitmotif preferito, ovvero che il biglietto del treno in Italia costa troppo poco. Evidentemente, con questa trita e riesumata comunicazione, basata su una visione volutamente limitata della realtà sociale ed economica, si vogliono già giustificare gli aumenti di maggio, assicurandone i frutti a TrenitaliaLeNord. Tanto, i famosi parametri qualitativi non sono ancora stati definiti, e quindi l’assessore ha buon gioco a vendere anticipatamente la pelle dei pendolari, potendo poi fissare a piacimento le regole della caccia.

Nei giorni in cui gli ospedali si riempiono di bambini con malattie respiratorie per lo smog e che dalla Comunità Europea arrivano minacce di sanzioni che valgono ben di più della riduzione delle risorse per il TPL, l’assessore non si ritiene forse neppure appagato da una operazione tariffaria che porterà ad una diminuzione degli utenti del trasporto pubblico del 6%. E se non vi sarà un crollo dei passeggeri, quei soldi, costati lacrime e sangue ai pendolari, finiranno ad alimentare i baracconi dello spreco e dell’inefficienza.

Infatti, il comandante supremo di FS Moretti ha affermato che 2200 treni sono troppi da far circolare. Forse che ciò sia l’avvisaglia di una abdicazione? Un annuncio di dimissioni? Non pare. Se tale affermazione corrisponde in qualche modo al vero, dove sono finiti i grandi benefici anche per i pendolari dell’operazione AV? Perché non viene invece detto che le decine di miliardi di euro spesi per l’alta velocità contribuiscono notevolmente ad appesantire quel debito pubblico che ora i pendolari sono chiamati a coprire con gli aumenti tariffari?

Da ultimo, il caro Biesuz, AD di TLN, ammette candidamente che l’evasione sulla sua rete è del

20%. Ma non è il suo mestiere fare in modo che la gente paghi il biglietto? Senza contare che simili dichiarazioni suonano ai pendolari, che pagano tutti il biglietto, come una vera e propria calunnia. Ci porti le prove, le cifre esatte, caro Biesuz, e ci porti anche i dati storici dettagliati degli introiti da tariffa per linea e per tipo di biglietto, i passeggeri trasportati, i costi e poi ne riparliamo.

Tornando a Cattaneo, egli, rispondendo alcune settimane fa a un pendolare che, imbufalito per il mancato ascolto da parte delle Istituzioni, si esprimeva con un’iperbole domandandosi se “per far sentire la propria voce occorre ormai presentarsi armati di vanghe e spranghe”, l’assessore affermava che utilizzare questi mezzi sarebbe “calpestare la ragione e il buon senso, il senso civico e morale”.

Benissimo, ma non può essere ugualmente considerata un’offesa per la ragione e il buon senso affermare che viaggiamo “gratis” o addirittura che non paghiamo il biglietto? E non può considerarsi un’offesa al senso civico non rispondere adeguatamente ai cittadini che, nel momento in cui sono chiamati a pagare di più, chiedono di partecipare realmente alle decisioni, di sanzionare chi non rispetta il contratto di trasporto, di decidere essi stessi sugli orari dei treni, sui bonus e su tutti gli elementi che definiscono la qualità del servizio?

Ribadiamo pertanto la nostra richiesta al Presidente delle Regione Formigoni, che afferma di tenere le porte aperte ai pendolari, di passare dalle parole ai fatti, fissando una data e un orario “da pendolari” per darci delle risposte concrete su questi temi e nel quale si impegni ad assumere il ruolo di garante dei diritti dei cittadini pendolari.

Pendolari, passate parola, firmate la petizione su www.patto.ilpendolare.com e organizziamoci per raccogliere le firme su carta. La partita non è ancora chiusa e, prima di maggio, abbiamo ancora diversi mesi. Solo se saremo in tanti a firmare potremo avere ascolto vero. Perché noi crediamo nella democrazia e nella partecipazione.

Milano, 10 febbraio 2011 www.patto.ilpendolare.com

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