mercoledì 30 marzo 2011

Enac e sviluppo traffico low cost. A quando il rispetto delle leggi e la tutela della salute dei cittadini?

COMITATO PER LA RIDUZIONE DELL'IMPATTO AMBIENTALE DELL'AEROPORTO DI CIAMPINO
Comunicato Stampa
Ciampino, Roma, Marino 30 Marzo 2011

Apprendiamo da un comunicato stampa del 28 marzo che Enac intende convocare a breve le maggiori compagnie aeree e i maggiori gestori aeroportuali per illustrare i risultati di uno studio sul “fenomeno” delle low cost a livello nazionale ed europeo.
I risultati di questo studio sono talmente piaciuti al presidente Enac, Vito Riggio, e al Direttore Generale, Alessio Quaranta, che intendono presentarlo alle principali compagnie aeree e ai principali gestori aeroportuali.
Infatti, sostiene questo studio, le compagnie low cost sono state fattore fondamentale della crescita del traffico aereo.
E’ quindi arrivata l’ora, sostiene Enac, di normalizzare i rapporti tra compagnie low cost e compagnie tradizionali e tra i grandi aeroporti e le low cost.

Siamo contenti che i massimi responsabili di Enac si siano accorti che c’è qualcosa da normalizzare negli aeroporti italiani.
A noi piacerebbe però  che parlassero anche di come normalizzare i rapporti tra i principali aeroporti che ospitano le low cost e la legalità.
Vorremmo ricordare a questi signori che le compagnie low cost utilizzano largamente gli aeroporti militari aperti al traffico civile, come Ciampino, Pisa, Trapani etc.
Cioè usano aeroporti che sono in larga misura mantenuti dal contribuente.
Di come spesso ricevano contributi invece di pagare tariffe per l’uso di questi aeroporti.
Di come esista il caso clamoroso di Ciampino dove, nonostante le decisioni di una apposita conferenza dei servizi che ha stabilito che questo aeroporto opera fuori dai limiti di legge, nonostante le rilevazioni epidemiologiche delle Asl abbiano dimostrato che la salute dei cittadini è danneggiata da livelli di traffico fuori dai limiti di legge, nonostante che le rilevazioni di ARPA Lazio abbiano indicato che il traffico massimo ammissibile è circa un terzo di quello attualmente esistente, non solo non si riduce il traffico ma, anzi, si è potenziato l’aeroporto e ci si appresta ad aumentare il traffico.
In questo caso ci pare che la "privatizzazione" si riferisca più che altro dall'esenzione dal rispetto delle leggi, della salute dei cittadini e dell'ambiente.
Tutto questo nonostante le numerose dichiarazioni fatte dallo stesso Vito Riggio, dal Ministro Matteoli e, ultimamente, dalla Presidente Polverini che parlavano della necessità, addirittura, di chiudere al traffico civile l’aeroporto di Ciampino, a causa della evidente incompatibilità ambientale.

Vogliamo sperare che almeno i 550 esposti presentati dai cittadini alla Magistratura possano servire a liberare i 14.000 cittadini colpiti e ripristinare la legalità.

www.comitatoaeroportociampino.it
info@comitatoaeroportociampino.it

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