mercoledì 9 novembre 2011

Radar e wi-fi, limiti troppo alti

TERRA NEWS, Lunedì 07/11/2011

Francesca R. Orlando

http://www.terranews.it/news/2011/11/«radar-e-wi-fi-limiti-troppo-alti

INTERVISTA. Parla Fiorenzo Marinelli, Ricercatore dell’Istituto di Genetica Molecolare del Cnr di Bologna. «Attenti anche agli sms».

Dott. Marinelli, cosa ne pensa dell’uso del Wi-Fi nelle scuole?
è una scelta “irrazionale” perché tutta la Terra è stata cablata con fibre ottiche e cavi sottomarini, eppure si vogliono fare collegamenti per gli ultimi dieci metri via radio quando si sa che la radiofrequenza rappresenta un possibile cancerogeno per l’uomo come definita dalla Iarc.
Quali sono gli effetti della radiazione del Wi-Fi sulle cellule?
Abbiamo osservato in vitro negli studi preliminari e non ancora conclusi, che tempi brevi di esposizione al Wi-Fi, fino a 6-12 ore, inducono un danno nella regolazione genica ed apoptosi, cioè le cellule particolarmente danneggiate, che non potrebbero sopravvivere regolarmente, vengono eliminate. Con esposizioni più lunghe, invece, si esprimono geni che promuovono la sopravvivenza cellulare. Questo comporta che le cellule che riescono a sopravvivere dopo un primo periodo di esposizione, anche se danneggiate, vengono successivamente spinte a riprodursi. Nel caso di cellule cancerogene preesistenti questo sarebbe molto preoccupante.
Sui rischi dell’uso del telefono cellulare si è detto molto, ma anche gli sms sono pericolosi?
Il segnale emesso del cellulare durante l’emissione di un sms può essere piuttosto consistente e può addirittura sforare i limiti di sicurezza. I nostri figli che si scambiano anche un centinaio al giorno di sms si espongono, così, a quantità di campo considerevoli. Il telefono cellulare, perciò, va usato solo come una radio di emergenza.
Lei ha condotto nelle Marche degli studi sugli effetti dei radar. Che rischi ci sono per chi abita in prossimità di questo tipo di installazioni?
Fino ad oggi nelle Marche sono stati condotti due studi epidemiologici sui radar, uno dall’Università di Camerino e uno dalla Ragione Marche, ma nessuno dei due ha ancora visto la luce. Ad oggi abbiamo effettuato due esperimenti nel Comune di Potenza Picena, in abitazioni dove si sono presentati casi di patologie che si sospettano connessi alla radiazione del radar. Attraverso un incubatore portatile sono state esposte delle cellule e confrontate con altre cellule non esposte, avvolte in carta stagnola schermante. I risultati preliminari indicano che dopo un’esposizione di 24 ore la vitalità delle cellule esposte è diminuita drasticamente rispetto ai controlli e, dopo 48 ore, il fenomeno è stato ancora più evidente. Per concludere gli esperimenti ci vorranno ancora tre o quattro mesi.
Quali patologie avete preso in considerazione per la sospetta correlazione con i radar?
La palatoschisi e l’ autismo nei bimbi, i tumori al seno e alla tiroide, la leucemia, l’infarto e l’ictus. Vorrei anche osservare, però, che noi ci preoccupiamo solitamente degli effetti biologici dei campi elettromagnetici su noi stessi, che utilizziamo queste apparecchiature, ma due studi suggeriscono che ci possano essere anche rischi epigenetici per le generazioni future e non si sta facendo alcuno studio serio al riguardo.
Crede che gli attuali limiti per i cellulari ci proteggano dai rischi per la salute?
Usiamo un limite SAR per i telefoni cellulari che è estremamente elevato. 2W/Kg corrisponde ad un campo elettrico calcolato di 306 V/m. Ora la legge tutela le persone dalle emissioni delle antenne fisse che emettono più di 6 V/m e non tutela gli utenti dei cellulari che secondo il SAR possono essere esposti a 306 V/m. E’ un assurdo legislativo fatto per permettere la vendita indiscriminata dei telefonini anche se pericolosi per la salute.

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