mercoledì 25 gennaio 2012

Baytril: la BAYER trae profitto dall'allevamento industriale

Comunicato stampa, 25 gennaio 2012
Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania)

Il 60% degli antibiotici finisce negli allevamenti / Ceppi sempre più resistenti

Oltre la metà di tutti gli antibiotici prodotti nel mondo finisce per essere usata negli allevamenti di animali, creando numerosi ceppi di malattie resistenti agli antibiotici, rintracciabili dopo l'abbattimento, nei maiali, nella carne bovina e nel pollame. Alle volte si tratta di ceppi letali.

La multinazionale farmaceutica tedesca BAYER è tra i maggiori beneficiari dell'allevamento su scala industriale. Nel 2010 la BAYER ha generato un volume di affari di 166 milioni di euro col solo antibiotico per animali Baytril, un incremento dell' 11% rispetto all'anno precedente. La BAYER è la quarta compagnia al mondo nel campo dei medicinali veterinari.

Philipp Mimkes, della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania), ha dichiarato: "Non sarebbe possibile tenere migliaia di animali in uno spazio sovraffollato, senza i prodotti della BAYER e delle altre compagnie. La BAYER trae profitto dalle orribili condizioni in cui vivono gli animali negli allevamenti industriali, dove continuamente emergono nuove malattie, e per questo ha una parte di responsabilità per l'emergere dei ceppi resistenti agli antibiotici".

In molti allevamenti di animali le iniezioni di Baytril fanno parte del trattamento di routine. La sostanza è stata usata in modo massiccio dal 1995, per il trattamento delle malattie infettive nel pollame, inclusi i tacchini, nei bovini e nei suini. L'ingrediente attivo del Baytril (enrofloxacina) è chimicamente imparentato con quello degli antibiotici per uso umano, Ciprobay (ciprofloxacina) e Avalox (moxifloxacina), venduti dalla BAYER. L'uso su vasta scala del Baytril ha portato a una sempre maggiore inefficacia degli antibiotici per uso umano.

La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania) chiede:
- il bando della disumana pratica dell'allevamento industriale che per primo rende necessario l'uso eccessivo di antibiotici,
- una documentazione ineccepibile di tutti gli utilizzi di antibiotici negli allevamenti,
- Il bando dell'uso quotidiano degli antibiotici attraverso il mangime (e le necessarie ispezioni e multe),
- l'utilizzo di antibiotici solo su prescrizione del veterinario (l'obiettivo deve essere quello di allevare gli animali senza antibiotici),
- il bando dell'uso di routine degli antibiotici su intere popolazioni di animali.

Studi recenti provano che molta della carne di pollo che si trova nei supermercati è contaminata da ceppi resistenti agli antibiotici. In caso di conseguente infezione, i consumatori non potranno essere curati coi normali antibiotici.

Nell'Unione Europea, l'uso preventivo degli antibiotici è stato bandito da anni, ma senza che ne seguisse un calo nelle quantità utilizzate. Uno studio, condotto nell'autunno scorso dall'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), è giunto alla conclusione che l'uso degli antibiotici nell'allevamento degli animali, aumenta il rischio della loro inefficacia sull'uomo. Anche l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (WHO) chiede da anni il bando dell'utilizzo su vasta scala degli antibiotici nell'allevamento animale.

Il Manifesto: Le autorità mettono al bando un antibiotico della Bayer

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