martedì 28 febbraio 2012

Michele Nitti ex agente wagons-lits, precario, scrive ai giornali e all'ACU

Mario Monti ha salvato l’Italia dal default. 
Mauro  Moretti ha sanato Trenitalia dal fallimento.
Entrambi vedono prospettive più ottimistiche per il Paese.

Il primo incoronato uomo politico dell’anno dall’Europa, l’altro premiato per la terza volta Presidente delle ferrovie europee.    Sono fiero di essere italiano ed orgoglioso di averli come presidenti.

Ma cosa avranno mai in comune questi grandi manager?

Un bel popolo di fiduciosi ed ottimisti. Quasi tutti noi  da bambini abbiamo sognato di guidare un treno o di essere stati  dei capostazione con il cappello rosso e la vecchia paletta e pressappoco tutti abbiamo creduto che gli sforzi ed i sacrifici dei nostri genitori sarebbero bastati a farci vivere in un’Italia più semplice,  più evoluta e meno precaria. 

Oggi  ormai adulto,  vedo che  nel nostro bel Paese non è diminuito il tasso di disoccupazione, ma è  aumentato il numero delle  tasse da pagare.  Le Ferrovie hanno aumentato il costo dei biglietti e dimezzato  i treni circolanti, soprattutto i notturni, a causa degli aerei low cost e dell’alta velocità.  Ripetono  gli operai della Wagons -Lits che tagliare i treni notturni è un'offesa alla coesione del Paese  e al diritto di spostamento garantito dalla Costituzione.

I nostri geni sono andati all’estero perché in Italia poco considerati ed il personale Wagons-Lits è stato licenziato perché ritenuto ormai obsoleto per un futuro ferroviario più tecnico e veloce.

Ma cosa avranno in comune queste categorie?  Entrambi qualificati, preparati professionalmente, una vita dedita al lavoro ma con poco spazio.

I primi però amati,  apprezzati all’estero e difficili  da rimpatriare;  i secondi  licenziati, snobbati nell’ambito professionale del proprio paese   favorendo le assunzioni dei colleghi stranieri. Una politica contraddittoria.

Basta chimere! Basta diplomazia! Noi cittadini da anni rispondiamo alle esigenze dello Stato italiano aumentando i sacrifici mentre i governi si avvicendano  e con loro le false promesse. Sarebbe ora, che si creassero nuove opportunità  di   lavoro. Un’  occupazione “ FISSA”  che possa permettere al lavoratore di arrivare alla pensione felice  e spensierato  dopo aver contribuito per una vita intera al sostentamento dello Stato.   Non  bisogna pensare  solo ai sussidi o alla CIG,  perché è il lavoro che nobilita una persona.

Ritengo che un uomo senza lavoro sarebbe un politico senza elettori.

Noi  800 lavoratori dei Treni Notte che  abbiamo contribuito  alla storia ferroviaria da nord a sud, adesso ci ritroviamo a combattere la precarietà e lo spettro del licenziamento dopo aver lavorato per una vita degnamente e con grande spirito di sacrificio nell’interesse nostro e delle Ferrovie Italiane.

Una vita di lavoro prestata sempre con gentilezza e professionalità a bordo treno,  senza  esser stati minimamente valutati.

Ci sentiamo ferrovieri  perché svolgiamo servizio su vetture di  proprietà  TRENITALIA, lavoriamo e collaboriamo con i "veri ferrovieri”.    Perché  ora  ci rottamano  come le nostre vetture letto?

Le FS fingono di non vederci, ci destituiscono preferendo assumere dall’esterno anziché reperire risorse umane dall’interno,  in contrasto con tutti gli altri Paesi Europei che hanno assorbito gli ex colleghi nelle ferrovie statali.   Ma perché non noi?

Forse siamo nati sotto una stella diversa e preghiamo attualmente che almeno una ci illumini.

L’istanza di sostegno è rivolta da tutti noi 800 lavoratori al Governo, ai Presidenti di Regione, ai Parlamentari di qualsiasi schieramento a chiunque abbia un minimo di forza politico-sociale per ridare certezze  e non più  illusioni a questi lavoratori.

I politici regionali cerchino una giusta sistemazione per questi lavoratori, degni di essere ferrovieri!

Michele Nitti

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