lunedì 12 marzo 2012

Internet: Pericolosa deriva antidemocratica di Agcom se approva regolamento su diritto d'autore

 

Dichiarazione di Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale.

Roma, 9 marzo 2012.

L' Autorità per le "Garanzie nelle Comunicazioni" non può permettersi strappi o di perdere il suo ruolo di arbitro terzo. Per questo è pericoloso per il futuro dell'informazione e dello sviluppo aperto del nostro paese l'annuncio, fatto ieri durante la riunione del Consiglio, di voler approvare il regolamento sul diritto d'autore a pochi giorni dalla scadenza del Consiglio. Grave perché si tratta del regolamento più  discusso e criticato della storia dell'Autorità e che quindi richiederebbe un dibattito ampio che coinvolga la politica ma soprattutto consumatori, imprenditori e associazioni. Grave perché la Commissione Europea ha espresso forti critiche al regolamento. A queste critiche l'Autorità, dopo mesi, non ha ancora risposto pubblicamente. Ma anche se lo facesse, sarebbe comunque necessaria una nuova interazione con la Commissione per verificare l'adeguatezza delle correzioni proposte. Inoltre, sul testo definitivo, diverso da quello su cui si sono espressi i soggetti interessati, andrebbe nuovamente messo in consultazione. Insomma un processo accurato e rigoroso, impossibile nelle poche settimane prima della scadenza del Presidente e del Consiglio dell'Autorità stessa. 
Una eventuale approvazione sarebbe anche un grave strappo nei confronti del Parlamento, considerando che l'annuncio avviene alla vigilia della convocazione del 21 marzo di Corrado Calabrò, Presidente Agcom, chiamato a rispondere proprio delle voci di accelerazione del regolamento contestato. Uno strappo aggravato dal fatto che pochi giorni fa parlamentari di diverse forze politiche avevano scritto a Calabrò per chiedere uno stop definitivo.
L'Autorità è ancora in tempo per tornare sui suoi passi e lasciare al prossimo consiglio il compito di affrontare una riforma complessiva del sistema di tutela del del diritto d'autore, che valorizzi gli artisti e produttori di contenuti ma anche la libera circolazione di informazioni e contenuti. In caso contrario le conseguenze per l'Italia e per l'Autorità stessa saranno molto gravi.
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